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Camera. Ok a sperimentazione medico e pediatra di base a persone senza fissa dimora. Furfaro (Pd): “Norma di civiltà”

di Giovanni Rodriquez

"Questo provvedimento non solo applica a tutti i cittadini quanto già previsto dal dettato costituzionale e ristabilisce dei diritti, ma fa anche risparmiare lo Stato investendo sulla prevenzione". Ad oggi, infatti, se un individuo risulti senza iscrizione all'anagrafe comunale perde il diritto fondamentale alla tutela della salute, cessando per esso l'assistenza sanitaria, escluse le prestazioni di emergenza presso i pronto soccorso. "Lo Stato non deve lasciare nessuno da solo, scritta una pagina di buona politica". IL TESTO

25 GIU -

"Una misura di civiltà che amplia il perimetro di quel diritto alla Salute sancito dalla Costituzione". Così il relatore nonché primo firmatario del provvedimento, Marco Furfaro (Pd), ha commentato a Quotidiano Sanità l'approvazione all'unanimità in prima lettura da parte dell'aula della Camera della proposta di legge che riconosce il diritto all'assistenza sanitaria con l'assegnazione di un medico o pediatra di base anche alle persone senza fissa dimora.

Attualmente, a legislazione vigente, se un individuo risulti senza iscrizione all'anagrafe comunale perde il diritto fondamentale alla tutela della salute, cessando per esso l'assistenza sanitaria, escluse le prestazioni di emergenza presso i pronto soccorso. L'intento è dunque quello di colmare così una grave lacuna che impediva a queste persone l’accesso al medico di base, al centro di salute mentale (Csm), al Sert, al consultorio; impediva loro di vaccinarsi, di farsi tamponi e di accedere alla medicina preventiva avendo solo accesso alle prestazioni del pronto soccorso o dell’emergenza urgenza.

Con l’approvazione della proposta di legge si renderebbero dunque concreti i principi di universalità, eguaglianza ed equità che caratterizzano il nostro Ssn e si darebbe assistenza sanitaria alle oltre 96mila persone, di cui il 62% di nazionalità italiana, che erano registrate come senza dimora nel censimento sulla popolazione residente in Italia, pubblicato a metà dicembre 2022.

Ad oggi, cinque Regioni - Emilia Romagna (L.R.29 luglio 2021 n. 10), Puglia (L.R. 30 novembre 2021, n. 44), Abruzzo (L.R. marzo 2023 n. 14); Liguria (L.R. 26 aprile 2023, n. 9) e Marche (L.R. 9 novembre 2023, n. 99) - hanno già approvato all’unanimità una legge regionale che garantisce il medico di base alle persone senza fissa dimora (prive di residenza). A queste regioni va aggiunto il Piemonte che con delibera della Giunta del 7 ottobre 2022 ha istituito la figura del “tutor socio-sanitario” con il compito di accompagnare le persone senza dimora nella presa in carico socio-sanitaria.

L’approvazione di una legge nazionale, dunque, rappresenterebbe un atto di solidarietà, di giustizia sociale, di vicinanza dello Stato alle persone più deboli, di riduzione delle disuguaglianze, di rafforzamento della sanità pubblica.

I senza fissa dimora, ricorda Furfaro, "non sono solo quelle persone che vivono ai margini della strada, sotto i ponti o nelle stazioni. Solo per fare qualche esempio, in questa categoria rientrano anche quei padri di famiglia divorziati costretti a vivere in macchina o le donne vittime di violenza che magari vanno ad abitare da qualche amico in un alloggio popolare senza poter prendere residenza. Ci sono tutta una serie di casi nuovi che derivano dalle disuguaglianze della povertà contemporanee".

"Oltre ad essere una misura civiltà - spiega Furfaro a Quotidiano Sanità - questo provvedimento consente anche risparmi per lo Stato agendo sul tema della prevenzione. Ritengo infatti una follia privare dell'assistenza sanitaria di base queste persone lasciando libero solo l'accesso ai Pronto soccorso. Cosa che comporta non solo un aggravio lavorativo per reparti già sottoposti a forte stress, ma anche un forte aggravio di costi in caso di ricovero. Un singolo accesso al Pronto Soccorso è stimato mediamente 250 euro, con punte di 400 euro e con un minimo di 150 euro, a fronte di un costo per medico di base nettamente inferiore pari a circa 70 euro annui per ogni utente. In media, le persone senza dimora arrivano ad accedere al Pronto Soccorso anche 10 volte all’anno con un costo annuo che può essere stimato tra i 2.500 e i 4.000 euro circa a persona. Con l’assistenza di un medico di medicina generale i costi complessivi sarebbero ridotti e si riuscirebbe a coprire l’80% delle esigenze sanitarie di queste persone, con un costo annuo di circa 70 euro per persona (costo di un medico di medicina generale a persona) senza dimenticare i risparmi che potrebbero derivare dalla prevenzione".

Alla fine l’accordo con il governo e la maggioranza è stato quello di avviare una sperimentazione di due anni 2025 e 2026 solo per quanto riguarda le 14 città metropolitane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia) con uno stanziamento complessivo di 2 milioni di euro. Con questo compromesso si raggiunge oltre 60% delle persone senza dimora che attualmente sono prive dell’assistenza sanitaria territoriale. Si tratta sicuramente di un primo grande passo verso l’estensione su tutto il territorio nazionale.

"Per tutti questi motivi ritengo questo disegno di legge virtuoso: non solo applica a tutti i cittadini quanto già previsto dal dettato costituzionale e ristabilisce dei diritti, ma fa anche risparmiare lo Stato investendo sulla prevenzione. Ritengo infine che questa misura abbia un significato simbolico potentissimo in quanto rafforzare l’idea di uno Stato che non ti lascia solo e non ti abbandona a prescindere dalle tue condizioni. In un momento in cui la politica viene spesso screditata oggi scriviamo una pagina di buona politica".

La proposta di legge si compone di 3 articoli.

L'articolo 1, al fine di assicurare progressivamente il diritto all'assistenza sanitaria a tutte le persone senza dimora, prive della residenza anagrafica nel territorio nazionale o all'estero e che soggiornano regolarmente nel territorio italiano, istituisce nello stato di previsione del Ministero della salute, un fondo, con una dotazione di un milione di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026, per il finanziamento di un programma sperimentale diretto a consentire alle persone citate: l'iscrizione nelle liste degli assistiti delle aziende sanitarie locali; la scelta del medico di medicina generale; l'accesso alle prestazioni incluse nei livelli essenziali di assistenza (Lea). Si prevede, inoltre, che tale fondo sia ripartito tra le città metropolitane, sulla base della popolazione residente, con decreto del Ministro della salute, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento, previa intesa in sede di Conferenza Stato-regioni, sentite le associazioni di volontariato e di assistenza sociale "maggiormente rappresentative" operanti in favore delle persone senza dimora.

L'articolo 2 dispone che, a partire dall'anno successivo a quello di entrata in vigore della legge, entro il mese di giugno il Governo presenti alle Camere una relazione sullo stato di attuazione della medesima legge, con particolare riferimento: al numero di persone senza dimora iscritte negli elenchi delle aziende sanitarie locali di ciascuna regione; al numero e alla tipologia delle prestazioni erogate in favore delle persone senza dimora; alle eventuali criticità emerse in fase di attuazione della legge; ai costi effettivamente sostenuti.

Ai sensi dell'articolo 3, agli oneri derivanti dal provvedimento in esame, quantificati in 1.000.000 di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2024-2026, nell'ambito del programma “Fondi di riserva e speciali” della missione “Fondi da ripartire” dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2024, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento medesimo.

Giovanni Rodriquez



25 giugno 2024
© Riproduzione riservata
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