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Governo Renzi. Alberti (Fiaso): “Bene conferma Ministero della salute, ora certezze su risorse e investimenti”


Il presidente Fiaso plaude anche al mancato accorpamento del Ministero della Salute con quello del Lavoro, una scelta che "avrebbe finito per svalutare il peso politico di un settore così importante da un punto di vista sociale ed economico".

22 FEB - "La continuità alla guida del Dicastero della salute del Ministro Beatrice Lorenzin è una buona notizia per due ragioni. La prima è che trovano smentita le voci sull’accorpamento della Sanità con il Lavoro, che avrebbe finito per svalutare il peso politico di un settore così importante da un punto di vista sociale ed economico. La seconda è che potrà più agevolmente essere raggiunto l’accordo per la definizione del nuovo Patto per la salute, che come lo stesso Ministro ha anticipato, garantirà certezze sul finanziamento e nuove risorse per gli investimenti in sanità, fermi oramai da dieci anni". Questo il commento di Valerio Fabio Alberti, presidente della Fiaso, sulla conferma di Beatrice Lorenzin al dicastero della Salute nel nuovo governo Renzi.

"Investire per riammodernare il nostro sistema sanitario significa non solo garantire cure più adeguate ai cittadini, ma contribuire anche al rilancio economico del Paese. Questo sia per il peso occupazionale e di fatturato dell’intera filiera sanitaria, sia per il contributo che una buona sanità può dare in termini di recupero della produttività e dell’efficienza della nostra economia - ha proseguito -. Il nuovo Governo, per esplicita ammissione del Presidente incaricato, Matteo Renzi, nasce però anche all’insegna della discontinuità con il passato, che da quanto fino ad oggi anticipato, per la sanità passa attraverso una revisione dell’articolo V della Costituzione. Come rappresentanti delle Aziende sanitarie pubbliche la nostra speranza è che la riforma preannunciata possa cogliere il meglio di una politica di forte regia centrale di indirizzo della sanità e quanto di più valido la cultura manageriale ha saputo in questi anni produrre per una buona gestione periferica del sistema. E questo tanto nei rapporti tra Stato centrale e Regioni, che tra queste e le aziende sanitarie, nel rispetto della loro autonomia".

 
"Come Fiaso - ha concluso Alberti - siamo pronti a dare il nostro contributo in termini progettuali e di definizione di un più alto profilo del top management delle Aziende sanitarie pubbliche, che dovrà andare di pari passo con criteri sempre più selettivi e trasparenti di nomina e di conferma o revoca degli incarichi.”

22 febbraio 2014
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