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Covid. Draghi, Speranza e l’ordinanza della discordia sulle piste di sci chiuse

di Giovanni Rodriquez

È stato il timore per la circolazione in buona parte del Paese della variante inglese a far propendere il ministro per prolungare la chiusura degli impianti sciistici. Circolazione certificata dall'Iss solo lo scorso venerdì, a poche ore dal giuramento dei ministri del nuovo Governo Draghi. Nel comunicato del Ministero della Salute si parla inoltre dell'impegno del Governo sui ristori. Impegno che lascia intendere una convergenza ampia su questa decisione. Ma le polemiche, anche all'interno del Governo, sono comunque esplose 

15 FEB - Scoppiata ieri, in maniera eclatante, la prima grana del Governo Draghi. Oggetto del contendere lo stop fino al prossimo 5 marzo dello svolgimento delle attività sciistiche amatoriali con un'ordinanza 'last second' del ministro della Salute Roberto Speranza, firmata solo nel tardo pomeriggio di ieri alla vigilia delle riaperture. Decisione che non ha mancato di sollevare polemiche e toni alti da parte dei ministri del nuovo Governo. 
 
Proviamo però a ricostruire i motivi e le tempistiche di questa decisione. Innanzitutto, come spiegato nel comunicato stampa del Ministero della Salute, la chiusura è stata decisa sulla base "dei più recenti dati epidemiologici comunicati venerdì 12 febbraio dall’Istituto Superiore di Sanità, attestanti che la variante VOC B.1.1.7, detta variante UK e caratterizzata da maggiore trasmissibilità, rappresenta una percentuale media del 17,8% sul numero totale dei contagi”.
 
È stato quindi il timore per la circolazione in buona parte del Paese della variante inglese - oltre alla sua maggiore trasmissibilità - a far propendere il ministro per prolungare la chiusura degli impianti sciistici. Circolazione certificata dall'Iss solo lo scorso venerdì, a poche ore dal giuramento dei ministri del nuovo Governo Draghi. La possibilità di anticipare in 'solitaria' la decisione sulla chiusura firmando un'ordinanza venerdì, ancor prima del giuramento e della riunione del primo CdM sarebbe stato uno sgrabo istituzionale.
 
C'è poi da aggiungere che, prima della firma, di certo Speranza ha avuto modo di avvertire il nuovo presidente del Consiglio Mario Draghi. La certezza, seppur indiretta, l'abbiamo dal comunicato ufficiale del Ministero della Salute laddove in conclusione si spiega che "il Governo si impegna a compensare al più presto gli operatori del settore con adeguati ristori”. Un impegno dunque a nome del Governo che lascia intendere una convergenza ampia su questa decisione.
 
Alla luce di tutto questo, le polemiche interne ci mostrano quello che potrebbe essere il clima all'interno dell'Esecutivo nei prossimi mesi, visto che gli argomenti 'divisivi' non mancano e che alcune scadenze elettorali incombono. E così la 'luna di miele' per Draghi potrebbe essere finita ancor prima di cominciare.
 
Giovanni Rodriquez

15 febbraio 2021
© Riproduzione riservata

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