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Covid. L’Emilia Romagna vuole i sanificatori in scuole e locali pubblici: “Aprire le finestre non basta”

Donini: “Mi adopererò perché entro l’autunno possa esserci una risposta dal Cts, questa amministrazione avrebbe intenzione di stanziare risorse sui sanificatori, ma vogliamo un parere netto del comitato tecnico scientifico” che, “finora si è espresso con una propensione a raccomandare l’apertura delle finestre, ma è molto difficile tenere questa prassi in alcuni ambienti o nella stagione invernale”. La questione sarebbero i finanziamenti, la discussione in aula.

27 APR - L’Emilia Romagna vuole installare i sanificatori dell’aria nelle scuole e nei locali pubblici per fronteggiare il Covid al chiuso. Ma prima vuole l’ok del comitato tecnico scientifico sulla efficacia di questi strumenti. “Mi adopererò perché entro l’autunno possa esserci una risposta dal Cts, perché questa amministrazione – fa sapere l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini – avrebbe intenzione di stanziare risorse sui sanificatori, ma vogliamo un parere netto del comitato tecnico scientifico, che non ci dica solo di aprire le finestre”.
 
Il punto, sottolinea l’assessore, interpellato oggi al question time di viale Aldo Moro dal consigliere regionale di Rete civica Marco Mastacchi, è però “con quali risorse e con quali contributi possiamo comprare” questi dispositivi. “Stiamo ragionando con l’assessore Calvano (Bilancio, ndr) e la collega Salomoni (Istruzione) perché crediamo sia utile e giusto approfondire questo tema. Sul mercato ci sono ormai molte aziende che si sanno specializzando sulla produzione di sanificatori”.


L’invito è allora al Cts di “acquisire la documentazione delle Università” che hanno testato i sanificatori per avere la possibilità “o con un finanziamento statale o regionale” di stanziare risorse e installare così sanificatori “nei locali pubblici ad uso pubblico”. Il Cts, ricorda Donini, “finora si è espresso con una propensione a raccomandare l’apertura delle finestre, ma è molto difficile tenere questa prassi in alcuni ambienti o nella stagione invernale”. Soddisfatto Mastacchi, che parla di un “impegno importante” da parte della Regione. Scuola e trasporti, sottolinea Mastacchi, “sono i punti più sensibili, non buttiamo via questo 2021”, è la sollecitazione del consigliere regionale.

Dal 15 aprile, quando la Regione Emilia Romagna ha scritto al commissario straordinario Paolo Figliuolo per sollecitare la vaccinazione del personale scolastico con un appuntamento già fissato, non è ancora arrivata una risposta “esaustiva”. E così l’assessore alla Sanità Raffaele Donini torna alla carica e promette sollecitazioni “in ogni sede” per arrivare all’obiettivo, cioè garantire una dose a quegli insegnanti e quegli altri dipendenti della scuola che avevano già prenotato il vaccino prima dello stop imposto dal nuovo Governo Draghi.
 
“Riteniamo complesso dover annullare queste prenotazioni e vogliamo portare a termine la vaccinazione di questa importante categoria”, sottolinea Donini rispondendo al Pd al question time. In regione, ricorda peraltro Donini, “abbiamo vaccinato il 70% del target, una percentuale abbastanza abbondante. Per quanto riguarda la seconda dose Astrazeneca, garantita a quanti sono riusciti a fare la prima, “tutti coloro che hanno ricevuto la prima dose hanno diritto alla seconda. Se un lavoratore dovesse rifiutarla sarà una sua scelta, se invece un medico dovesse rifiutarsi di somministrare la seconda dose verrebbe escluso dalla campagna di vaccinazione e segnalato alle autorità competenti”.

Da parte sua la consigliera dem Francesca Marchetti, autrice dell’interrogazione, sottolinea che “c’è molta aspettativa” nelle scuole, “soprattutto dopo la riapertura della didattica in presenza. Aspettiamo la risposta di Figliuolo e chiediamo di essere informati in modo tempestivo. Manca davvero poco in questa regione a concludere la campagna per questa categoria”.
 
Intanto, sui vaccini va all’attacco il consigliere Fdi Giancarlo Tagliaferri: “Apprendiamo dal Sole 24 Ore che le scorte di vaccini anti-coronavirus sono finite in molte Regioni, compresa l’Emilia Romagna. In sintesi: erano insufficienti e quindi nelle scorse settimane abbiamo assistito a del trionfalismo a fondo perduto“, afferma Tagliaferri. Ora “chiediamo al presidente della Regione di coinvolgere tutte le forze politiche per chiedere al Governo di mantenere i patti e darci le dosi che, a detta dello stesso presidente Bonaccini la nostra Regione è in grado di somministrare. Serve una grande vertenza con il Governo da parte del presidente della Regione, noi ci siamo: siamo per i vaccini e la ripresa, siamo per la salute e la ripresa urgente dell’economia”.

27 aprile 2021
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