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20 GIUGNO 2021
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Piano nazionale oncologico. Sileri: “Pronto entro 3 mesi e spero in approvazione definitiva tra fine estate ed inizio autunno”


"Per il futuro una parte degli investimenti dovranno essere destinati all'aggiornamento tecnologico, ma anche all'aggiornamento del personale. Perché nell'oncologia è quell'approccio multidisciplinare, ben formato dei professionisti che esercitano e che ruotano intorno al paziente che ha fatto la differenza negli anni passati, nonostante tecnologia magari vetusta o assenza di mezzi". Così il sottosegretario alla Salute rispodendo alla Camera all'interrogazione di Carnevali (Pd).

07 MAG - "È mia garanzia cercare di dare questo Piano nazionale oncologico: spero, entro tre mesi, che la Commissione possa finire ed entro la fine dell'estate o, magari, all'inizio dell'autunno poter avere il Piano approvato in sede di Conferenza Stato-regioni".
 
Questo l'impegno del sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, che questa mattina in aula alla Camera ha così risposto all'interrogazione sul tema presentata da Elena Carnevali (Pd).
 
Riportiamo di seguito la risposta integrale del sottosegretario Sileri:
 
"Ringrazio l'onorevole Carnevali e tutti i cofirmatari di questa interpellanza, poiché mi dà l'opportunità, per la seconda volta in due settimane, di poter aggiornarvi su ciò che è stato fatto e su ciò che verrà fatto, dopo una mozione, peraltro, presentata al Senato della Repubblica due settimane fa proprio sull'argomento.
 
La ringrazio, inoltre, proprio perché è coincisa, questa interpellanza, con la data di oggi - a dire il vero sarà domani - che è la Giornata mondiale per la lotta al cancro ovarico, che in Italia interessa un numero importante di donne che, peraltro, hanno una sopravvivenza a 5 anni che, sebbene in miglioramento, deve essere ulteriormente migliorata e che rientra proprio nell'analisi che lei ha fatto sul danno da pandemia. Insieme alle altre patologie oncologiche, proprio il cancro dell'ovaio ne rappresenta una, perché lei ha citato il cancro della mammella, ha citato il cancro del colon, con un numero di diagnosi inferiori, e pensiamo anche a un 10 per cento di tumori del polmone in meno diagnosticati nell'anno 2020. Io le cito oggi il cancro dell'ovaio, in cui, così come con il cancro della mammella, il ruolo della prevenzione - o, meglio, della diagnosi precoce - ha un ruolo fondamentale per migliorare drasticamente quella percentuale di sopravvivenza a cinque e a dieci anni, peraltro, è un tumore estremamente subdolo, la cui diagnosi è spesso tardiva e soprattutto se i controlli mancano è ulteriormente ritardata.

 
Ora farò un excursus un po' più generale, praticamente rispondendo alle domande che lei ha fatto e senza leggere completamente quello che è scritto qui, partendo proprio dal piano nazionale oncologico che, è vero, era del 2011-2013, prorogato fino al 2016 e poi il Ministero ha lavorato a un altro piano che, ovviamente, dev'essere ulteriormente aggiornato. È rimasto un po' indietro; è inutile negarlo, è inutile girarci intorno, ma è pur vero che l'oncologia corre e, quindi, ogni anno cambiano anche le necessità. In più, lei ha giustamente fatto presente l'impegno europeo e il perimetro che l'Europa ha dato e nel quale è giusto considerare quei pilastri e, quindi, fare il nostro piano sulle linee guida europee, chiamiamole così.
 
Quello che le dico che innanzitutto con la Conferenza Stato-regioni del 6 agosto è stato adottato il nuovo piano nazionale della prevenzione per il quinquennio 2020-2025, che ha sottolineato l'approccio interdisciplinare e transdisciplinare tra ricercatori e professionisti, di provenienza sia tecnica sia medica, e all'interno - è un documento molto ampio - è previsto anche questo. Gli obiettivi di questo piano nazionale di prevenzione 2020-2025 sono, ovviamente, la prevenzione e tutte quelle azioni intersettoriali di promozione della salute, quindi la sana alimentazione e tutto ciò che riguarda la prevenzione primaria, fino poi al miglioramento degli screening oncologici e di tutti quei percorsi che devono tendere a rendere più omogenea l'adesione allo screening per tutti i tipi di tumori fra le varie regioni; purtroppo, sappiamo perfettamente che vi è una differenza tra regione e regione e spesso anche nell'ambito della stessa regione.
 
Per quanto riguarda il piano nazionale oncologico, quindi quel documento di pianificazione per la prevenzione oncologica, è stato fatto un decreto dei direttori generali coinvolti - che sono quello della prevenzione sanitaria e quello della programmazione sanitaria - il 27 aprile 2021. Ho incontrato i responsabili e ho chiesto loro di cambiare una parte di quella bozza di decreto, che ora è già decreto, riducendo il tempo per la consegna del nuovo piano: da un anno ho chiesto di ridurlo a tre mesi.
 
Quindi, entro 90 giorni questa commissione, questo tavolo che si è istituito, provvederà a creare questo nuovo documento. Quindi, è anticipato di nove mesi rispetto a quello che era in origine, perché credo che dobbiamo recuperare del tempo. Ovviamente, cercare di anticipare significa recuperare questo tempo e avere, quindi, un documento pronto che poi potrà andare in Conferenza Stato-regioni. Io ho detto tre mesi, ma è chiaro che poi servirà sempre un po' più di tempo perché andrà migliorato e quant'altro, ma spero che per la fine dell'estate questo potrà andare in Conferenza Stato-regioni. Questo tavolo si riunirà per la prima volta il 13 maggio 2021 e terrà in considerazione tutte le cose che lei ha elencato, partendo proprio dal piano europeo. Quindi, io spero, su questa parte, di averle dato una risposta esaustiva.
 
Io ho chiesto poi che questo tavolo possa riunirsi con una frequenza di due o tre settimane: va preso il piano vecchio, aggiornato, migliorato con le nuove informazioni, adattato a quella che è l'esigenza europea e ripresentato. Spero che per il futuro tutto questo potrà essere fatto in maniera molto più agevole e molto più veloce, magari facendo sì che il tavolo rimanga permanente all'interno del Ministero. È un tavolo che vede scienziati e vede associazioni, alcune che lei già ha citato. Per quanto riguarda, invece, cosa fare per il futuro, come cercare di recuperare questa mole impressionante di indagini diagnostiche, sia per la prevenzione sia per il follow-up dei pazienti oncologici, o questa mole impressionante di interventi chirurgici saltati o di azioni più o meno invasive nel trattamento dei tumori, già con gli ultimi decreti-legge abbiamo cercato di investire più risorse, ad esempio per l'abbattimento delle liste.
 
Non è ancora sufficiente e il Ministero della Salute sta continuamente interloquendo con il MEF per trovare altre risorse e altre possibilità, perché se abbiamo diversi milioni di interventi chirurgici saltati e oltre 20 milioni di indagini diagnostiche più o meno invasive rinviate è chiaro che dobbiamo concentrare queste indagini in un periodo ristretto di tempo e potenziare quello che può essere potenziato, adesso che il COVID iniziamo a vederlo alle nostre spalle. È chiaro che, il pubblico per primo, ma probabilmente - e questa è la mia personale opinione - servirà anche un aiuto del privato alle regole del pubblico, in modo da mettere in rete tutto ciò che abbiamo in un periodo ristretto di tempo. Non so, devi fare due milioni di TAC, due milioni di risonanze magnetiche? Vanno divise. Regole del pubblico; si fanno queste risonanze e si recupera il tempo, tempo che abbiamo cercato di recuperare anche prima del COVID, quando le liste d'attesa, innegabilmente, sono state un problema annoso.
 
Il Ministro Lorenzin, il Ministro Grillo, il Ministro Speranza, cioè chiunque si è avvicendato ha avuto il problema della gestione delle liste. È arrivato poi il COVID, e certo questo non ha aiutato.
 
Aggiornamento tecnologico: sapete perfettamente quanto il Ministero abbia a cuore questo, un processo iniziato diversi anni fa, potenziato recentemente.
 
Qualità della vita: pienamente d'accordo, tu puoi avere più vita, ma devi vedere anche la qualità di quella vita e, a questo punto, anche le cure palliative, quindi tutto il percorso delle cure palliative, con quelle differenze fra regione e regione, ma, ancor peggio, con le differenze fra età di persona colpita dal tumore. Sapete quanto siamo, purtroppo, ancora indietro e stiamo recuperando per le cure palliative e l'aiuto, ad esempio, alla popolazione pediatrica affetta da tumore.
 
Il PNRR, ovviamente, valuta, nel suo interno, tutti questi percorsi, diviso chiaramente per le varie linee, e poi ovviamente le varie direzioni generali saranno in grado di procedere in questa direzione, quindi dalla prevenzione alla programmazione e l'aggiornamento tecnologico, agli investimenti per poter recuperare e migliorare.
 
Ci tengo a dire, però, una cosa - e concludo, così non vi tedio -, che per il futuro una parte degli investimenti dovranno essere destinati all'aggiornamento tecnologico; sì, mammografi vecchi, TAC vecchie, tutto deve essere aggiornato, giusto aggiornare anche la scatola, ma c'è un contenuto all'interno della scatola ospedaliera che dovrà essere aggiornato ancor meglio, che è la formazione, la formazione del personale, perché nell'oncologia è quell'approccio multidisciplinare, ben formato dei professionisti che esercitano e che ruotano intorno al paziente che ha fatto la differenza negli anni passati, nonostante tecnologia magari vetusta o assenza di mezzi, ma è quel personale formato che, con il cuore e con la sua formazione, ha garantito quei risultati che noi oggi abbiamo per i tumori, cioè la migliore sopravvivenza, a 5 anni, per ogni tipo di tumore rispetto a tutti i Paesi europei. Questo dobbiamo dirlo ed è un grazie ai nostri operatori. Se a questi operatori manteniamo quella formazione, gliela miglioriamo e aggiungiamo ciò che lei ha appena detto, quindi scatola - intendo dire ospedale - e tecnologia all'interno di questa scatola, credo che saremo, come lo siamo stati, leader in Europa nel trattamento dei tumori.
 
È mia garanzia cercare di dare questo Piano: spero, entro tre mesi, che la Commissione possa finire ed entro la fine dell'estate o, magari, all'inizio dell'autunno poter avere il Piano approvato in sede di Conferenza Stato-regioni".
 
“I malati di cancro hanno pagato un prezzo altissimo alla pandemia: il 20 per cento dei decessi legati all'infezione da Covid-19 ha riguardato, infatti, pazienti oncologici. A febbraio 2021, gli oncologi italiani hanno dichiarato di visitare ancora in media il 30 per cento di pazienti in meno rispetto al periodo pre-pandemia. Abbiamo bisogno di un nuovo Piano nazionale oncologico, come sottolineato da una risoluzione approvata il 15 ottobre 2020 in commissione Affari sociali della Camera, per far fronte all’emergenza oncologica che stiamo vivendo, ma che sia in linea con il piano europeo di lotta contro il cancro, il quale mette a disposizione quattro miliardi di euro per gli Stati membri. Fondamentale per accedere ai finanziamenti, la coerenza con i tre pilastri della Mission of Cancer. Il Parlamento sia coinvolto nella fase di progettazione e programmazione”, ha dichiarato Carnevali.
 
Nella replica poi, affidata all’ex ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, è stata espressa “la soddisfazione per l'impegno e anche il calendario rappresentato dal sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri. Tuttavia - ha aggiunto l’ex ministra - vogliamo rappresentare qualche preoccupazione e forse dare anche qualche indicazione per avere noi, qui in Parlamento, la certezza in una tabella di marcia che affronti la grande questione del cancro da parte del governo di fronte ad un'emergenza nell'emergenza che è quella delle malattie croniche non trasmissibili, che sappiamo già, almeno tra gli addetti ai lavori, esploderanno. Abbiamo il dovere di modernizzare anche il nostro sistema regolatorio rispetto alla ricerca, l'innovazione e lo sviluppo che aiuti le regioni, che a volte hanno altri obiettivi. Il Parlamento e il governo - ha concluso Lorenzin - hanno obiettivi più complessi. Dobbiamo quindi aiutare le regioni a raggiungere insieme questi obiettivi e per farlo ci vuole sicuramente una politica non a ‘silos’ ma più ampia”.

07 maggio 2021
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