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Sifes-Mr: "La Pma un aiuto alle coppie infertili, ma ancora troppe diseguaglianze acuite dalla pandemia"


26 FEB - "Ancora oggi nel nostro Paese alle coppie con problemi di infertilità non viene offerto un accesso omogeneo su tutto il territorio nazionale alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Ostacoli burocratici, mancato accesso alle tecnologie avanzate, lunghe liste di attesa, sono problemi quotidiani con cui gli aspiranti genitori devono fare i conti, oggi più che mai, mentre il Paese è alle prese con una pandemia", denuncia Filippo Maria Ubaldi, presidente della Società italiana di fertilità e sterilità-Medicina della riproduzione (Sifes-Mr).
 
Nel nostro Paese sopravvivono ancora il divieto di accesso alle tecniche di fecondazione assistita per i single e per le coppie dello stesso sesso, il divieto di gestazione per altri e quello di donare embrioni alla ricerca. E in più, ci sono le disparità di accesso: "La Relazione 2020, relativa all'anno 2018 - prosegue Ubaldi - ci restituisce ufficialmente un quadro della situazione in cui ancora oggi i pazienti del Sud Italia sono costretti a 'emigrare', se non all'estero, come ancora molto spesso avviene, perlomeno al centro-Nord, dove le strutture pubbliche eseguono la larga percentuale dell'attività nazionale. Una volta eliminati i 'paletti' della legge 40, come avvenuto in questi ultimi anni, il problema attuale è dunque l'applicazione uniforme delle tecniche di Pma. Occorre cambiare il modo in cui il concetto di trattamento dell'infertilità viene interpretato: va considerato come una branca della medicina a tutti gli effetti e occorre al più presto sollevare gli ostacoli burocratici che impediscono l'erogazione delle cure. Le normative regionali non sono uniformi quanto a limiti di età per le terapie, le strutture pubbliche hanno liste di attesa molto lunghe, non è stato definito il tariffario nomenclatore all'interno dei Lea per queste prestazioni e, in esse, non è stata inserita la diagnosi preimpianto, grazie alla quale sono nati in questi anni migliaia di bambini sani: l'indagine che può individuare malattie genetiche nell'embrione non è a carico del Servizio sanitario nazionale e solo poche regioni che si fanno carico della spesa. La Sifes è impegnata da anni nella sensibilizzazione di opinione pubblica e decisori politici nei confronti dell'accesso alla Pma, e ha recentemente inviato lettere a ministero, commissioni parlamentari e altre istituzioni per riaccendere il dibattito su questo tema e migliorare la situazione in Italia, anche e soprattutto nel corso di questa pandemia, che non ha fatto altro che acuire le disparità dei cittadini con problemi di infertilità".

26 febbraio 2021
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