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Contratto sanità privata. Ministero e Regioni in campo. Speranza: “Si riprenda la trattativa”. Bonaccini: “Non capiamo motivazioni dello stallo”


Ministero della Salute e Regioni intervengono dopo l'interruzione delle trattative tra case di cura e sindacati. "Nonostante l'accordo del 12 novembre tra le parti agevolate dalle norme in legge di Bilancio nella giornata di lunedì 27 gennaio si sono interrotte le trattative. Preso atto delle dichiarazioni delle Regioni, che ribadiscono il loro impegno, il Ministero auspica una rapida ripresa del tavolo delle trattative in attuazione dell’accordo già raggiunto e sottoscritto".

30 GEN - Governo e Regioni scendono in campo dopo l'interruzione delle trattative per il rinnovo del contratto della sanità privata. A interventire per primo è il ministero della Salute che in una nota sottolinea come "il Ministero della Salute è intervenuto con modifiche normative in sede di Legge di Bilancio sugli acquisti di prestazioni sanitarie da soggetti privati accreditati per tutte le Regioni. Questo ha agevolato l’accordo tra Aiop e Aris, organizzazioni sindacali e Regioni, raggiunto il 12 novembre, per la sottoscrizione del nuovo contratto del comparto sanità privata. Un dovere istituzionale a tutela del diritto dei lavoratori dopo 13 anni di blocco contrattuale".
 
Ma, prosegue la nota ministeriale, "nonostante tale accordo, frutto di lavoro collegiale, nella giornata di lunedì 27 gennaio si sono interrotte le trattative. Preso atto delle dichiarazioni delle Regioni, che ribadiscono il loro impegno, il Ministero auspica una rapida ripresa del tavolo delle trattative in attuazione dell’accordo già raggiunto e sottoscritto. Si attende, altresì, la ripresa delle trattative con la Confederazione italiana medici ospedalità privata". Così in una nota il Ministero della Salute fa il punto della situazione".

 
E infatti le Regioni, per bocca del presidente Stefano Bonaccini, manifestano il loro stupore per la situazione di stallo. "Abbiamo appreso con stupore che lunedì scorso, senza alcun preavviso, si sono interrotte in prossimità della firma le trattative per il rinnovo del contratto della Sanità privata, che i lavoratori del settore attendono da tredici anni”, spiega il presidente della Conferenza delle Regioni".
 
“Non capiamo quali siano le motivazioni – rileva Bonaccini - che hanno portato a questa nuova fase di stallo, che rimette in discussione tutti i passi in avanti fatti negli ultimi mesi che hanno visto un intervento istituzionale delle Regioni e del Ministero della Salute per una positiva e sollecita conclusione della vertenza.”
 
“Governo e Regioni – osserva Bonaccini - hanno mantenuto fede agli impegni assunti: da una parte in sede di conversione del 'Decreto legge Fiscale' il Governo ha introdotto una disposizione che aumenta del 2% il tetto di spesa per acquisti di prestazioni da soggetti privati accreditati. Dall’altra la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, con deliberazione del 17 ottobre 2019, si è impegnata ad aumentare il budget delle prestazioni fino al 50% dei costi del rinnovo contrattuale, fermo restando il fatto che ciascuna Regione si farà carico di individuare le modalità attraverso le quali assicurare il contributo per il proprio territorio".
 
"Ad oggi non mi sembra – spiega Bonaccini - che sia cambiato il contesto e continuano quindi a sussistere le condizioni per siglare il contratto anche perché l’impegno delle Regioni è confermato. Auspico che possa essere scongiurata la mobilitazione in corso con una rapida riapertura del tavolo delle trattative e si arrivi al più presto alla chiusura della vertenza”.

30 gennaio 2020
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