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G20 Salute in Argentina. “Riformulare le etichette dei cibi per contrastare l’obesità. E approccio ‘One health’ per combattere l’antibiotico resistenza”


Si è concluso a Mar de la Plata il G20 Salute. Sul tavolo i temi della nutrizione, del rafforzamento dei sistemi sanitari, formazione operatori, ruolo delle donne in sanità e reattività dei sistemi di fronte alle emergenze. IL COMMUNIQUÉ FINALE

06 OTT - Dal contrasto alla malnutrizione, passando per la lotta all’obesità, fino ad arrivare al potenziamento del ruolo delle donne in sanità e alla reattività dei sistemi di fronte alle emergenze. Sono questi alcuni dei temi trattati durante il G20 Salute che si è svolto lo scorso 4 ottobre a Mar de la Plata in Argentina.
 
L’Italia è stata rappresentata dal Segretario Generale del ministero della Salute, Giuseppe Ruocco, che dopo aver contribuito alla predisposizione della Dichiarazione, coordinando i contributi di tutte le Direzioni Generali interessate del Ministero, è intervenuto nella Plenaria. 
Nel suo discorso il Segretario Generale ha riaffermato l’importanza che  l’Italia assegna al Sistema sanitario universale ricordando come il nostro SSN celebri proprio quest’anno il 40° anniversario dalla sua istituzione e come il nostro Paese confermi l’importanza di tale organizzazione e sia impegnato a sostenerlo e ammodernarlo costantemente, affinché possa adeguatamente affrontare le nuove sfide  che interessano  la salute dei cittadini, sia con interventi di promozione della salute e di prevenzione, che con quelli di cura  e riabilitazione.
 
Inoltre, a conferma di quanto già recentemente dichiarato nel Meeting ad alto livello presso le Nazioni Unite, il Segretario Generale si è soffermato sulle modalità per affrontare la problematica dell’obesità infantile, per le quali l’Italia propone di intervenire attraverso azioni che possono riassumersi nelle parole “investimenti,  innovazione, inclusione”: investimenti in prevenzione e promozione di corretti stili di vita, effettuati anche con strategie innovative che prevedono un ruolo attivo e responsabile  di tutti i portatori di interessi, e assicurando l’inclusione dei cittadini nelle scelte di salute che li riguardano.
 
La parte principale dell’intervento italiano è stata dedicata al problema dell’antimicrobicoresistenza. Dopo aver ricordato il recente Piano nazionale contro l’antimicrobicoresistenza, il Segretario generale ha  soprattutto esaltato le potenzialità di una forte e continua collaborazione internazionale attraverso network di informazioni, dati e risorse diagnostiche, il monitoraggio dell’uso (e abuso) degli antimicrobici, il supporto alla ricerca di nuovi farmaci e altri mezzi per affrontate la problematica, lo scambio di best practice non solo nel settore  sanitario, considerando il ruolo di molti altri ambiti (quali agricoltura, ambiente, veterinaria) nello sviluppo e gestione di questa  problematica, nel quadro del Piano globale dell’Oms.
  
La sintesi del communiqué:
 
Il documento finale raccomanda azioni concrete per affrontare questioni globali come il sovrappeso e l'obesità infantile, la resistenza antimicrobica e la preparazione dei paesi a rispondere a epidemie, pandemie e disastri. Per quanto riguarda la malnutrizione, una delle questioni prioritarie della presidenza argentina del G20, la dichiarazione afferma che "minaccia la salute umana e lo sviluppo" e ha chiari effetti economici.
 
Per ridurre il sovrappeso e l'obesità nei ragazzi, nelle ragazze e negli adolescenti, i ministri della salute e gli alti funzionari raccomandano di migliorare le "scelte alimentari sane attraverso sforzi intersettoriali". In questo senso, la dichiarazione promuove azioni come la riformulazione del cibo e l'etichettatura alimentare e nutrizionale, e incentivare l’uso di porzioni appropriate e stili di vita sani basati su diete sane.
 
Il documento sostiene anche il rafforzamento dei sistemi sanitari, la chiave per garantire "un migliore accesso a un'assistenza sanitaria sicura e di qualità allo scopo di spostarsi verso la copertura sanitaria universale (UHC) e ridurre la povertà entro il 2030 in base al contesto nazionale".
 
I Ministri e alti funzionari sottolineano anche l'importanza di "assistenza centrata sulla persona", considerata "la chiave per aumentare la qualità dei sistemi di assistenza sanitaria". Insistono sulla necessità di investimenti per la "formazione continua della forza lavoro sanitaria".
 
Il documento contiene anche una sezione sul ruolo delle donne. "Si dovrebbero intraprendere azioni per colmare le persistenti lacune sanitarie tra donne e uomini", tra cui "un migliore accesso a un'assistenza sanitaria di qualità e una partecipazione più equa alla forza lavoro sanitaria", si legge. Richiede inoltre che "le donne abbiano il potere di partecipare equamente alla governance della salute e ai processi decisionali".
 
 La reattività dei sistemi sanitari alle crisi e alle pandemie è un'altra questione chiave nella dichiarazione. "Le emergenze sanitarie comportano gravi rischi per la salute globale, così come l'economia, la stabilità sociale e lo sviluppo, che non possono essere affrontati da un paese e richiedono una risposta globale coordinata", spiega. La dichiarazione suggerisce di fare "sforzi di preparazione multisettoriale per costruire e sostenere capacità nazionali prima di un'emergenza".
 
Il documento sottolinea anche il lavoro svolto sulla resistenza antimicrobica dal flusso di lavoro dell'agricoltura del G20 e le richieste affrontano il problema attraverso un approccio collaborativo e intersettoriale. Sono stati fatti impegni per "aumentare il livello di consapevolezza sull'uso prudente e responsabile e sullo smaltimento degli antibiotici di tutti gli operatori sanitari, veterinari, agricoltori e produttori di alimenti e del pubblico in generale".

06 ottobre 2018
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