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Vaccini Covid. In Emilia Romagna scendono in campo i pediatri

Raggiunto l’accordo tra Regione e sindacati. I pediatri vaccineranno i ragazzi dai 12 anni compiuti, indipendentemente che siano o no loro assistiti, negli hub (prenotando tramite Ausl) o nei propri ambulatori (con prenotazione direttamente dal medico). Donini: “Un contributo fondamentale sia per alzare ulteriormente il ritmo delle somministrazioni, sia per convincere i dubbiosi, grazie al rapporto strettamente fiduciario che li lega a pazienti e famiglie”.

16 GIU - La campagna vaccinale dell’Emilia-Romagna si rafforza con l’entrata in campo dei pediatri di libera scelta che, come già accaduto per i medici di medicina generale, potranno effettuare le vaccinazioni: il loro target sono ragazze e ragazzi dai 12 anni compiuti, attualmente l’età minima per ricevere la somministrazione.

Una possibilità, e non un obbligo, che viene introdotta grazie all’accordo sottoscritto tra Regione e organizzazioni sindacali numericamente più rappresentative dei pediatri: FIMP e Federazione CIPe-SISPe-SINSPe e ratificato con una delibera di Giunta.

La loro collaborazione, oltre che nell’effettuare vaccinazioni, si concentrerà sull’attività di comunicazione, informazione e sensibilizzazione, “fondamentale” per la Regione perché può contare sul “rapporto fiduciario con pazienti e genitori: per la loro vicinanza alle famiglie, i pediatri sono infatti le figure più indicate a interagire con le persone particolarmente bisognose di un supporto in tal senso”.

“La campagna vaccinale dell’Emilia-Romagna funziona perché è un grande sforzo collettivo, che vede coinvolti tutti i professionisti della sanità - dichiara in una nota l’assessore regionale alle Politiche per salute, Raffaele Donini -. Oggi siamo felici di dare il benvenuto a bordo anche ai pediatri: non appena sono state aperte le agende per gli under 40 come Regione abbiamo scelto di iniziare dalla fascia 12-19 anni, con un obiettivo ben preciso: essere certi per l’inizio dell’anno scolastico, a settembre, di poter contare sull’immunità di gregge in classe”.


“Il contributo dei pediatri - continua Donini - è cruciale non solo per il supporto nella somministrazione, che ci permette di accelerare ancora di più i ritmi, ma per il lavoro fondamentale di dialogo e confronto con le famiglie, specialmente quelle che ancora dovessero avere dubbi sul vaccino. Voglio ringraziare per la massima disponibilità- conclude l’assessore- le organizzazioni sindacali, con cui abbiamo avviato un confronto costruttivo e raggiunto l’accordo davvero nel giro di pochi giorni dall’annuncio del via libera alle vaccinazioni per le fasce di età dei loro assistiti”.

I contenuti dell’accordo
La partecipazione alle sedute vaccinali dei medici avverrà su base volontaria, sarà remunerata e sarà riservata ai professionisti che abbiano già completato o avviato il ciclo di immunizzazione, oppure che abbiano contratto il virus negli ultimi sei mesi. Il vaccino utilizzato sarà Pfizer, come previsto dalle indicazioni nazionali, e la somministrazione potrà avvenire sia in ambulatorio che nei centri vaccinali, secondo modalità definite dalle singole Aziende sanitarie.

Le Aziende Usl forniscono il proprio supporto attraverso l’individuazione delle sedi ove effettuare la vaccinazione anti-Covid 19. Potrà essere utilizzata una modalità di erogazione all’interno dei centri unici vaccinali, secondo un criterio di prossimità al bacino di utenza, con modalità definite a livello aziendale tramite specifici accordi locali. Le specifiche modalità sono da concordare a livello aziendale, anche promuovendo organizzazioni che garantiscano continuità ed efficacia attraverso rotazioni dei professionisti ed individuazione di fasce orarie.

I medici che sceglieranno di effettuare le vaccinazioni negli hub vaccineranno anche ragazzi e ragazze che non sono loro assistiti: per tutti i vaccinandi nei Centri vaccinali sono comunque le Aziende sanitarie a farsi carico delle prenotazioni di prima e seconda dose e della gestione in generale degli appuntamenti, mentre i pediatri si impegnano a garantire il loro contributo nella fase di anamnesi, raccolta del consenso, esecuzione, sorveglianza post vaccinale o registrazione nell’anagrafe vaccinale a seconda delle modalità organizzative con cui è organizzata la sede vaccinale in cui prestano la loro opera.

Il pediatra che sceglie il proprio studio vaccinerà solo i propri assistiti, e dovrà farsi carico di ogni passaggio dell’iter vaccinale: dalla prenotazione alla anamnesi, dalla somministrazione fino alla sorveglianza post inoculazione e alla registrazione nell’anagrafe vaccinale, oltre a garantire naturalmente tutti i requisiti di sicurezza. In questo caso occorrerà rivolgersi, per prendere appuntamento per la somministrazione, direttamente al proprio pediatra.

Le Aziende sanitarie si impegnano anche a fornire ai pediatri tutti i dispositivi di protezione individuale e la formazione necessaria per la somministrazione del vaccino, mentre la Regione, sempre tramite le Ausl, distribuirà il materiale informativo da mettere a disposizione in studio, utile per le attività di informazione e sensibilizzazione.

16 giugno 2021
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