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Interrogazioni/2. Bartolazzi su informatori scientifici: “Pronti a dare tutto il supporto istituzionale per un nuovo inquadramento professionale che li valorizzi”

"Manifestiamo fin da ora, tutto il sostegno e il supporto istituzionale, per ogni prospettato e auspicato inquadramento professionale futuro, che possa corrispondere in modo più equo alle aspettative della categoria professionale in questione". Così il sottosegretario alla Salute rispondendo ieri in Commissione Affari Sociali all'interrogazione sulla valorizzazione della professionalità dell'informatore scientifico del farmaco presentata da Menga (M5S).

01 FEB - "Si coglie l'occasione per manifestar fin da ora, tutto il sostegno e il supporto istituzionale, per ogni prospettato e auspicato inquadramento professionale futuro, che possa corrispondere in modo più equo alle aspettative della categoria professionale in questione". Così il sottosegretario alla Salute, Armando Bartolazzi, rispondendo ieri in Commissione Affari Sociali all'interrogazione sulla valorizzazione della professionalità dell'informatore scientifico del farmaco presentata da Rosa Menga (M5S).
 
Questa la risposta integrale del sottosegretario.
 
"Con riguardo alla questione in esame, si ritiene necessario chiarire che l'attività di informazione sui medicinali è un fattore essenziale per l'uso razionale dei farmaci. Per tale ragione è importante fare in modo che questa sia obiettiva, basata sulle migliori conoscenze scientifiche e trasferibile nell'ambito della pratica clinica. Il vigente assetto normativo (articolo 122 del decreto legislativo n. 219 del 2006) dispone che la menzionata attività può essere fornita solo ai medici e ai farmacisti, da parte degli informatori scientifici. 

Per i profili di competenza del Ministero della salute, l'aspetto di maggior rilievo e interesse, è rappresentato dall'esigenza che sia sempre garantito, nel rispetto delle prescrizioni normative, che gli informatori scientifici siano in possesso del diploma di laurea previsto dalla riforma degli ordinamenti didattici universitari, di cui alla legge 19 novembre 1990, n. 341, o di laurea specialistica, o di laurea magistrale in una delle seguenti discipline: medicina e chirurgia, scienze biologiche, chimica con indirizzo organico o biologico, farmacia, chimica e tecnologia farmaceutiche o medicina veterinaria. In alternativa, gli informatori scientifici devono essere in possesso del diploma universitario in informazione scientifica sul farmaco di cui al decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 30 giugno 1993, o della corrispondente laurea. È, altresì, necessario che in tutti i casi gli informatori scientifici ricevano una formazione adeguata da parte delle imprese da cui dipendono, così da risultare in possesso di sufficienti conoscenze scientifiche per fornire informazioni precise e quanto più complete sui medicinali presentati.

Le indicazioni prescritte dalle norme sopra richiamate e il rispetto delle medesime rappresentano una necessaria condizione di garanzia per i profili sanitari di competenza del Ministero della salute per quanto attiene alla funzione della informazione scientifica dei medicinali; quanto, invece, all'aspetto dell'inquadramento contrattuale degli informatori in esame, ci si rimette agli approfondimenti che saranno svolti nelle sedi competenti, ai fini delle relative determinazioni.
Si coglie l'occasione per manifestar fin da ora, tutto il sostegno e il supporto istituzionale, per ogni prospettato e auspicato inquadramento professionale futuro, che possa corrispondere in modo più equo alle aspettative della categoria professionale in questione". 
 
Rosa Menga (M5S), replicando, esprime piena soddisfazione per il contenuto della risposta, che dimostra la disponibilità del Governo a venire incontro alle esigenze di un'importante categoria professionale, disponibilità mai mostrata dai precedenti esecutivi. Segnala l'importanza di un riconoscimento del ruolo degli informatori scientifici del farmaco, rilevando che attualmente essi soffrono di una sorta di pregiudizio rispetto al valore della loro attività nonché della scarsa chiarezza dei loro compiti dal punto di vista contrattuale. Nel ricordare che tali figure svolgono due distinte funzioni, quella di informare sulle potenzialità dei diversi prodotti farmaceutici, cui si associa una legittima attività di marketing, sottolinea che la prima di queste funzioni dovrebbe avere natura prevalente e non essere pregiudicata dalla seconda. In tale ottica, risulta importante un corretto inquadramento contrattuale degli informatori. In conclusione, ribadisce la sua soddisfazione per un primo riconoscimento di tale categoria da parte del Ministero della salute.

01 febbraio 2019
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