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Commissariamento Calabria. De Filippo: “È dovuto a perdurante inerzia organi istuzionali”. Nesci (M5S): “Chiederemo conto a magistratura contabile e ordinaria”

di Gennaro Barbieri

Il sottosegretario alla Salute replica a un'interpellanza presentata dalla parlamentare calabrese. “Attività commissariale correttà sin dall'inizio in merito a provvedimenti di rilascio, di modifica e di revoca delle autorizzazioni sanitarie e/o di accreditamento”. Insoddisfatta della risposta la deputata pentestellata. “Vengono utilizzate risorse della Regione per foraggiare il revisore Kpmg e per assegnare consulenze inutili quanto vergognose”.

27 NOV - Il commissariamento della sanità calabrese è dovuto “alla perdurante inerzia degli organi istituzionali. Così Vito De Filippo, sottosegretario alla Salute, ha replicato in aula all’interpellanza presentata dal deputato Dalila Nesci (M5S) secondo la quale “per legge, con la scadenza del commissariamento il governo deve restituire alla Regione le competenze in materia di sanità”. L’amministrazione regionale quindi “deve andare avanti con il piano di rientro”. E se l’attività si rilevasse insoddisfacente, soltanto a quel punto “il governo può diffidare la Regione e soltanto in seguito commissariarla, in caso di manifesto immobilismo”.

Per Nesci il commissariamento “è stato tacitamente prorogato, senza alcuna norma di legge che lo permettesse e senza un atto formale. Anche la proroga del mandato di un amministratore condominiale richiede almeno un verbale approvato dai condomini”, ha chiosato ironicamente. La parlamentare ha mosso vari addebiti alla struttura commissariale: una mancata transazione che da 30 milioni raddoppierà l'esborso della Regione Calabria, i nuovi budget in assenza di criteri riconoscibili e predefiniti, lo spostamento di macchinari di risonanza magnetica dall'Asp di Cosenza all'Asp di Reggio Calabria e l'immobilismo sui “30 milioni e passa che l'Università di Catanzaro deve restituire alla Regione Calabria”.


De Filippo ha invece sottolineato che in generale “le funzioni amministrative del commissariato ad acta devono essere poste al riparo da ogni interferenza degli organi regionali, compreso il consiglio regionale, quindi anche le competenze legislative”. La struttura amministrativa regionale, compresa la direzione regionale dell'assessorato alla sanità, “deve essere a disposizione del commissario e del subcommissario per l'espletamento dei relativi incarichi”. E per quanto concerne il caso calabrese il sottosegretario segnala che “con riguardo alle iniziative del commissario nelle ordinarie attività gestionali dell'apparato amministrativo regionale, quanto ai provvedimenti di rilascio, di modifica e di revoca delle autorizzazioni sanitarie e/o di accreditamento, si osserva che questa ordinaria attività di gestione è stata, secondo il Ministero, correttamente assunta dal commissario ad acta fin dalla sua prima istituzione”. Di conseguenza De Filippo non ritiene che “che il Ministero debba assumere eventuali iniziative nei confronti del commissario”.

Nesci ha però manifestato insoddisfazione per le parole del sottosegretario. A giudizio della parlamentare il commissariamento della sanità calabrese ha due obiettivi. “Testare una sottrazione di poteri locali, che a breve sarà applicata al resto dell'Italia; utilizzare le risorse della Regione per foraggiare il revisore Kpmg e per assegnare consulenze inutili quanto vergognose. E intanto – ha concluso – innanzi al perseverare del governo nell'errore e visto che il commissario e il sub-commissario in un anno costano alla Regione Calabria quanto una Ferrari 'Tour de France', chiederemo conto alla magistratura ordinaria e contabile anche dell'immobilismo del governatore Mario Oliverio”.
 
Gennaro Barbieri
 

27 novembre 2015
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