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Ars Toscana chiusa o assorbita dall'assessorato alla Salute? I lavoratori esprimono preoccupazione

L’Ars è uno strumento tecnico-operativo e di studio per la Giunta e il Consiglio regionale, con un ruolo terzo ed autonomo. Ogni anno porta avanti quasi 300 attività per valutare lo stato di salute dei cittadini, qualità dei servizi sanitari e altro ancora. “Senza il lavoro dell’Ars sarà difficile ottenere valutazioni indipendenti”, dicono i suoi lavoratori, e “il riassorbimento neell’assessorato significherebbe snaturare la sua essenza distintiva”.

20 GIU - A seguito dell’ipotesi di chiusura dell’Agenzia regionale di sanità (Ars) o del suo assorbimento da parte dell’assessorato alla Salute, circolata a mezzo stampa nei giorni scorsi, i lavoratori e le lavoratrici Ars sentono la necessità di prendere parola, mostrando “preoccupazione” per le potenziali conseguenze di questa decisione, che “potrebbe causare danni all'efficienza, efficacia e indipendenza delle valutazioni sanitarie in Toscana”. Con un comunicato i lavoratori Ars illustrano, dunque, le criticità conseguenti ad un ipotetico riassorbimento dell’agenzia da parte dell’amministrazione regionale ed evidenziare quelle che invece “riteniamo le possibili opportunità di rafforzamento e definitivo rilancio del nostro ente”.

L’ARS, spiegano anzitutto i lavoratori, è uno strumento tecnico-operativo e di studio sia per la Giunta che per il Consiglio regionali e offre supporto all’Organismo toscano di governo clinico. Per sua natura istitutiva ha un ruolo terzo ed autonomo: “L‘Agenzia porta avanti annualmente quasi 300 attività, per effettuare valutazioni sullo stato di salute dei cittadini toscani, sulla qualità dei servizi sanitari e sugli esiti delle cure”, riferiscono.

“La sua terzietà – sottolineano - è un evidente elemento di forza, come sottolineato in molti recenti interventi da parte di professionisti del mondo sanitario e della ricerca, che in maniera spontanea hanno preso posizione a sostegno dell’agenzia e che cogliamo l’occasione per ringraziare”.

Dal monitoraggio e valutazione delle attività territoriali e di prevenzione a quelle ospedaliere, al monitoraggio dell’antibiotico-resistenza, agli studi su ambiente e salute, ricerche su disuguaglianze, equità e inclusione, gravidanza e parto, malattie croniche e infettive, monitoraggio sulla longevità sana e invecchiamento della popolazione, farmacoepidemiologia solo per citarne alcune, vengono messi a disposizione di chi si occupa di programmazione dei servizi, decisori politici e cittadini, secondo i principi FAIR (dati trovabili, accessibili, interoperabili, riutilizzabili), che caratterizzano il modello europeo dell’Open Science. “Resi pubblici sul sito web istituzionale (www.ars.toscana.it), sui canali social dell’Agenzia e attraverso pubblicazioni dedicate, i dati prodotti e i risultati delle ricerche vengono consultati mediamente ogni anno da decine di migliaia di utenti attraverso gli strumenti di comunicazione costruiti ed autogestiti dal personale ARS: un modello virtuoso di trasparenza e di fruizione non solo per le altre Regioni, ma anche a livello nazionale ed internazionale”, sottolineano i lavoratori.

“In questi anni di attività – evidenziano ancora - l’ARS ha interpretato al meglio il suo ruolo di terzietà nella valutazione di situazioni di criticità sul territorio regionale. Ricordiamo solo qualche esempio di intervento dell’Agenzia in ambito ambiente e salute: lo studio sugli effetti sulla salute delle popolazioni residenti nei pressi dei siti inquinanti del territorio toscano (Livorno, Collesalvetti, Massa, Orbetello); le valutazioni degli effetti sulla salute della popolazione dei campi elettromagnetici generali dai nuovi impianti 5G, degli impianti geotermici sull’Amiata, della presenza del tallio nell’acquedotto di Pietrasanta, dell’impianto Chimet di Arezzo, della nuova pista dell’aeroporto di Firenze; le consulenze ai comuni ed enti locali per continue criticità locali emergenti (circa 15 in 10 anni)”.

“Senza il lavoro dell’Ars sarà difficile ottenere valutazioni indipendenti in studi sulle possibili ricadute sulla salute dei cittadini”, avvertono i lavoratori. “In oltre 20 anni di attività l’ARS ha inoltre costruito un database scientifico che produce indicatori sanitari, socio sanitari ed economici di altissimo livello. Molti dati sono liberamente accessibili sul nostro portale https://www.ars.toscana.it/banche-dati/ che contiene i dati storici relativi a vari aspetti della sanità toscana, informazioni preziose sia per i clinici che per i decisori politici”. Dunque, “il frazionamento di tali competenze all’interno del Dipartimento Salute della Regione Toscana vanificherebbe la missione che l’Ars porta avanti fin dalla sua fondazione: fornire dati indipendente, scientificamente solidi e accessibili a tutti”.

Solo negli ultimi 10 anni, spiegano, “l’ARS ha anche fornito il suo expertise tecnico e metodologico in oltre 140 progetti di studio e ricerca a livello nazionale e internazionale su tematiche chiave per le politiche sanitarie regionali, per un totale di quasi 9 milioni di euro di ricavi (con 38 progetti attualmente in atto, dal valore economico di circa 3 milioni di euro). Instaurando un’ampia rete di collaborazioni scientifiche e rafforzando la sua presenza nel panorama della ricerca, l’ARS grazie all’attività progettuale ha potuto integrare in maniera virtuosa le sue entrate economiche, nonostante una progressiva riduzione del finanziamento regionale, e assolvere compiutamente la sua missione”.

E ancora: “Anche grazie ai fondi dei bandi vinti a livello internazionale e nazionale, l’ARS - in sinergia con le università, le aziende ospedaliero-universitarie e con tutto il sistema di alta formazione regionale - contribuisce a completare la formazione di moltissimi giovani professionisti (medici, statistici, sociologhi, economisti ect). Negli ultimi 10 anni, l’Agenzia ha erogato: 85 incarichi libero-professionali, 85 tirocini formativi, 72 borse di studio per giovani laureati e 27 contratti a tempo determinato”.

L’ampia rete di collaborazioni scientifiche instaurate e la presenza crescente nel panorama della ricerca hanno inoltre garantito all’agenzia differenti entrate economiche, diverse dal finanziamento regionale, che “le hanno consentito negli ultimi 10 anni di contribuire alla riduzione della spesa pubblica, restituendo al bilancio regionale circa 445mila euro totali”.

“Abbiamo potuto conseguire questi risultati – ribadiscono i lavoratori - anche perché l’ARS fin dalla sua costituzione è stata un’agenzia autonoma e terza, che ha potuto esprimere appieno le sue potenzialità anche grazie alla snella sinergia delle sue diverse componenti: la funzione amministrativa, che si caratterizza per la sua agilità e rapidità nei tempi di esecuzione delle procedure; il centro di documentazione, che ha ispirato e attualmente coordina il sistema bibliotecario regionale in campo sanitario; le strutture tecniche, che acquisiscono, ingegnerizzano i flussi di dati e ne “certificano” la qualità; il settore della comunicazione, che attraverso i vari strumenti on e off-line, interamente autogestiti, contribuisce in maniera efficace ed efficiente alla massima divulgazione dei risultati; il settore della formazione, che ogni anno per conto dell’Agenzia (provider ECM) offre un’ampia gamma di eventi formativi gratuiti per i professionisti del mondo sanitario. E ovviamente gli osservatori di ricerca, fulcro dell’ARS, che ne finalizzano la mission”.

“Uno smembramento dell’ARS per un riassorbimento all’interno dell’assessorato – concludono - significherebbe snaturare la sua essenza distintiva, che ha da sempre costituito un valore aggiunto per il sistema regionale. La domanda che i lavoratori si pongono in questo momento di grande incertezza sulle sorti dell’Agenzia è pertanto questa: CUI PRODEST?”.

20 giugno 2024
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