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Ludopatia. Udicon: “Basta pubblicità sul gioco”


Dopo l’annuncio di Balduzzi sull’intenzione di considerare la ludopatia una malattia, l’Unione in difesa dei consumatori ha scritto ai ministri Balduzzi, Riccardi e all'Aaams. “Tre spot su 10 su emittenti pubbliche e private inducono a tentare la fortuna. Sulla rete non va certamente meglio”.

09 MAR - “Da anni che denunciamo gli effetti nocivi del gioco d’azzardo, una malattia contagiosa che, facendo leva sulla promessa di guadagni facili, coinvolge l’iindividuo in un circolo vizioso da cui difficilmente è in grado di uscire da solo”. Ad affermarlo è il presidente nazionale della Udicon, Denis Nesci, che all’indomani dell’annuncio del ministro della Salute, Renato Balduzzi, sull’intenzione di considerare la ludopatia una malattia, annuncia di avere inviato una lettera al ministero della Salute, al Ministero della Cooperazione internazionale e integrazione dipartimento politiche per la famiglia e all’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (Aams) per sollecitarli a “rafforzare le politiche a sostegno della ludopatia, attraverso l’eliminazione di pubblicità create allo scopo di attirare l’attenzione degli italiani verso il gioco, nonché ad utilizzare in futuro tale mezzo per risanare le casse dello Stato”.

“La ludopatia – spiega l’Unione in difesa dei consumatori -, meglio nota come dipendenza da gioco, è un disturbo ma anche un sintomo legato ad un’ossessione che negli ultimi anni ha registrato un incremento dello 0,8% soprattutto tra la popolazione maschile, interessando circa 1 milione e 800 mila italiani (circa il 3% della popolazione secondo l’indagine condotta dall’Oms), di cui 800 mila devono considerarsi malati perché giocatori patologici e compulsivi. Il fenomeno, purtroppo, continuerà ad aumentare alla luce della proliferazione di giochi che, soprattutto in rete promettono in poche ore vincite da capogiro: basti pensare che ai quelli più tradizionali come i gratta e vinci e il superenalotto, si sono aggiunti quelli virtuali come videopoker, casinò e slot machine che sono il 15% in più rispetto agli altri paesi europei”.

“Ogni giorno – aggiunge il presidente - il cittadino è bombardato da pubblicità su emittenti pubbliche e private che lo inducono a tentare la fortuna: 3 spot su 10 infatti, sono mandate in onda per pubblicizzare giochi e scommesse; inoltre sulla rete non va di certo meglio, basta fare una semplice ricerca per permettere l’apertura di finestre automatiche che con un semplice clic ci indirizzano subito sul sito o, addirittura trovare messaggi sulla propria posta elettronica. È arrivato il momento di regolare questo settore che potrebbe provocare dei seri problemi ai giovani, visto l’uso intensivo che fanno in ogni momento della giornata di internet, da cui possono accedere direttamente dal proprio cellulare”.

L’Unione per la difesa dei consumatori spiega che già nell’aprile 2011 aveva denunciato all’Antitrust la mancanza di regolamentazione sulla vendita di gratta e vinci negli uffici postali attraverso distributori automatici, “che avrebbe esposto una fascia particolarmente debole, come quella degli anziani ad investire una parte della propria pensione nel gioco”.
 

09 marzo 2012
© Riproduzione riservata

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