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Via libera Regioni al riparto di 109,218 mld del Fsn 2017, tenendo conto criterio della “deprivazione”. Garavaglia conferma: “Il fondo si ferma a 112,578 miliardi”


Accordo all’unanimità raggiunto grazie a un correttivo che ha tenuto conto della diversità di popolazione tra l’anziana Liguria e la giovane Campania. Un primo concreto segnale di apertura verso il criterio della deprivazione socio economica sulla quale si lavorerà in Commissione salute avvalendosi della collaborazione di un gruppo di esperti per farlo entrare a regime il prossimo anno. L'assessore lombardo conferma comunque il "taglio" di 422 milioni al finanziamento per la sanità da parte dello Stato a seguito del mancato accordo con le Regioni autonome. IL RIPARTO.

23 FEB - Fumata bianca per il riparto del Fondo sanitario nazionale 2017. In tutto ripartiti 109,218 miliardi e le Regioni hanno chiuso all’unanimità la partita. Una quadra trovata grazie a un correttivo che ha tenuto conto della diversità di popolazione tra l’anziana Liguria e la giovane Campania. Un primo segnale concreto di apertura verso il criterio della deprivazione socio economica. Ma non solo, è stato anche individuato un fondo speciale di 10 milioni di euro per l’assistenza sanitaria nelle zone del Centro Italia colpite dal terremoto.
 
“Soddisfazione per l’accordo raggiunto all’unanimità in Conferenza delle Regioni sul riparto delle risorse da destinare al servizio sanitario per il 2017” è stata espressa dal presidente Stefano Bonaccini. “Il mio è un giudizio positivo per tre motivi – ha detto – prima di tutto per la tempistica. Anche quest’anno abbiamo chiuso il riparto relativo ai fondi per la sanità a febbraio. Questo nonostante la normativa prevista e i vincoli siano più stringenti rispetto al passato. Secondariamente – ha proseguito – è molto importante che questa ripartizione abbia consentito di avviare un primo passo verso la revisione dei criteri, considerando prima di tutto la popolazione anziana, ma dando un primo segnale concreto all’indice di deprivazione per quelle regioni in cui l’età media della popolazione risulta nettamente inferiore alla media nazionale. Infine sono particolarmente lieto che non sia mancato un forte segnale di solidarietà interregionale, nell’ambito del riparto infatti abbiamo tenuto conto della particolare e drammatica situazione che stanno vivendo le regioni colpite recentemente dal terremoto destinando a queste zone circa 10 milioni in più”.
 
La proposta delle Regioni sarà ora inoltrata al ministro della salute, Beatrice Lorenzin, e il presidente ha espresso l'auspicio che si possa procedere nel più breve tempo possibile “per arrivare alla erogazione rapida delle risorse fondamentali per un servizio essenziale per i cittadini quale è quello sanitario”.

 
Un’unanimità conquistata sul filo di lana. Ieri a tarda serata il dissenso del Veneto e le perplessità di Campania e Calabria rischiavano di mettere tutto in discussione. Oggi la svolta.
Nel riparto è stato infatti inserito un correttivo che ha tenuto conto della diversità di popolazione tra l’anziana Liguria e la giovane Campania. Un criterio oggettivo che ha consentito alle Regioni di operare un riequilibrio. Un segnale importante che mostra un’apertura verso quel criterio della deprivazione socio sanitaria tanto invocato dalle regioni del Sud.
 
Criterio peraltro già implicitamente considerato nell’accordo sulla mobilità attiva e passiva, ha spiegato il coordinatore della commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni, Massimo Garavaglia che ha ribadito come il riparto del Fondo sia stato chiuso senza i 422 mln di contributo alla finanza pubblica di cui le Regioni a statuto speciale non hanno voluto farsi carico. E così a conti fatti il Fondo scende a 112,578 miliardi.
 
E sulla deprivazione si lavorerà in Commissione salute avvalendosi della collaborazione di un gruppo di esperti.  “È un lavoro complicato – ha aggiunto Garavaglia – che richiede l’intervento di esperti qualificati, ma se si parte adesso, da qui al prossimo anno sicuramente potremmo inserirlo i maniera più oggettiva. Di certo le Regioni hanno rispettano tempi e le scadenze. Hanno dimostrato di aver colto il segnale del Referendum e responsabilmente fanno il loro dovere”.
 

 
Soddisfatto per l’approvazione del Riparto il Presidente della Liguria e vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Giovanni Toti “Abbiamo chiuso con il riparto del Fondo sanitario 2017: come chiedevano alcune Regioni, Campania in testa. Io sono soddisfatto, il fondo della Liguria ha ottenuto qualche briciola in più. Certo è un riparto che paga lo scotto di crescere meno di quanto sarebbe stato necessario, non è il caso difesteggiare, parliamo di un riparto complicato. Le Regioni con grande consapevolezza hanno chiuso a febbraio, ora abbiamo un anno per ragionare bene e tarare i criteri; un ragionamento è iniziato, la strada è ancora lunga”.
 
Soddisfatto l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta: “Rispetto allo scorso anno, c’è un aumento di risorse per 1 miliardo e 580 milioni di euro. Per quanto riguarda il Piemonte l’incremento sul 2016 è di circa 116 milioni, fondi che saranno prevalentemente vincolati a una serie di nuovi costi sanitari, come la spesa per i farmaci innovativi contro l’Epatite C, per i farmaci oncologici, per i nuovi vaccini, per il rinnovo del contratto di settore, per la stabilizzazione dei precari. Giudico in maniera assolutamente positiva il fatto che per il secondo anno di fila l’intesa sia stata definita all’inizio dell’anno – ha aggiunto – sono soddisfatto perché solo in questo modo è possibile avere certezza delle risorse effettivamente disponibili e di conseguenza impostare correttamente la programmazione”.
 
“Ci siamo salvati perché nel gioco per certi versi assurdo del ‘più X meno Y’ che accompagna sempre un riparto’ siamo riusciti a limitare il ‘meno’ al minimo possibile. Quei circa 40 milioni che mancano sono tecnicamente maggiori costi legati ai nuovi Lea, ai nuovi vaccini, a varie nuove voci di spesa, alla nostra quota parte dei 422 milioni di taglio complessivo che ci si è trovati di fronte e che non è stato applicato alle Regioni Autonome”. Così ha commentato l’Assessore alla Sanità del Veneto Luca Coletto.  “Le risorse complessive sono sempre meno – aggiunge Coletto – ma ancora non è stato possibile imporre il concetto virtuoso per il quale chi ha i conti in ordine dovrebbe ricevere un riconoscimento sotto forma di maggiori fondi. Ci si arriverà – conclude Coletto – perché la strada è imboccata ed è irreversibile. In pochissimi anni siamo già riusciti a smuovere almeno in parte certe incrostazioni pluridecennali e altro accadrà giorno dopo giorno”.
 

“Il piano di riparto messo a punto su suggerimento di Bonaccini ci soddisfa” ha detto il presidente della Puglia Michele Emiliano. “La Puglia ha fatto in questo anno passi da gigante - ha continuato - per la prima volta negli ultimi anni, con un equilibrio finanziario perfetto, la Puglia ha il bilancio sanitario in pareggio e anzi con qualche milione di euro di avanzo. Questo è un risultato strepitoso – ha sottolineato – e con questo Riparto possiamo affrontare il futuro nonostante la riconversione fatta nel primo anno di governo di ben dieci ospedali che è stata una cosa molto dura”.‎

“Il riparto del Fsn, che assegna alla Regione Umbria oltre 1 miliardo 640 milioni di euro per il 2017 (+ 4 milioni 385mila rispetto all’anno precedente), rappresenta un significativo consolidamento della capacità del sistema sanitario pubblico dell’Umbria di mantenere in perfetto equilibrio la gestione economica, accanto alla sua capacità di garantire tutti i livelli essenziali di assistenza” hanno dichiarato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e l’assessore regionale alla coesione sociale Luca Barberini. “Molto significativo – hanno aggiunto  – il gesto di solidarietà da parte di tutte le Regioni italiane che hanno voluto l’istituzione di un fondo di solidarietà per le regioni colpite dal sisma. Il fondo avrà una dotazione di 10 milioni di euro (la quota umbra sarà aggiuntiva agli oltre 1 miliardo e 640 mila del fondo riparto). Il nostro impegno è quello di continuare nel positivo lavoro di riorganizzazione del sistema sanitario, sia a livello territoriale che ospedaliero – concludono – per migliorarlo ulteriormente e migliorare soprattutto le risposte ai bisogni di salute dei cittadini umbri e di quanti scelgono di venire a curarsi nella nostra regione”. 
 
 


Per Paolo di Laura Frattura, Presidente della regione Molise è stato raggiunto “un risultato importante condiviso con le altre Regioni che da anni vengono penalizzate dai criteri standard utilizzati nella suddivisione del Fondo sanitario, a cominciare da quello relativo alla popolazione residente, assai restrittivo per realtà che come il Molise soffrono una progressiva flessione del numero di abitanti”. “Abbiamo evitato il rischio – spiega il presidente –, di vederci riconosciuta un’assegnazione inferiore a quella dello scorso anno, circa 5,9 milioni, anche a fronte dell’incremento generale dello Fondo stesso. Le ragioni, che per primi come Molise abbiamo rappresentato, sostenuti poi dalle altre Regioni non valorizzate in sede di riparto, ci hanno consentito, nonostante la previsione di un quadro negativo, di colmare non solo il differenziale rispetto all’anno scorso, ma addirittura di portare a casa un ulteriore incremento di 1,7 mln di euro: è davvero un risultato importante. La Conferenza – prosegue – è giusto evidenziarlo, ha accolto anche l’istanza che abbiamo avanzato di prevedere, dal prossimo anno, l’utilizzo di nuovi e aggiuntivi criteri per il riparto delle risorse del Fondo sanitario, quali gli indici di anzianità, la minore densità demografica e altri indicatori epidemiologici specifici che concretamente rappresentano i nostri contesti socioeconomici. A questo – conclude –, aggiungiamo anche la conferma, manifestata da tutte le Regioni, del contributo di solidarietà pari a 18 milioni di euro per l’anno 2017”.


 
Ester Maragò

23 febbraio 2017
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