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Opi Fvg: “Per superare la crisi della figura dell’infermiere di famiglia necessario riorganizzare il Ssr” 

Non è ancora stato precisato il numero esatto del fabbisogno degli infermieri di famiglia e il Presidente Opi Fvg, Luciano Clarizia precisa che “se non si vorrà soltanto togliere dagli ospedali o dagli domiciliari gli infermieri per creare le nuove figure degli infermieri di famiglia, sarà necessario riorganizzare il SSr fra competenze e personale, parimenti avremmo un continuo impoverimento della professione”

14 GIU -

Sono in arrivo le prime case di comunità nella provincia del Friuli Venezia Giulia e, a mettere le mani avanti sul nuovo ruolo dell’infermiere di famiglia è il presidente Opi di Pordenone e coordinatore Opi regionale del Fvg, Clarizia Luciano che sostiene: “se non si vorrà solo togliere infermieri dagli ospedali per metterli nelle case di comunità, il sistema sanitario è tutto da riorganizzare”.

“Siamo arrivati a un punto critico con il personale infermieristico - sottolinea Clarizia – e l'unico modo per superare questo punto di non ritorno con le nuove case di comunità in arrivo è cambiare l'organizzazione del sistema sanitario, riformando, valorizzando e sostenendo la professione degli infermieri”.

Per il presidente Opi regionale il Pnrr offre la possibilità, almeno dal lato economico di intervenire con degli investimenti mirati sul potenziamento della sanità territoriale che, bisogna quindi, saper bene sfruttare.

“Avere gli ospedali per soli acuti, le case di comunità dispiegate sul territorio con gli infermieri di famiglia a disposizione è un progetto bellissimo, – continua Clarizia – ma non dobbiamo fare in modo che questi infermieri siano gli stessi di quelli che fanno il domiciliare o gli stessi che già lavorano negli ospedali, altrimenti non cambierà nulla. Bisogna riorganizzare il SSr, da questo punto di vista, che sposti certe competenze dagli ospedali al territorio con la nuova figura dell’infermiere di famiglia”.

“Per fare questo – spiega il coordinatore regionale Opi Fvg – abbiamo bisogno di due interventi: dire in questa prima fase quanti infermieri di famiglia servono per coprire i primi bisogni e una seconda fase dove rendiamo nei corsi di scienze infermieristiche una nuova valorizzazione sociale ed economica verso i nuovi iscritti tale per cui, vengono coperti tutti i posti disponibili messi a disposizione nelle università”.

E’ lo stesso presidente Opi Fvg che sostiene ormai da tempo, che se manca un progetto alla base della professione che garantisca benessere, valorizzazione e possibilità di carriera, gli iscritti negli atenei continueranno ad essere inferiori ai posti disponibili. L’infermiere con la laurea e master possono per Clarizia svolgere ruoli da direttore infermieristico, che ancora oggi gli viene negato.

“Se passa il concetto che il direttore infermieristico può essere dirigente di distretto, di casa di comunità, direttore sanitario ecc., assieme anche ad altre professioni, i giovani saranno più invogliati ad iscriversi a scienze infermieristiche, parimente avremmo sempre meno iscrizioni e il numero che oggi ammonta a 30mila infermieri all’estero aumenterà di anno in anno”. Conclude il presidente Opi regionale del Fvg

Endrius Salvalaggio



14 giugno 2024
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