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Aou di Bologna. I sindacati medici denunciano la mancata applicazione del decreto Calabria

Il disavanzo causato dalla pandemia come “direttamente causato anche dal mancato finanziamento delle nuove assunzioni da parte della Regione, così come sarebbe previsto dall’art. 11 comma 1 della Legge 60/2019 rimasta inapplicata. Questa decisione contrasta apertamente con le manifestazioni di gratitudine espresse a profusione nei confronti del personale sanitario che si è trovato in prima linea”.

16 DIC - “Fondi contrattuali accessori e mancata applicazione dell’art. 11, comma 1, Legge del 25 giugno 2019, n. 60 (Decreto Calabria). A distanza di due anni dalla pubblicazione ed entrata in vigore della Legge 60/2019, le disposizioni contenute nel comma 1 art. 11 non vengono attuate nelle Aziende Sanitarie della Regione Emilia Romagna per precisa volontà della Regione stessa”.

La denuncia arriva dalla segreteria ANAAO ASSOMED AOU Bologna, nelle persone di Gabriele Farina e Simona Ferrari, dalla segreteria AOU Bologna FESMED, rappresentata da Luca Spinardi, dal segretario regionale ANAAO ASSOMED Ester Pasetti, dal segretario regionale CIMO Salvatore Lumia e dal segretario regionale FESMED Alberto Zaccaron in una nota.

”La scelta di non applicare quanto disposto da una legge dello Stato – spiegano i sindacalisti -, colpisce ancora una volta il personale sanitario delle Aziende e in particolare, per quanto di competenza delle scriventi OO.SS., la dirigenza medica, veterinaria e sanitaria. Il danno economico e patrimoniale per i professionisti sanitari del Servizio Sanitario Regionale è diretto in quanto i fondi accessori, cioè quelli su cui si basano le carriere dei dirigenti sanitari e il compenso del merito dei singoli dirigenti, sono direttamente colpiti dalla mancata applicazione della Legge”.

“Ciò premesso, le segreterie aziendali di ANAAO ASSOMED e CIMO-FESMED in AOU di Bologna hanno deciso di sottoscrivere l’accordo aziendale sui fondi contrattuali accessori con l’esclusivo intento di garantire agli Associati: 1) l’applicazione degli accordi aziendali sul valore economico degli incarichi dirigenziali; 2) un’equa e corretta assegnazione della retribuzione di risultato”, proseguono i sindacalisti nella nota.

“Abbiamo sottoscritto il trasferimento - peraltro contemplato dall’art 95 del CCNL 2016-18 - del 25% del Fondo per la retribuzione di risultato sul Fondo per la retribuzione degli incarichi. Tale trasferimento è finalizzato al mantenimento del valore economico delle attuali posizioni dirigenziali dei professionisti sanitari e serve di fatto a coprire il disavanzo lasciato dalle nuove assunzioni resesi necessarie in seguito all’emergenza Covid-19”, scrivono ancora.

Tale disavanzo è direttamente causato anche dal mancato finanziamento delle nuove assunzioni da parte della Regione Emilia Romagna, così come sarebbe previsto dall’art. 11 comma 1 della Legge 60/2019 rimasta inapplicata. Questa decisione della Regione Emilia Romagna – concludono - contrasta apertamente con le manifestazioni di gratitudine espresse a profusione nei confronti del personale sanitario che si è trovato in prima linea ad affrontare l’emergenza Covid-19 e arriva in un periodo di grande difficoltà per il personale sanitario sempre più provato da ritmi e condizioni di lavoro insostenibili sul lungo periodo”.

16 dicembre 2021
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