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Recovery Plan. Ecco come si spenderanno gli 8,6 mld per gli ospedali e le nuove teconologie. Ma, a differenza del territorio, manca una visione riformatrice per i nosocomi del futuro

di Luciano Fassari

Dopo aver affrontato le misure del PNRR previste per l’assistenza territoriale ecco cosa prevede il Piano per l’ospedale e le nuove tecnologie. Previsti anche il potenziamento del Fascicolo sanitario elettronico e nuove borse di studio per mmg e specializzazioni. Ma manca un riferimento alle riforme che sembrano necessarie per migliorare la governance e gestire al meglio la montagna di soldi che arriverà nei prossimi anni. E dietro l'angolo c'è il rischio che il tutto si riduca al solo, pur necessario, ammodernamento tecnologico

21 MAG - Dalla Riforma degli Irccs, passando per la digitalizzazione degli ospedali e il rinnovo del parco tecnologico, fino al potenziamento del Fascicolo sanitario elettronico e nuove borse di studio per mmg e specializzazioni. È questo l’architrave dell’investimento da 8,6 miliardi di euro per gli ospedali del Recovery Plan italiano che analizziamo oggi dopo aver affrontato cosa prevede il PNRR per l’assistenza territoriale.
 
In buona sostanza si tratta di una lunga lista della spesa per macchine, lavori di ammodernamento e progetti che hanno lo scopo di rendere gli ospedali più hi-tech e al passo coi tempi.
 
Più marginale l’intervento sul personale dove si aggiungono borse di studio per i medici e si finanzia un maxi corso di formazione sulle infezioni ospedaliere.
 
Grande assente un percorso di riforma (tranne alcune novità per gli Irccs), come accaduto invece per altre mission del PNRR, che possa indicare la strada migliorare la gestione dei servizi in una visione riformatrice dell'ospedale del futuro con il rischio che il tutto si riduca al solo, pur necessario, ammodernamento tecnologico.

 
Ma ecco cosa prevede il PNRR per l’assistenza ospedaliera:
 
Riforma degli Irccs
La riforma, a costo zero, troverà attuazione con un decreto legislativo entro la fine del 2022 e avrà l’obiettivo di i) rafforzare il legame tra ricerca, innovazione e sanità e migliorare la governance degli IRCCS pubblici potenziando la gestione e migliorando la definizione dei poteri e delle aree di competenza.
Si prevede inoltre di differenziare gli IRCCS a seconda delle loro attività, creare una rete integrata fra gli Istituti e facilitare lo scambio di competenze specialistiche fra gli IRCCS stessi e con le altre strutture del SSN. Sarà rafforzata la governance aziendale sempre più orientata alla ricerca, e si responsabilizzerà il Direttore Generale, insieme al direttore scientifico e sui risultati da conseguire.
 
Ospedali hi-tech
Per le strutture sono 3 le linee d’intervento:
1) Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (4,05 mld).
2) Verso un ospedale sicuro e sostenibile (1,64 mld).
3) Rafforzamento dell’infrastruttura tecnologica e degli strumenti per la raccolta, l’elaborazione, l’analisi dei dati e la simulazione (1,67 mld).
 
Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero
L’obiettivo da realizzare entro metà del 2026 è quello di valorizzare e innovare gli asset tecnologici e digitali attualmente in uso negli ospedali Per esempio il 74% dei mammografi ha più di 10 anni, ma anche la metà dei ventilatori polmonari è datato così come un quarto delle Tac e il 31% degli angiografi.
 
L'investimento (1,18 mld) è quindi finalizzato all'acquisto e alla sperimentazione di 3.133 apparecchiature in sostituzione di quelle obsolete e fuori servizio (più di 5 anni). In particolare, il numero le apparecchiature da sostituire sono: 340 CT con 128 slice, 190 NMR a 1.5 T, 81 Acceleratori lineari, 937 sistemi a raggi X fissi, 193 angiografi, 82 telecamere gamma, 53 telecamere gamma / scansioni TC, 34 PET TAC, 295 Mammografi, 928 Ultrasuoni.
 
Migliorare la digitalizzazione di 280 ospedali di 1° e 2° livello con 1,45 mld. Inoltre si punta sull’informatizzazione dei processi degli ospedali a livello nazionale (unità chirurgiche, LISS - Sistema informativo di laboratorio - servizi di farmacia, pronto soccorso, triage, prescrizione e somministrazione di farmaci, diagnostica, reparti, repository e inserimento ordini, etc..). Inoltre per rafforzare la governance delle procedure di gara sono previsti 79,3 mln per il personale: serviranno 5 unità di personale per ogni Regione e per ciascuna ASL.

L’investimento include anche 1,4 mld già stanziati nel 2020 per l’aumento dei posti in terapia intensiva (+3.500)  e sub intensiva (+4.225) il rinnovo di 651 pronto soccorso e l’acquisto di 84 nuove ambulanze.

 
Edilizia sanitaria
L’investimento (1,63 mld) mira a delineare un percorso di miglioramento strutturale nel campo della sicurezza di 116 edifici ospedalieri, adeguandoli alle vigenti norme in materia di costruzioni in area sismica. Un miliardo proverrà dai fondi già stanziati per l’edilizia ospedaliera ex art. 20 legge 67/88.
 
Infrastruttura tecnologica del Ssn
L’investimento mira ad imprimere un profondo cambio di passo nell’infrastrutturazione tecnologica.
In primis si punta sul Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) con l’obiettivo è il potenziamento del FSE al fine di garantirne la diffusione, l’omogeneità e l’accessibilità su tutto il territorio nazionale da parte degli assistiti e operatori sanitari.
 
ll progetto prevede:
(i) la piena integrazione di tutti i documenti sanitari e tipologie di dati, la creazione e implementazione di un archivio centrale, l’interoperabilità e piattaforma di servizi, la progettazione di un’interfaccia utente standardizzata e la definizione dei servizi che il FSE dovrà fornire (210 mln);
(ii) l’integrazione dei documenti da parte delle Regioni all’interno del FSE, il supporto finanziario per i fornitori di servizi sanitari per l’aggiornamento della loro infrastruttura tecnologica e compatibilità dei dati, il supporto finanziario alle Regioni che adotteranno la piattaforma FSE, il supporto in termini di capitale umano e competenze per realizzare i cambiamenti infrastrutturali e di dati necessari per l’adozione del FSE (610,4 mln).
 
Il progetto include iniziative già avviate per la realizzazione del Sistema di Tessera sanitaria elettronica, la progettazione dell’infrastruttura per l’interoperabilità e la gestione del FSE come parte degli interventi per la digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche (569,5 mln). Le risorse complessive assorbite dal progetto sono pari a 1,38 miliardi di euro, di cui 0,57 miliardi relativi al progetto già in essere di realizzazione del Sistema di Tessera sanitaria elettronica.
 
L’altra linea d’azione riguarda il potenziamento dell’infrastruttura tecnologica del Ministero della Salute e analisi dei dati e modello predittivo per garantire i LEA italiani e la sorveglianza e vigilanza sanitaria per un totale di 0,29 miliardi di euro. Lo scopo del progetto è il rafforzamento del Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS), ovvero dell’infrastruttura e degli strumenti di analisi del Ministero della salute per il monitoraggio dei LEA e la programmazione di servizi di assistenza sanitaria alla popolazione che siano in linea con i bisogni, l’evoluzione della struttura demografica della popolazione, i trend e il quadro epidemiologico. Un più attento e completo monitoraggio dei bisogni sanitari può infatti trasformarsi in un utile strumento per la quantificazione e qualificazione dell’offerta sanitaria.
 
Il progetto prevede:
i) il potenziamento dell'infrastruttura tecnologica e applicativa del Ministero della Salute (92,7 mln);
ii) il miglioramento della raccolta, del processo e della produzione di dati NSIS a livello locale (103,2 mln);
iii) lo sviluppo di strumenti di analisi avanzata per studiare fenomeni complessi e scenari predittivi al fine di migliorare la capacità di programmare i servizi sanitari e rilevare malattie emergenti (77 mln);
iv) la creazione di una piattaforma nazionale dove domanda ed offerta di servizi di telemedicina forniti da soggetti accreditati possa incontrarsi (19,6 mln).
 
Valorizzazione e potenziamento della ricerca biomedica del SSN
L’investimento (524 mln) ha l’obiettivo di potenziare il sistema della ricerca biomedica in Italia, rafforzando la capacità di risposta dei centri di eccellenza presenti in Italia nel settore delle patologie rare e favorendo il trasferimento tecnologico tra ricerca e imprese.
 
Per il perseguimento di questi obiettivi si prevedono tre tipi di intervento:
(i) il finanziamento di progetti Proof of Concept (PoC) volti a ridurre il gap fra i risultati del settore della ricerca scientifica e quello dell’applicazione per scopi industriali, attraverso la predisposizione di prototipi per la commercializzazione e la mitigazione dei rischi potenziali - derivanti da eventuali brevetti, licenze o barriere all’entrata – che potrebbero scoraggiare gli investitori di mercato (100 mln);
(ii) il finanziamento di programmi di ricerca o progetti nel campo delle malattie rare e dei tumori rari (100 mln);
(iii) il finanziamento per programmi di ricerca su malattie altamente invalidanti (324 mln). Un totale di 524 progetti.
 
La realizzazione dei progetti PoC prevede bandi di gara del valore complessivo di 0,1 miliardi, da assegnare entro la fine del 2023 e la fine del 2025. Le assegnazioni saranno precedute da una fase istruttoria per la preparazione delle procedure di gara formalizzata tramite decreto ministeriale. Per i programmi di ricerca e i progetti nel campo delle malattie rare e dei tumori rari sono previsti due finanziamenti del valore di 0,05 miliardi ciascuno da erogare rispettivamente entro la fine del 2023 e la fine del 2025.
 
Anche in questo caso le assegnazioni saranno precedute da una fase istruttoria per la preparazione delle procedure di gara. Infine, con riferimento alla ricerca su malattie altamente invalidanti si prevedono due finanziamenti del valore di 0,16 miliardi ciascuno, anche in questo caso da assegnare entro il 2023 e il 2025, sempre successivamente alla fase di preparazione e pubblicazione della gara.

 
Sviluppo delle competenze tecniche, professionali, digitali e manageriali del personale del sistema sanitario
L’investimento (737 mln) mira a rafforzare la formazione in medicina di base, introdurre un piano straordinario di formazione sulle infezioni ospedaliere e garantire un rafforzamento delle competenze manageriali e digitali del personale sanitario.
 
L’investimento prevede:
- Borse di studio di medicina generale: ogni anno del triennio 2021-2023 sarà pubblicato un decreto governativo di assegnazione delle risorse economiche alle Regioni per finanziare 900 borse di studio aggiuntive all’anno per corsi specifici di medicina generale di durata triennale (per un totale di 2.700 borse aggiuntive). Questa distribuzione temporale assicura il completamento degli ultimi corsi entro metà 2026. Costo: 93,9 mln.
 
- Un piano straordinario di formazione sulle infezioni ospedaliere (con circa 150.000 partecipanti entro la fine del 2024 e circa 140.000 entro metà 2026). Costo: 88 mln.
 
- Progetti formativi per lo sviluppo di percorsi di acquisizione di competenze di management per i professionisti del SSN: si prevede la formazione di 2.000 persone entro la metà del 2024 e altre 24.500 persone entro il Q2 2026. Costo: 18 mln.
 
- 4.200 contratti di formazione specialistica aggiuntivi, per un ciclo completo di studi (5 anni) a partire dal 2020. Costo: 537,6 mln.

Luciano Fassari

21 maggio 2021
© Riproduzione riservata


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