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Manovra. Bonaccini: “Sanità pubblica valore irrinunciabile.  Povero sia curato come il ricco”

di Lorenzo Proia

Il governatore: “Deve essere universale, forte, territoriale e a guida pubblica. Per far fronte a pandemia e caro bollette. Senza dimenticare l’inflazione. Non vogliamo nemmeno prendere in considerazione di ridurre i servizi. Bisogna invece investire nella medicina di territorio, in nuove tecnologie, nella valorizzazione dei professionisti”. Con la guerra in Ucraina “incremento dei costi energetici di 250 milioni nel 2022”.

29 NOV -

La sanità pubblica è “una priorità e un valore irrinunciabile”. È quanto scrive, sulla sua pagina Facebook, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini per il quale la sanità “deve essere universale, forte, territoriale e a guida pubblica”.

Perché “un povero venga curato come un ricco”. E per questo, argomenta, “confido nel senso di responsabilità del Governo e delle Regioni stesse”, e “insieme ci stiamo confrontando sui fondi necessari alla copertura delle spese che, sostenute per far fronte alla pandemia e al caro bollette, che rischiano di mettere in ginocchio proprio chi ha più sanità pubblica. Un paradosso: chi offre più servizi, paga di più e vede ricevere meno dal Governo”.



Tutto ciò, prosegue il presidente dell’Emilia Romagna su Facebook, “senza dimenticare l’inflazione: il costo di ogni prodotto sta aumentando di oltre il 10% rispetto all’anno scorso e prevedere le medesime risorse, significa averne meno a disposizione. È semplice matematica”.

A giudizio di Bonaccini, “una mancata risposta o risorse insufficienti vorrebbero dire ridurre i servizi, cosa che non vogliamo nemmeno prendere in considerazione. Bisogna invece investire nella medicina di territorio, in nuove tecnologie, nel rafforzamento degli organici e nella valorizzazione del personale e dei professionisti” che ogni giorno “lavorano nel sistema sanitario nazionale. Soprattutto di chi lavora in prima linea, come la medicina d’urgenza”.

“Dobbiamo trovare strumenti nuovi per avere più medici e specializzandi, a partire dall’abolizione del numero chiuso per l'ingresso nelle facoltà di Medicina, adeguando spazi e risorse formative. È la sanità che vogliamo. Una priorità che condividiamo con sindaci, comunità locali e Sindacati”.

Lorenzo Proia



29 novembre 2022
© Riproduzione riservata

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