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Covid. In nuovo Dpcm si va verso lo stop a spostamenti tra Regioni e conferma coprifuoco alle 22. Allo studio anche maggiori restrizioni durante i giorni di festa


È quanto emerso oggi durante il confronto tra le Regioni, Comuni, Province e i Ministri Boccia e Speranza dove il Governo ha confermato la linea dura per evitare di vanificare gli sforzi fatti nell’ultimo mese e “arrivare a gennaio in una situazione complicata”. Confermato il no allo sci.

01 DIC - Il Governo tiene la barra dritta e conferma a Regioni, Comuni e Province che non ci saranno allentamenti delle misure in vista delle feste natalizie. Anzi verrà data un’ulteriore stretta.
 
“Domani ci sarà il passaggio parlamentare e poi il Dpcm sarà firmato nella giornata del 3 dicembre per andare in Gazzetta e coprire le ordinanze del ministero Salute”. Ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza specificando che “per i giorni di festa prevediamo maggiori restrizioni” perché “dobbiamo evitare di arrivare a gennaio in una situazione complicata”. Tra le ipotesi quella di chiudere bar e ristoranti durante i giorni di Natale e Capodanno.
 
Confermato lo stop allo sci. “Sullo sci il confronto va fatto a livello europeo. Il problema non è lo sci, ma tutte le aggregazioni e i flussi di persone” e quindi gli assembramenti che ne derivano.
 
In ogni caso nel prossimo Dpcm non cambierà l’impianto della divisione del Paese per zone di rischio. “Resta la divisione del Paese in zone  - ha detto Speranza - anche se è ancora in corso il confronto sulla ponderazione degli indicatori”. Dai dati è “possibile che tutto il Paese nelle prossime settimane sia in zona gialla”

 
“Evitare gli spostamenti tra regioni (anche gialle) e mantenere il limite delle ore 22 per la circolazione sono due punti centrali e imprescindibili del modello di sicurezza che stiamo costruendo insieme. Difendiamo insieme l'impostazione e evitiamo deroghe perché potrebbero minare la tenuta stessa dell'impianto” ha detto il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Francesco Boccia. “
 
È dovere di tutti noi – ha spiegato - evitare la terza ondata e mantenere l'unità tra livelli istituzionali e la leale collaborazione che ha caratterizzato gli interventi più delicati di questi mesi”.
 
“Oggi abbiamo avuto un confronto proficuo con il Governo, partendo anche dalle prime considerazioni che abbiamo inviato ieri sera. Ora attendiamo di valutare nel dettaglio le norme del prossimo Dpcm”, lo ha dichiarato il Vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Giovanni Toti, al termine del confronto.
 
“Il ministro Boccia e il ministro Speranza – ha aggiunto Toti - ci hanno preannunciato l’invio di un testo nelle prossime ore, dopo il necessario passaggio in Parlamento. C’è la consapevolezza comune in un’ottica di leale collaborazione istituzionale – ha proseguito il Vicepresidente della Conferenza delle Regioni - della necessità della massima condivisione delle regole che dovranno essere stabilite e che riguarderanno un periodo dell’anno come quello delle imminenti festività, particolarmente delicato e strategico sul piano socio-economico. Così come c’è un’assoluta percezione dell’esigenza di non abbassare la guardia in termini di prevenzione e sicurezza”.
 
“Abbiamo sottoposto al Governo diverse questioni e fra queste -ha concluso Toti - sottolineo il superamento dei termini per il passaggio tra le diverse fasce, un’azione strategica condivisa per contrastare di ogni forma di assembramento, anche per determinare misure eque, l’esigenza di una forte compagna di comunicazione che aumenti il grado di consapevolezza dei cittadini, e il tema degli automatismi dei ristori”.
 
 
“Mi auguro che il Dpcm sia scritto a due mani, perché è centrale nella storia del Covid”. Ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia, sulle ipotesi del nuovo decreto.
 
“Deve essere di lunga gittata - ha proseguito Zaia - fatto con i Governatori, e che sia di prospettiva. Qui c'è solo nero all'orizzonte, serve una prospettiva, altrimenti diventa un'epigrafe. Abbiamo 48 ore, se il Governo ci manda in serata una bozza di testo si inizia a lavorare. Ce l'hanno già i giornali, almeno ce lo diano anche a noi. Noi Regioni diamo solo un parere, ma vogliamo che sia positivo; e finora è sempre stato positivo”.
 
“Ho riproposto ai Ministri Speranza e Boccia il tema già sollevato ieri in Conferenza delle Regioni, sul quale i colleghi di tutte le Regioni hanno condiviso le mie osservazioni”. Così il governatore dell'Abruzzo, Marco Marsilio.
 
“C'è - aggiunge - un'evidente asimmetria nel passaggio da una fascia a un'altra: quando si tratta di passare in una fascia di maggior rischio, la relativa classificazione avviene immediatamente, mentre il processo contrario comporta non meno di 21 giorni (almeno stando all'interpretazione e all'applicazione del DPCM 3/11 che ne ha fatto il Ministero)». «Insieme agli altri Presidenti, ho chiesto una valutazione più possibile e più ancorata ai dati reali, piuttosto che restare vincolati a un calendario rigido che può produrre esiti paradossali e penalizzazioni ingiustificate. Su questo tema, il confronto con il Ministro Speranza proseguirà nei prossimi giorni in vista della scadenza dell'ordinanza ministeriale vigente”.

01 dicembre 2020
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