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Recovery Plan. “La Salute Mentale non va dimenticata”. L’appello del Coordinamento nazionale


Il Coordinamento nazionale conferenza per la Salute Mentale chiede investimenti destinati a misure per la tutela della salute mentale e rilancia i punti cardine dell’Appello per una rete diffusa di servizi per la salute mentale inclusivi, integrati e radicati nel territorio, a partire dal potenziamento dei Dsm e del personale, con piani di assunzioni adeguati alle nuove esigenze

09 APR - “Il testo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza presentato al Parlamento a gennaio 2021, non conteneva espliciti riferimenti alla salute mentale. Si tratta di una grave dimenticanza che deve essere risolta”.

Così il Coordinamento nazionale conferenza per la Salute Mentale che, ricordano le parole del Segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, di richiesta di impegni ai Governi e agli stati membri “I servizi di salute mentale sono una parte essenziale di tutte le risposte dei governi a Covid-19. Devono essere ampliati e interamente finanziati. Le politiche devono supportare e prendersi cura delle persone con disturbi mentali e proteggere i loro diritti umani e la loro dignità” reclamano, anche per il Pnrr “investimenti destinati a misure per la tutela della salute mentale”.
 
“Sono misure che, a nostro parere devono integrare quelle presenti nella Missione 6 riferite all’assistenza territoriale – scrive il Coordinamento – l’Italia, cui viene riconosciuta dal mondo intero la scelta coraggiosa della chiusura dei manicomi e l’entrata nella cittadinanza sociale delle persone con problemi di salute mentale, deve qualificare e rafforzare i la rete di prossimità dei Dipartimenti di Salute Mentale, per colmare le carenze strutturali presenti in molte aree del Paese e per affrontare le problematiche di impoverimento e di deriva sociale aggravate dall’epidemia”.

 
Le proposte per cambiare il Pnrr, ricorda il Coordinamento sono state già indicate nell’appello “Finanziamenti europei per la ripresa. Priorità: assistenza sociale e sanitaria territoriale”, lanciato da una vasta coalizione di organizzazioni sociali e sindacali, che stimava un fabbisogno di2 miliardi per il Progetto Salute Mentale. “Siamo consapevoli che le risorse disponibili, in quanto investimenti, potranno essere destinate a spese correnti solo per determinate circostanze (come peraltro deciso per alcune misure previste nella legge di bilancio 2021 da finanziarsi con risorse da Next Generation EU)”
 
Il Coordinamento riprende quindi i punti cardine del testo dell’Appello riferito alla Salute Mentale:
Il Progetto deve indicare e finanziare soluzioni per potenziare una rete diffusa di servizi per la salute mentale inclusivi, integrati e radicati nel territorio, tramite:
Il potenziamento dei Dipartimenti di Salute Mentale Dsm, in particolare del Personale, con piani di assunzioni per adeguarli alle accresciute e diversificate funzioni che fanno capo ai Dsm; Formazione, universitaria e continua, ispirata dalla legge 180 e orientata a percorsi di ripresa e di emancipazione, al sostegno per l’intera vita e alla salute mentale di comunità; adeguamento delle strutture in particolare con riqualificazione, riprogettazione e potenziamento dei Centri di Salute Mentale h12/24 (dotato di un’equipe multidisciplinare, mobile e capace di fornire risposte integrate nei luoghi di vita delle persone, anche in situazioni di crisi e acuzie) e del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, SPDC, libero da contenzione e strettamente integrato ai servizi territoriali. Ove necessario, occorre un adeguamento/ridimensionamento dei bacini di utenza dei servizi.
 
L’adozione sistematica di progetti di cura personalizzati, sostenuti dal Budget di salute, emancipativi e partecipati (inserimento lavorativo, abitativo, scolastico e sociale), anche in collaborazione con la cooperazione sociale e con un’integrazione fra Asl-Dsm e Servizi del Comune.
Azioni per il superamento delle strutture di residenzialità protratta, per “sostituire i luoghi dell’esclusione con i luoghi della vita”, organizzando forme di abitare supportato per la vita autonoma delle persone con disturbi mentali, evitando di sostenere ogni azione che preveda la istituzionalizzazione delle persone.
 
Azioni per il superamento delle pratiche repressive, quali la contenzione meccanica (formazione e conoscenza) e l’utilizzo inappropriato del TSO. •Azioni per sostenere la piena attuazione della legge 81/2014 sul superamento degli Opg, privilegiando le misure non detentive territoriali e adeguando i DSM per una efficace presa in carico sia dei prosciolti per infermità mentale sia delle persone detenute con sopravvenuto disturbo psichiatrico.
Potenziamento dei centri per la neuro psichiatria infantile, per l’adolescenza e i giovani adulti.
 
“Auspichiamo che il Governo, in primis il Ministro della Salute – conclude il Coordinamento – voglia considerare tali proposte come necessarie per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del nostro Paese”.

09 aprile 2021
© Riproduzione riservata


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