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In FVG team multiprofessionali per promuovere la salute del personale sanitario

L’iniziativa, in alleanza con gli ordini professionali, è stata presentata alla VII Conferenza regionale della rete degli ospedali e servizi sanitari che promuovono la salute. Si tratta di 40 professionisti, tra medici, psicologi e coordinatori infermieristici, che si sono resi disponibili a frequentare un training di 40 ore per mettersi a disposizione dei propri colleghi e sostenerli nel riequilibrio psico fisico e benessere.

02 FEB - In un momento così difficile in cui la popolazione tutto è messa a dura prova fisica, psichica e sociale, la rete degli Ospedali e Servizi Sanitari che promuove la salute ( Health Promoting Hospitals & Health Services HPH), coordinata da ARCS ( Azienda Regionale di Coordinamento per la Salute) ha convocato in un webinar i massimi esperti sul tema dello stress per analizzare le ricadute e le soluzioni possibili, soprattutto a tutela dei professionisti sanitari, sottoposti ad altissimi stress e sacrifici quotidiani ormai da due anni.

Il 27 gennaio si è tenuto il webinar dal titolo “Il sistema di reazione allo stress e l’importanza di Aver cura di chi ci cura”. Si è trattato della 7^ conferenza regionale della rete HPH del Friuli Venezia Giulia, rete che, come ha annunciato in apertura il Direttore Generale di ARCS, Giuseppe Tonutti, ha siglato il quinto mandato di adesione alla rete internazionale. La rete, avviata dall’OMS per promuovere la salute nei contesti sanitari, ha il mandato di mettere in atto valori e principi della promozione della salute nei confronti di pazienti, operatori e cittadini. Dispone di strumenti avanzati per guidare i processi di riorientamento, tenendo conto dei numerosi ostacoli che bloccano ancora oggi il radicamento della promozione della salute nel contesto sanitario,

La dr.ssa Marina Risi, ha aperto la prima sessione dell’evento moderata da Alfredo Perulli ( Direttore Area Ospedaliera DCS FVG) e Alessandro Conte ( Direzione Sanitaria ASUFC). Ideatrice del percorso formativo La Cura dei Curanti che si realizza presso l’ISS dal 2018, ha lanciato l’allarme presente fin da prima della pandemia, che riguarda un gap essenziale nella formazione dei medici, da tempo calibrata per reprimere valori e qualità personali come la spiritualità, il coinvolgimento emotivo, la spontaneità, la cura di sé, la creatività, la capacità di gestire le emozioni negative collegate ad una professione che ha a che fare con la vita e la morte quotidianamente. Tutto ciò è alla base del burn out del personale sanitario e in questi due anni sta pesando fortemente sulla salute del contesto assistenziale.

Ecco perché la risposta regionale del progetto “Aver cura di chi ci cura” , “risposta - si legge in una nota - attiva realizzata dal gruppo regionale HPH all’ingravescente malessere dei curanti va consolidata e diffusa. Per deformazione professionale i curanti tendono a trascurare la propria salute per privilegiare la relazione d’aiuto”. Cristina Aguzzoli ha presentato il modello operativo: “Dal sondaggio 2020 è emerso che  stanno aumentando sintomi come nervosismo, ansia, stanchezza, irritabilità, disturbi digestivi e insonnia, segnali tipici di stress cronico, che se si protraggono possono causare patologia. Il dato è confermato anche dalla letteratura 2021 e 2022, bisogna accelerare l’azione stabile e ridurre tali sintomi. Tramite gli stili di vita e il recupero dei ritmi fisiologici perduti, con dispositivi elettromedicali di alta tecnologia seppur non invasiva, si è in grado di dare un’identità al livello di stress per proporre follow up di recupero basati sulla stimolazione dell’ autoregolazione respiratoria, nutrizionale e dei ritmi di riposo”.  

La chiave è l’empowerment, il riconoscere la fisiologia del proprio corpo e i bisogni che manifesta per sostenere l’autoregolazione e l’adattamento. A sostenere il radicamento del modello, la relazione di Adriana Cecchi, direttore SC Politiche del farmaco ARCS e la sua collaboratrice Caterina Morassutto, statistica, per dare forza e far capire ai decisori tramite l’Health Technology Assessment il costo/utilità di un investimento in tal senso e le ricadute sui QALY ( Quality of Life Adjusted).

La sessione sui team multiprofessionali guidata da Annamaria Bergamin Bracale e Monica Rabassi in rappresentanza degli Ordini Professionali di Medici e Psicologi ha descritto le modalità di realizzazione dei follow up tramite la voce dei professionisti che faranno le visite ai colleghi: hanno relazionato Manuela Lugano e Sabina Venuti; Luisa Dudine; Tiziana Caputo e Pietro Del Giudice. Il bisogno del personale è sempre più urgente e il servizio di promozione della salute è pronto a collaborare con Servizi di Prevenzione e Protezione Aziendale e medici competenti per dare opportunità di recupero psico fisico a chi è interessato. L’attività avviata nel 2020 è proseguita nel 2021 presso il centro pilota di ASFO e con una variante sui sistemi di misurazione del carico stressogeno è attiva presso la Casa di Cura S.Giorgio di PN. Attualmente sta raggiungendo la sua fase di sostenibilità in tutte le aziende sanitarie in rete (oltre ASFO e Policlinico San Giorgio anche ASUGI, ASUFC, CRO, Burlo),

La sessione sulla leadership organizzativa moderata da Gerardina Lardieri e Raffaele Zoratti (Direttore Medicina Palmanova) ha enfatizzato l’altro aspetto essenziale messo in crisi dalla pandemia, che riguarda la necessità di far fronte alla complessità di avviare innovazione nel sistema sanitario nelle strutture molto grandi (Carlo Antonio Gobbato-ASUFC), alla possibilità di radicare in modo stabile la promozione della salute nel privato accreditato (Amedeo La Diega-Casa di Cura S.Giorgio), alla necessità di una leadership empatica per creare squadra e affrontare la paura dell’ignoto con creatività e ascolto attivo di tutte le forze in campo (Stefano Braico-ASUGI)

Al convegno ha partecipato anche la rappresentante del Tavolo Strategico Internazionale HPH, dr.ssa Ilaria Simonelli, APSS Trento, responsabile della Task Force Internazionale sui Bambini e gli Adolescenti, condividendo gli strumenti di lavoro internazionali e l’allarme lanciato da Stefano Russian del Burlo sul disagio giovanile determinato dalla pandemia. Urgente intervenire con una task force dedicata.

La rete si occupa anche di coinvolgere i pazienti nella promozione della propria salute, al di là della patologia in atto. Come ha detto Gerardina Lardieri, Direttore SC di Cardiologia (Ospedali Gorizia e Monfalcone), è fondamentale anche nell’efficacia delle cure e nella relazione con i familiari dei pazienti, per far comprendere l’impatto che l’alimentazione e l’attività fisica svolgono su una buona gestione dello stress e della patologia cardiovascolare.  

In chiusura la tavola rotonda dei referenti aziendali guidata dal coordinatore regionale Cristina Aguzzoli-ARCS e dal Direttore Sanitario di ARCS Maurizio Andreatti, per confermare l’impegno e il coordinamento delle attività  in tale direzione nel prossimo triennio.

La rete attualmente è costituita da 7 aziende sanitarie (ASUGI, ASUFC, ASFO, IRCSS Burlo di Trieste  e IRCCS Cro di Aviano e una casa di cura privata accreditata Casa di Cura S.Giorgio di Pordenone) e sono tutte coinvolte nel programma regionale “Aver cura di chi ci cura”, dedicato al benessere e recupero psico fisico del personale sanitario gravemente compromesso dalla pandemia. “Aver cura di chi ci cura” è stato avviato in via sperimentale nell’estate 2020, dopo il primo ciclo pandemico. L’approccio integrato è il cuore del progetto e ha come obiettivo il benessere organizzativo e individuale, utilizzando in particolare le più recenti evidenze scientifiche per la misurazione soggettiva e oggettiva (non invasiva) del carico stressogeno e degli effetti che esso genera sul corpo oltre che sulla psiche. La misurazione viene accompagnata da un protocollo di riorientamento degli stili di vita, funzionale al recupero dell’equilibrio psico fisico.

Si tratta di  40 professionisti, tra medici, psicologi e coordinatori infermieristici che si sono resi disponibili a frequentare un training di 40 ore per mettersi a disposizione dei propri colleghi e sostenerli nel riequilibrio psico fisico e benessere. Tra i formatori del training attivato da ARCS: docenti di fama nazionale sui temi della psiconeuroendocrinoimmunologia, la scienza che studia l’integrazione fra i sistemi fisiologici dell’organismo nella reazione di adattamento allo stress, tra i quali il Presidente Nazionale dell’Ordine degli Psicologi David Lazzari e la dr.ssa Marina Risi oltre ai tre facilitatori del percorso sperimentale 2020 : Patrizia Portolan, Andrea Camilli e Gerardina Lardieri.

02 febbraio 2022
© Riproduzione riservata

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