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Def 2015. Anaao: “Zero soldi per i contratti e solo tagli alla sanità”


Il Def lascia senza risposte le necessità di un settore che, pur scontando ancora margini per un recupero di efficienza al suo interno, deve affrontare costi crescenti per garantire adeguata assistenza ad una popolazione sempre più longeva. Medici e dirigenti restano nel limbo di un vuoto contrattuale.

14 APR - “Niente tasse e niente tagli nel DEF 2015. Così annuncia il Presidente del Consiglio. Evidentemente, il taglio al fondo sanitario che avviene non solo nel 2015, come da intesa Stato Regioni, ma anche nel 2016 (e anni seguenti?), è solo una illusione ottica. E la sottrazione di 13 miliardi ai dipendenti pubblici non è un taglio lineare dei loro redditi, ma un artificio contabile”.
Bocciatura senza appello dell’Anaao Assomed al Documento di Economia e Finanza 2015 approvato venerdì scorso dal Governo..

“Il DEF lascia senza risposte le necessità di un settore che – scriva l’Anaao in una nota - pur scontando ancora margini per un recupero di efficienza al suo interno, deve affrontare costi crescenti per garantire adeguata assistenza ad una popolazione sempre più longeva. E non basteranno aggregazioni di ASL, dagli esiti incerti anche sul risanamento dei conti, o la rincorsa ai mitici costi standard o la stabilizzazione del prezzo di quella siringa assurta a simbolo della sanità italiana. Restano non risolti i nodi che il Patto della salute, messo in crisi ancora prima di essere attuato, trasfuso nel DEF con un copia incolla, ha solo elencato mentre la altalena previsionale della spesa sanitaria in rapporto al PIL, segnala una discesa fino al 2020, per poi raggiungere solo nel 2030 il valore del 2010, sempre distante dai livelli di spesa dei maggiori paesi europei”.
 
Messaggio devastante per gli operatori del Ssn. “Per categorie frustrate da un blocco contrattuale che dura dal 2009, alle prese con peggiorate condizioni di lavoro, private di prospettive professionali ed economiche, in un sistema avviato a diventare unlaboratorio dove si sperimentano soluzioni privatistiche di uscita dalla crisi – si legge ancora nella nota dell’Anaao - è devastante il messaggio implicito di uno sgretolamento del SSN”.
 
“La continua riduzione della spesa sanitaria e la persistente mortificazione dei professionisti, che oggi rappresentano l’architrave del SSN – sottolinea il sindacato - accelera la deriva verso un sistema duale, una strisciante privatizzazione di una sanità ridotta a puro aggregato di beni e servizi, alla fine della quale i cittadini italiani pagheranno caro e pagheranno tutto, e la salute si ritroverà diritto esigibile in base alla residenza ed al censo”.
 
“Medici e dirigenti sanitari dipendenti restano nel limbo di un vuoto contrattuale, insieme con il pubblico impiego. Il contratto di 3 milioni di cittadini che lavorano per lo Stato – aggiunge ancora l’Anaao - viene espulso non solo dal linguaggio della politica ma anche dai documenti contabili. Se le risorse umane sono un costo, rientrano a pieno titolo nella spending review, non nella programmazione”.

Le speranze di un cambio di rotta ormai affidate alla legge di stabilità 2016. “La legge di stabilità 2016 diventerà il banco di prova per la volontà del governo di trovare le risorse per un indilazionabile rinnovo del contratto di lavoro e per la capacità dei sindacati di esprimere in una rinnovata unità di azione il livello di mobilitazione necessario per difendere le categorie che rappresentano insieme con la sanità pubblica”, conclude il sindacato.

14 aprile 2015
© Riproduzione riservata

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