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Scuola. Ordine Psicologi: “Pandemia e Dad hanno amplificato problemi già esistenti”


Presentati in Parlamento risultati indagine del Centro Studi del Cnop. Lazzari: “a mancare maggiormente agli studenti italiani, a causa dell'impossibilità di svolgere lezioni in presenza, sono lo stare insieme ai compagni di classe (75%), la possibilità di studiare insieme (45%), la maggiore interazione durante le lezioni (38%) e il confronto con gli insegnanti (31)”. IL DOCUMENTO

02 FEB - "Dobbiamo considerare il 'sistema scuola' in tutte le sue componenti - studenti, docenti, famiglie - come una delle principali risorse della società, dove oggi è necessario rispondere al disagio psicologico diffuso, ma andando oltre, aiutando la scuola a svolgere un ruolo fondamentale di educazione alla psiche, per dare competenze di vita". Lo ha detto il presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine degli Psicologi, David Lazzari, ascoltato oggi dalle Commissioni VII (Istruzione) e XII (Sanità) del Senato in merito agli effetti della didattica a distanza e della situazione dei giovani.
 
"La Psicologia e gli Psicologi - ha proseguito Lazzari - servono per aiutare la scuola a svolgere questo compito strategico sempre più importante se vogliamo dare ai giovani una bussola psicologica per muoversi in un mondo così complesso. Dobbiamo supportare una nuova alleanza didattica che veda lo studente come agente del proprio apprendimento e non passivo ripetitore di prestazioni".
 
"Pandemia e Dad hanno amplificato problemi già esistenti. Bene dunque ha fatto la Ministra Azzolina a puntare sulla DAD come strumento emergenziale per poi battersi con l’obiettivo di lasciare le scuole aperte il più possibile. Adesso va attuato e potenziato il ruolo della consulenza psicologica alla Scuola, prevista dal Protocollo CNOP-Ministero Istruzione, che deve tradursi in una strategia che metta insieme prevenzione, promozione e sostegno. Non si possono dare risposte senza dare strumenti", ha concluso.
 
Lazzari ha poi presentato una indagine realizzata dal Centro studi del Cnop, dalla quale emerge che a mancare maggiormente agli studenti italiani, a causa dell'impossibilità di svolgere lezioni in presenza, sono lo stare insieme ai compagni di classe (75%), la possibilità di studiare insieme (45%), la maggiore interazione durante le lezioni (38%) e il confronto con gli insegnanti (31). Al 21 gennaio, a seguire le lezioni a distanza era l'86% degli studenti intervistati, contro il 99% del periodo marzo-aprile 2020. Basse le aspettative che i giovani ripongono nel futuro: soltanto il 48% per la Generazione Z (13-19 anni) e il 43% per la Generazione Y (20-26 anni) hanno fiducia per il periodo che seguirà la fine dell'emergenza Coronavirus.
 

02 febbraio 2021
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