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Covid. Senior Italia FederAnziani: 100mila morti, una soglia drammatica. Il Paese riparta salvando i nonni


Oggi l’associazione ha ricordato le vittime e testimoniato la vicinanza ai loro familiari con un presidio simbolico davanti a Palazzo Chigi. Una delegazione ricevuta dal Presidente della Camera Roberto Fico Messina: “Cosa faremmo per i nostri figli? Il Paese superi questo immobilismo. Sia dato slancio decisivo alle vaccinazioni degli anziani”

09 MAR - 100.000 morti: una soglia psicologica che nessuno avrebbe voluto mettere in conto e che invece è il dato drammatico a cui ci ha condotti la pandemia di Covid-19, iniziata circa un anno fa e divenuta un evento spaventoso, che ancora oggi sembra difficile arginare. E’ nell’occasione del superamento di questa soglia, ad un anno esatto anche dal primo lockdown, che Senior Italia FederAnziani ha voluto con un gesto simbolico, un presidio oggi in Piazza Colonna a Roma davanti Palazzo Chigi, ricordare le vittime, nella stragrande maggioranza anziani, e testimoniare la propria vicinanza ai loro familiari. Tutto questo, nel rispetto delle norme anti-Covid, per dire basta: è ora di accelerare con le vaccinazioni e mettere in salvo questa generazione di nonni, di biblioteche umane che ci stanno abbandonando, in troppi, giorno dopo giorno.
 
A testimoniare la vicinanza delle istituzioni, a cui Senior Italia FederAnziani ha rivolto il suo appello ad unirsi in occasione di questo momento di raccoglimento, il Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico che ha ricevuto in mattinata una delegazione dell’organizzazione della terza età e ascoltato le istanze espresse dal Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina. Una delegazione Senior Italia FederAnziani è stata ricevuta dalla Ministra per le Disabilità Erika Stefani con cui sono state discusse le principali criticità che gli anziani non autosufficienti stanno attraversando in questa difficile fase pandemica. Ad ascoltare la voce di Senior Italia FederAnziani anche la Vicepresidente del Senato della Repubblica Paola Taverna, il Sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, il Senatore Gianfranco Rufa, il Senatore William De Vecchis, che si sono uniti al presidio in Piazza Colonna dove alle 12.00 è stato osservato un minuto di silenzio commemorativo.

 
«Chi sono gli anziani? Forse stiamo perdendo di vista il significato di questa parola - a dichiararlo è Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani – Cosa farebbe un genitore per un figlio in difficoltà, minacciato da una grave malattia, che potrebbe portarglielo via? Qualsiasi cosa. Noi figli e nipoti invece per i nostri genitori e nonni non riusciamo a fare nulla. Siamo come paralizzati. Ci sentiamo impotenti. Ma è ora di scuotersi da questa apatia che ci fa essere, di fronte a questo orrore, come anestetizzati. Abbiamo superato questa soglia spaventosa di centomila morti per Coronavirus in Italia dall’inizio della pandemia. Perlopiù si tratta degli anziani di questo Paese, delle persone più fragili, di genitori e nonni, e siamo basiti e preoccupati dall’indifferenza generale con cui continua a consumarsi questa carneficina silenziosa. E’ ora di dire basta: se non daremo una decisiva accelerazione alle vaccinazioni degli anziani la situazione purtroppo non è destinata a migliorare, considerata la rapidità della diffusione delle varianti. E’ questo il nostro appello alle istituzioni. E’ il paese che ce lo chiede, perché questo paese senza i nonni non può andare avanti. Abbiamo 16 milioni di nonni che fanno i baby sitter a tempo pieno, altrimenti i figli non potrebbero pagarsi il mutuo e andare a lavorare. I nonni sono l’ufficio acquisti della famiglia, quelli che vanno al supermercato per tutti. Rappresentano il 53% delle visite pediatriche, nel senso che accompagnano i bambini. Quando chiudono le scuole, i nonni vanno agli arresti domiciliari. Sono il 23,5% della popolazione, il 39% del parco elettorale, il 63% della ricchezza immobiliare, il 57% dei depositi cash. Sono numeri imprescindibili: la nostra nazione senza i nonni non ce la fa. E’ questo messaggio, che vuole essere anche un messaggio di speranza, che intendiamo rivolgere alle istituzioni: il nostro paese per ripartire ha bisogno dei nonni. E noi tutti abbiamo il dovere civico e morale di mettere in campo ogni sforzo, sapendo che stiamo cercando di salvare quanto di più prezioso c’è nelle nostre vite. E’ questa scossa di consapevolezza che deve smuovere il paese, è il gesto di speranza di cui abbiamo bisogno, altrimenti non ce la faremo”.

09 marzo 2021
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