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Farmacie pubbliche e private: “la manovra è insostenibile”


La Federazione dei titolari ha oggi riunito il proprio Consiglio nazionale. E Assofarm, per le farmacie pubbliche, ha chiamato a raccolta gli organi associativi per domani 8 giugno. All’ordine del giorno gli effetti del decreto legge 78 che mette a rischio la tenuta dell’intero sistema, sia sul fronte del servizio, sia su quello dell’occupazione
 

07 GIU - I conti li ha fatti la Federfarma, il sindacato dei titolari di farmacia italiani. E mostrano i danni rilevantissimi che il servizio farmaceutico potrebbe subire dalla manovra economica, sotto il profilo della funzionalità e del servizio ai cittadini. Tanto che ne potrebbe chiudere una su cinque. La perdita, infatti, tra i tagli ai prezzi dei farmaci e le “rimodulazioni” dei margini di guadagno di distribuzione intermedia e farmacie operate dal Decreto legge 78 (quello, appunto, che contiene le misure della manovra economica governativa), sarebbe vicina ai 420 milioni all’anno. Una cifra tale da rendere “insostenibile” la sopravvivenza di molte farmacie. Anche per questo la Federfarma ha convocato l’Assemblea nazionale a Roma che si sta svolgendo proprio in queste ore.
All’ordine del giorno dei titolari di farmacia, gli effetti dei tagli di spesa pubblica applicati al settore del farmaco. Considerati – anche alla luce dei nuovi compiti che le stesse farmacie dovrebbero essere chiamate a svolgere come centri di servizio del Ssn” – una vera e propria “penalizzazione”, come ha ricordato Annarosa Racca, presidente della  Federfarma. “I nuovi tagli – continua Racca – saranno di forte ostacolo alla prosecuzione del servizio”. E a subirne gli effetti più devastanti saranno innanzitutto “le piccole farmacie che chiuderanno subito”. Le più grandi, invece, “saranno costrette, per sopravvivere, a tagliare drasticamente i costi, a partire da quelli per il personale”. Un problema occupazionale che ora interessa i circa 30.000 farmacisti collaboratori, laureati qualificati, e i 25.000 addetti non laureati.

Dello stesso identico avviso anche i farmacisti delle farmacie comunali rappresentati dalla Assofarm, l’Associazione delle farmacie municipalizzate. Nella nota con la quale il presidente Venanzio Gizzi convoca in assemblea gli organi dell’Associazione per l’8 giugno, viene ancora una volta sottolineata l’”insostenibilità” della manovra. “Le farmacie comunali” ricorda Gizzi, “operano con margini esigui”: è questo lo schema organizzativo da tempo adottato per destinare risorse “alla fornitura di livelli di servizio finalizzati alla tutela della salute dei cittadini e quindi per un'azione sociale che caratterizzi sempre di più il ruolo delle farmacie comunali”. Anche qui si prospettano “enormi danni a livello occupazionale”. E anche qui Assofarm ribadisce come sia stata disattesa l’intenzione del Governo di trasformare le farmacie in luogo di erogazione di servizi sul territorio (così come previsto dalla legge 69/2009). In quest’ottica Assofarm ha già chiesto – così come ha fatto la Federfarma – un incontro con Governo e regioni nell’ambito della riunione del Tavolo per la Farmaceutica prevista per il 9 giugno. E allo stesso modo è stato chiesto un immediato incontro con la Presidenza dell’Anci.
 

07 giugno 2010
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