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Dispositivi medici. Corte dei conti segnala sforamento tetto 2014 di 888 mln. Solo 4 regioni rispettano i limiti


03 NOV - La spesa per i dispositivi medici nel 2014 è stata di 5,696 miliardi, il 18% in più di quanto prevede il tetto del 4,4% del finanziamento del SSN, secondo quanto disposto dal DL 95/2012 e dalla legge di stabilità per il 2013 (4,807 mld). È quanto riporta la Corte dei conti nella sua audizione al Senato sulla legge di Stabilità 2016.
 
La Corte segnala che “i risultati del 2014 indicano una crescita della spesa del 2,5 per cento rispetto al 2013” e che “nonostante la crescita del finanziamento, la spesa eccede l’obiettivo di oltre il 18 per cento (nel 2013 era superiore del 7 per cento).
 
E a rispettare il tetto del 4,4% sono solo 4 regioni (Lombardia, Sicilia, Campania e Calabria).  Al contrario le regioni che sforano di più il limite di spesa sono l’Abruzzo, Toscana, Friuli, Umbria.
 
“Come nel 2013- rileva la Corte - , pur con differenze di intensità, le regioni in Piano di rientro superano solo di poco l’obiettivo (destinando a tale spesa il 4,8 per cento del finanziamento) Queste regioni registrano nell’anno una seppur lieve flessione: continua a ridursi la spesa per dispositivi medici impiantabili (-6,5 per cento) a fronte di un consistente aumento di quelli per diagnostica in vitro. Nelle regioni non in Piano prevale, invece, una tendenza al contenimento della spesa, non sufficiente, tuttavia, a compensare la maggior stringenza dell’obiettivo e la riduzione della base di calcolo. Più limitata è poi la flessione nella spesa per dispositivi impiantabili”.
 
La Corte ricorda anche gli interventi adottati “per migliorare l’azione di contenimento della spesa. Il DL 78/2015 ha previsto una procedura di rinegoziazione anche per i contratti in essere aventi ad oggetto i dispositivi medici. Nel caso dei dispositivi, però, non è fissata una misura di riduzione. La rinegoziazione deve essere condotta nel rispetto del tetto di spesa nazionale (confermato al 4,4 per cento) e del tetto di spesa fissato per la regione. Essa deve consentire di ridurre i prezzi unitari di fornitura e/o i volumi di acquisto, rispetto a quelli contenuti nei contratti in essere, senza che ciò comporti modifica della durata del contratto stesso. La disposizione punta poi a rendere più puntuale l’identificazione dei dispositivi medici e all’istituzione, presso il Ministero della salute, dell’Osservatorio nazionale sui prezzi dei dispositivi medici allo scopo di supportare e monitorare le stazioni appaltanti e verificare la coerenza dei prezzi a base d’asta rispetto ai prezzi di riferimento definiti dall’A.N.A.C. o ai prezzi unitari disponibili nel flusso consumi del Nuovo sistema informativo sanitario.
 
Con il DL 78/2015 si è esteso al settore dei dispositivi medici, il meccanismo del ripiano nei casi del superamento del tetto di spesa regionale, secondo modalità analoghe a quelle previste dalla normativa vigente per il ripiano dello sforamento del tetto della spesa farmaceutica.
 

 
Fonte: Audizione Corte dei Conti su Legge di Stabilità 2016

03 novembre 2015
© Riproduzione riservata

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