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Nazioni Unite. La comunità globale si impegna a fornire al Fondo per la lotta ad Aids, tubercolosi e malaria 14 miliardi di dollari per eradicare le malattie entro il 2030

I donatori - tra cui Stati Uniti e Francia con i maggiori importi preventivati e altre fodnazioni private - hanno promesso poco più di 14 miliardi di dollari per i prossimi tre anni per salvare 16 milioni di vite e aiutare a porre fine all'Aids, alla tubercolosi e alla malaria entro il 2030. Tedros (DG Oms): "Un intervento fondamentale per fornire a individui e comunità gli interventi sanitari di cui hanno bisogno per prevenire, diagnosticare e curare l'HIV, la tubercolosi e la malaria e per costruire sistemi sanitari migliori e più forti".

11 OTT - Alcuni Stati e donatori privati metteranno a disposizione della lotta ad Aids, tubercolosi e malaria, per arrivare alla loro eradicazione entro il 2030, una dote di 14 miliardi di dollari.

L’impegno economico è stato assunto il 10 ottobre alla sesta conferenza sul rinnovo del Fondo globale per la lotta all'Aids, la tubercolosi e la malaria, organizzazione non governativa che fornisce sovvenzioni per sostenere interventi costo-efficaci e tecnicamente validi per la prevenzione delle infezioni e per fornire cure, assistenza e sostegno per le persone infette, che si è svolta a Lione, in Francia.

"Accolgo con favore l'impegno assunto da così tanti donatori sotto l'egida della Francia di finanziare integralmente il Fondo globale per il prossimo triennio", ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'agenzia delle Nazioni Unite per la salute, Oms.

"Questo è fondamentale per fornire agli individui e alle comunità gli interventi sanitari di cui hanno bisogno per prevenire, diagnosticare e curare l'HIV, la tubercolosi e la malaria e per costruire sistemi sanitari migliori e più forti", ha aggiunto.

 

Peter Sands, direttore esecutivo del Fondo globale, ha affermato che "tutti oggi hanno sentito una comunità globale riunirsi per dire con una sola voce: ‘Porremo fine a queste epidemie’".

 

La partnership internazionale raccoglie, gestisce e investe denaro per sostenere programmi in oltre 100 paesi che affrontano le tre malattie, principalmente nell'Africa sub-sahariana.

 

Secondo il Fondo molti donatori presenti alla conferenza hanno intensificato i propri impegni, dichiarando l'urgenza di adottare misure decisive.

 

Ad esempio, gli Stati Uniti forniranno 1,56 miliardi di dollari all'anno, mantenendo oltre il 30% di tutti i contributi. L'impegno della Francia di 1,29 miliardi di dollari includeva altri  60 milioni di dollari annunciati dal presidente Emmanuel Macron per una spinta finale per raggiungere l'obiettivo complessivo dei 14 miliardi.

 

I donatori privati hanno promesso oltre 1 miliardo di dollari, che rappresentano anche il primo fondo globale. La Bill & Melinda Gates Foundation ha deciso un impegno di 760 milioni di dollari, mentre (RED) (l’associazione che combatte l’Aids attraverso il commercio di arte e oggetti vari che abbiano una caratteristica: essere di colore rosso) ha promesso 150 milioni di dollari, insieme a sostenitori come Comic Relief, l'importante uomo d'affari Sri Dato Dr Tahir e la società farmaceutica Takeda.

 

La crescita del Fondo globale è fondamentale, ha dichiarato il capo dell'Organizzazione mondiale della sanità: "Non si tratta solo di un investimento in un'organizzazione o in tre malattie; è un investimento nella nostra visione condivisa di un mondo più sano, più sicuro e più giusto. In definitiva, è un investimento nelle persone ".

 

Maurine Murenga, a cui è stato diagnosticato l'HIV nei primi anni 2000, e che fa parte del Global Fund Board, ha ringraziato tutti i partner per aver riconosciuto la necessità di concentrare gli investimenti in programmi che affrontano specificamente gli effetti sproporzionati dell'HIV su donne e ragazze. "Quelli di noi che sono sopravvissuti all'HIV sono qui grazie al Fondo globale, ma milioni stanno ancora morendo inutilmente perché non possono accedere a questi programmi salvavita", ha detto.

 

“Le giovani donne e ragazze -ha concluso -  devono essere al centro della risposta all'HIV in Africa. È inaccettabile che siano ancora due volte più vulnerabili all'HIV nell'Africa subsahariana e sei volte più vulnerabili nei paesi più colpiti. Sappiamo che il cambiamento è possibile e dobbiamo agire ora".

 

11 ottobre 2019
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