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Referendum cannabis. La replica dei promotori ad Amato: “Nessun errore nel quesito e nessuna violazione delle convenzioni internazionali”


Per il il Presidente del Comitato Referendum Cannabis Marco Perduca le motivazioni addotte dal Presidente Amato e le modalità scelte per la comuni-cazione, “sono intollerabili”. “Si è persa l’unica occasione di cambiare le leggi sulle droghe che in questo Paese nessuno ha il coraggio di toccare”.

17 FEB - Durissima reazione dai promotori del referendum cannabis alle parole pronunciate ieri dal presidente della Consulta Giuliano Amato per spiegare le ra-gioni della bocciatura del quesito referendario.
 
“Le motivazioni addotte dal Presidente Amato e le modalità scelte per la co-municazione, sono intollerabili. Il quesito non viola nessuna conven-zione internazionale tanto è vero che la coltivazione è stata decriminalizza-ta da molti paesi, ultimo tra questi Malta. Il riferimento del Presidente alle ta-belle è fattualmente errato: dall’anno della bocciatura della Legge Fini Giovanardi (2014) il comma 4 è tornato a riferirsi alle condotte del comma 1, comprendendo così cannabis”, così il Presidente del Comitato Referendum Cannabis Marco Perduca, che aggiunge “La scelta è quindi tecnicamente ignorante e esposta con tipico linguaggio da convegno proibizionista”.
 
“Si è persa l’unica occasione di cambiare le leggi sulle droghe che in questo Paese nessuno ha il coraggio di toccare. Nemmeno chi dice di voler riformare la giustizia”, dicono i membri del Comitato Promotore Referendum Cannabis Legale.
 
E aggiungono: “Questa non è una sconfitta nostra e delle centinaia di migliaia di cittadini e cittadine che hanno firmato la proposta. È altresì una perdita per le istituzioni. È un fallimento di una Corte che non riesce a garantire agli italiani un diritto costituzionale; di un Parlamento che da trenta anni non riesce ad adeguare le leggi sulle droghe alle esigenze della giustizia, della salu-te, della libertà dei cittadini”.
 
“È un fallimento anche di istituzioni come la Presidenza della Camera di Ro-berto Fico che aveva preso l’impegno di calendarizzare le proposte di legge di iniziativa popolare e dunque anche quella sulla cannabis. È una sconfitta di quei partiti che avevano fatto campagna elettorale sulla legalizzazione dimen-ticandosene subito dopo. È una sconfitta anche dei grandi partiti progressisti che hanno messo la testa sotto la sabbia. A vincere oggi è lo status quo: a vincere è il monopolio della cannabis nelle mani delle mafie”, hanno poi sotto-lineato dal Comitato.

17 febbraio 2022
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