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Question time/3. Speranza su obbligo vaccinale personale sanitario e Rsa: “Necessario per tutelare i soggetti più fragili”


"La ratio della norma è molto semplice ed è da ricondursi alla necessità di tutelare il più possibile, con ogni prudenza possibile, i luoghi a cui hanno accesso le persone più fragili. Questo è vero sicuramente per gli ospedali, è vero per gli studi ambulatoriali ed è vero, in modo particolare, per le Rsa". Così il ministro della Salute rispondendo al question time di Boldi (Lega).

06 APR -

"Con l'ultimo decreto-legge del 24 marzo che, voglio ricordare, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri all'unanimità di tutti i suoi componenti, abbiamo confermato la vigenza dell'obbligo e la sanzione della sospensione dal lavoro per tutto il personale sanitario e non sanitario che lavora in strutture sanitarie e sociosanitarie. La ratio della norma è molto semplice ed è da ricondursi alla necessità di tutelare il più possibile, con ogni prudenza possibile, i luoghi a cui hanno accesso le persone più fragili. Questo è vero sicuramente per gli ospedali, è vero per gli studi ambulatoriali ed è vero, in modo particolare, per le Rsa, dove è ancora molto opportuno tenere il massimo livello di attenzione".
 
Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, rispondendo alla Camera al question time sul tema persentato da Rossana Boldi (Lega).
 
Di seguito la risposta integrale del ministro Speranza:

"Ringrazio gli interroganti e voglio partire, nella risposta, dai numeri della campagna vaccinale italiana, che sono tra i migliori del mondo: a stamattina, alle 7, la prima dose è stata fatta dal 91,39 per cento delle persone sopra i 12 anni; la seconda dose dall'89,87 per cento di questa stessa platea e per il booster siamo arrivati, a stamattina, a 38.938.818 persone.

La nuova fase che stiamo aprendo e di cui si discute è figlia, prima di tutto, di questi numeri e anche di un utilizzo significativo del green pass e di tutte le norme in materia di obbligo vaccinale che, indubbiamente, hanno favorito percentuali così alte come quelle che ho riportato. Con l'ultimo decreto-legge del 24 marzo che, voglio ricordare, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri all'unanimità di tutti i suoi componenti, abbiamo confermato la vigenza dell'obbligo e la sanzione della sospensione dal lavoro per tutto il personale sanitario e non sanitario che lavora in strutture sanitarie e sociosanitarie. La ratio della norma è molto semplice ed è da ricondursi alla necessità di tutelare il più possibile, con ogni prudenza possibile, i luoghi a cui hanno accesso le persone più fragili. Questo è vero sicuramente per gli ospedali, è vero per gli studi ambulatoriali ed è vero, in modo particolare, per le RSA, dove è ancora molto opportuno tenere il massimo livello di attenzione, anche sulla base delle esperienze non semplici che abbiamo vissuto in altre stagioni del COVID.

Voglio, inoltre, ricordare che, in questo momento, la circolazione virale nel nostro Paese è ancora molto alta. La fine dello stato d'emergenza non significa la fine della pandemia, che, invece, è ancora in corso. Come sempre, poi, il Governo valuterà l'evoluzione del quadro epidemiologico e adatterà come sempre le proprie misure, le misure che sono state disposte, ad un monitoraggio del quadro stesso che continuiamo ad osservare con la massima attenzione e la massima prudenza".

In sede di replica, Rossana Boldi (Lega) ha dichiarato: "Grazie, Ministro, intanto per avere definitivamente chiarito che anche il personale amministrativo segue le regole del personale sanitario, perché lei può immaginare che molti, sentendo parlare di allentamento, vanno dal proprio datore di lavoro e chiedono, perché non possano ritornare a lavorare. Quindi, per questo, grazie.

Per il resto, Ministro, sono tornati al lavoro con il pass base le Forze dell'ordine, difesa, sicurezza e soccorso pubblico; mi fa piacere che lei abbia detto che rivaluterete, perché quello che poteva essere giustificato e comprensibile durante lo stato di emergenza, credo vada riconsiderato alla fine dello stato di emergenza, perché il prevalere di un diritto sicuramente validissimo, che è il diritto alla salute, credo che, a questo punto, vada assolutamente bilanciato nei confronti anche di un altro diritto, che è il diritto al lavoro. Allora, a situazioni diverse io credo che debbano corrispondere norme diverse e mi auguro che questa considerazione voi la facciate, che il Governo la faccia al più presto. Non so se con questi dati, grazie sicuramente anche alla campagna vaccinale, la Corte costituzionale, interrogata sul medesimo quesito, darebbe la stessa risposta, perché sono due diritti entrambi costituzionalmente tutelati e, senza stato di emergenza, ho l'impressione che anche il diritto al lavoro riprenda quota".



06 aprile 2022
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