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Agenas. I lavoratori in sciopero e in presidio sotto il Ministero della Salute. Sileri: “Questione precari va risolta velocemente”


Il sottosegretario interviene nel giorno dello sciopero dei lavoratori dell’Agenzia che hanno dato vita ad un presidio sotto il Ministero della Salute per chiedere la stabilizzazione dei 70 precari cui non è stato rinnovato il contratto. Attivato tavolo tecnico con Funzione Pubblica e Mef ed Agenzia.

04 MAG - “I lavoratori di Agenas mi stanno a cuore. Nel 2018 feci un emendamento in legge di bilancio per sostenere i lavoratori dell'agenzia. Il Ministero ha preso un impegno con loro, per stabilizzare i precari che ora sono rimasti fuori e senza lavoro, è una questione che va risolta velocemente, perché si tratta di personale qualificato e con un certo percorso professionale già fatto”.  Così Pierpaolo Sileri, sottosegretario al ministero della Salute, intervenuto a `L'aria che tira´ su La7, a proposito dei precari di Agenas, in presidio di protesta sotto il dicastero e per cui è stato indetto lo sciopero dei lavoratori.
 
Uno sciopero `cantato´, prendendo in prestito la voce da due cantanti lirici, una soprano e un tenore, per far sentire le ragioni dei 70 precari dell'Agenas, l'Agenzia nazionale dei servizi sanitari regionali, a casa ormai da gennaio, che dopo 15 anni (in media) di servizio non sono stati stabilizzati nonostante gli impegni del ministero della Salute e della stessa Agenzia. A incrociare le braccia, questa mattina, tutti i dipendenti Agenas.

“Aspettiamo risposte - spiega all'Adnkronos Salute, Roberta De Blasi, precaria Agenas che ha lavorato per 12 anni all'ufficio qualità e sicurezza del paziente - perché sono mesi che va avanti la mobilitazione, ma non abbiamo avuto riscontri. C'è un continuo rimpallo di responsabilità tra le diverse istituzioni, dal ministero della Salute all'Agenzia, al ministero della Funzione pubblica. Sono stati presentati diversi emendamenti sia alla Legge di Bilancio sia, ora, al Dl Sostegni, il cui esito non è stato quello sperato. Emendamenti presentati da tutte le forze politiche. Quindi non riusciamo proprio a capire quale sia il motivo che ostacola il nostro reintegro”.

Oggi, dice, ancora De Blasi, “la solidarietà dei colleghi dell'Agenas, scesi in piazza con noi, ci fa sicuramente piacere. E comprendiamo anche che si trovano con alcune attività ferme, con un organico ridotto di un terzo. Oltre alla stima per noi, quindi, manifestano anche un problema legato al lavoro”.
Per quanto riguarda il futuro della protesta, “se oggi non ci dovessero essere ancora risposte, e speriamo non sia così, sicuramente non ci fermeremo. Chiederemo a chiunque e cercheremo di farci ascoltare in qualunque modo. La mobilitazione non si fermerà. Credo che almeno una risposta ce la debbano sul perché non possiamo riavere il nostro posto di lavoro, anche al fronte del fatto che le attività che venivano svolte da noi restano indispensabili per l'agenzia”.
 
“Intere famiglie sono alla fame, mentre le attività dell'agenzia, fondamentali soprattutto in questi mesi per la gestione dell'emergenza sanitaria, il monitoraggio e il coordinamento tra stato e regioni, sono ferme e rallentate. La solidarietà del personale che, pur avendo un ruolo stabile all'interno dell'agenzia, oggi ha scioperato e manifestato al fianco dei loro ex colleghi, basta da sola a significare quanto essenziale sia stato il loro contributo per le attività dell'agenzia e quanto paradossale sia stata la scelta di non garantire un futuro a questi lavoratori, mentre di contro , senza ne trasparenza ne confronto, si sono continuate ad attivare consulenze e ad avviare altre selezioni a tempo determinato, sostituendo precariato con altro precariato”, dichiarano Paolo Terrasi, Sandro De Paolis e Angelo Angritti – responsabili di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio.
 
“Siamo stati ricevuti dai vertici del Ministero, presente anche il DG di Agenas Mantoan, mentre i lavoratori erano in protesta. Si è definita l’istituzione di un tavolo tecnico con i due Ministeri Coinvolti, Funzione Pubblica e Mef, ed Agenzia. Agenas dovrà presentare le reali esigenze di organico, alla luce degli specifici compiti assegnati per la gestione della pandemia e inclusi nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con l’obiettivo di individuare, entro 15 giorni, la definitiva soluzione normativa che porti al reintegro e alla progressiva stabilizzazione del personale, anche valutando in alternativa soluzioni temporanee”, proseguono i sindacalisti.
 
Il 20 di maggio saremo nuovamente convocati dal Ministero per conoscere e comprendere le soluzioni individuate dal tavolo tecnico. Ci auguriamo che questo sia l’ultimo tratto di un percorso lungo e difficile, che ha sfiancato lavoratori e famiglie intere, calpestando la dignità delle persone e lasciando l’Agenzia senza risorse fondamentali. Ringraziamo tutte le lavoratrici e i lavoratori che hanno contribuito, oggi come sempre, a rendere forte e visibile la protesta, con una grande risonanza sui media locali e nazionali. Il sistema pubblico dei servizi alla salute va, nel suo insieme, sostenuto e potenziato: con Agenas è l’ora di ripristinare trasparenza e diritti e ottimizzarne il funzionamento anche alla luce del ruolo centrale e strategico che è chiamata a svolgere per il Paese”, concludono Terrasi, De Paolis e Angritti.

04 maggio 2021
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