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Eutanasia: arriva il manifesto della Consulta di bietica per chiedere una legge per regolamentare l’assistenza alla morte volontaria


Presentato a Montecitorio in occasione di un convegno internazionale sul tema il "Manifesto per l'eutanasia" della Consulta di Bioetica Onlus. "i tempi sono maturi, sottolonia,  perché si provveda a varare leggi atte a regolamentare l’assistenza alla morte volontaria”. IL MANIFESTO.

27 GIU - La Consulta di bioetica chiede  che anche in Italia sia presto varata una legge che permetta e regoli l’eutanasia e/o (in subordine) il suicidio assistito. E per farlo lancia il “Manifesto per l’euttanasia”, presentato oggi a Montecitorio in occasione del convegno internazionale organizzato dalla Consulta su questo argomento e approvato dall’Assemblea dei soci a fine marzo a Novi Ligure.
 
Secondo il manifesto, l’esigenza di poter disporre dell’eutanasia si è acuita negli ultimi 4 decenni per la convergenza di vari fattori come l’aumento dell’attesa di vita, l’aumento di patologie croniche e degenerative particolarmente complesse, e soprattutto il crescente impegno civile per l’autodeterminazione e per l’eliminazione del dolore e della sofferenza. Nelle società moderne e secolarizzate l’opinione pubblica è sempre più favorevole a richiedere una morte assistita, dignitosa e, quando possibile, libera da sofferenza inutile.
E a sostegno di tale cambiamento morale la Consulta sottolinea l’ormai diffuso consenso circa la liceità del rifiuto delle terapie: oggi pressoché tutti affermano che è moralmente lecito e giusto non-iniziare o sospendere interventi futili o sproporzionati, che non farebbero altro che rendere insopportabile la situazione.
 
Il manifesto sottolinea che “nonostante gli avanzamenti compiuti dalla medicina moderna e soprattutto i passi da gigante della medicina palliativa, ci sono ancora persone che alla fine della vita si trovano in situazioni tragiche e insopportabili. A costoro va garantita l’opportunità di richiedere l’eutanasia o il suicidio assistito con cui assicurare loro la dignità del morire. È lo stesso principio etico che ingiunge di evitare l’accanimento terapeutico che porta a giustificare l’assistenza al morire.
 
Come è eticamente giusto evitare gli interventi futili e sproporzionati che creano artificialmente situazioni strazianti che contrastano con la dignità del morire, così è altrettanto giusto in presenza di situazioni tragiche create dalla natura offrire quelle opzioni che possono garantire alla persona una morte dignitosa”.

La Consulta di bioetica ricorda che già in altri Stati (Svizzera, Olanda, Belgio) da anni è prevista “l’assistenza al morire” e che di recente anche California e Canada hanno legiferato in tal senso e ritiene quindi e scrive nel manifesto che i tempi sono maturi “perché si provveda a varare leggi atte a regolamentare l’assistenza alla morte volontaria”.
 
“L’esperienza acquisita in questo ambito – si legge - conferma che la consapevolezza di godere dell’opportunità di uscire dalla vita con dignità consente alle persone di programmare meglio l’esistenza e di affrontare la fine della loro vita in modo più sereno”.
 
 
 
 
 
 

27 giugno 2017
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