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Vaccini. Sileri: “In nuovo Piano nazionale sarà dato ampio rilievo alla comunicazione”


Così il sottosegretario alla Salute rispondendo ad un’interrogazione di Forza Italia sull’andamento della vaccinazione anti Hpv. Occorre “costruire e mantenere la fiducia della popolazione nelle istituzioni sanitarie e implementare i programmi vaccinali in tutte le fasce d’età, con particolare attenzione agli adolescenti ed alle categorie più fragili”

10 GIU - Nel “Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale PNPV 2021-2025, “sarà dato ampio rilievo alla comunicazione, finalizzata non al semplice passaggio di informazioni, ma essenzialmente a “costruire e mantenere la fiducia della popolazione nelle istituzioni sanitarie” e all’implementazione di programmi vaccinali in tutte le fasce d’età, con particolare attenzione agli adolescenti ed alle categorie più fragili”. A dirlo è il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri rispondendo ad un’interrogazione della senatrice Maria Rizzotti di Forza Italia sull’andamento della vaccinazione anti Hpv.
 
“I dati del 2019 – ha ricordato Sileri - mostrano che le coperture vaccinali per HPV nelle ragazze nel corso del dodicesimo anno di vita sono pari al 41,6% ma molto al di sotto del valore ottimale, ed ancora minori nei ragazzi (32,25%), con ampia variabilità fra le Regioni/Province Autonome, per cui sono necessari interventi mirati in specifici contesti geografici”.
 
La risposta integrale di Sileri
 

Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2017-2019, approvato con Intesa tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano il 19 gennaio 2017, è stato prorogato con l’Intesa del 25 marzo 2021.
 
Il PNPV prevede la vaccinazione anti-HPV negli adolescenti di entrambi i sessi, introducendola anche nei maschi.
 
Il dodicesimo anno di vita è l’età preferibile per l’offerta attiva della vaccinazione anti-HPV (raccomandata e gratuita), a tutta la popolazione (femmine e maschi).
 
Sulla base delle nuove e importanti evidenze scientifiche, infatti, la sanità pubblica oggi si pone come primario obiettivo l’immunizzazione degli adolescenti di entrambi i sessi, per conseguire la massima protezione da tutte le patologie HPV-correlate direttamente prevenibili con la vaccinazione.
 
In funzione dell’età e del vaccino utilizzato, la schedula vaccinale prevede la somministrazione di due dosi a 0 e 6 mesi (per soggetti fino a 13 o 14 anni), o tre dosi a 0, 1-2 e 6 mesi per i più grandi.
L’immunizzazione contro il virus del papilloma umano può essere offerta anche a una coorte supplementare di femmine adolescenti, con tre dosi là dove tale opportunità non sia già stata utilizzata nel recente passato.
 
È opportuna la vaccinazione delle donne di 25 anni di età con vaccino anti-HPV, anche utilizzando l’occasione opportuna della chiamata al primo screening per la citologia cervicale (Pap-test), oltre alla raccomandazione di utilizzo della vaccinazione secondo gli indirizzi delle Regioni (regime di co-pagamento) per tutte le donne.
 
La vaccinazione anti-l’HPV è raccomandata anche per gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini.
 
I dati del 2019 mostrano che le coperture vaccinali per HPV nelle ragazze nel corso del dodicesimo anno di vita sono pari al 41,6% ma molto al di sotto del valore ottimale, ed ancora minori nei ragazzi (32,25%), con ampia variabilità fra le Regioni/Province Autonome, per cui sono necessari interventi mirati in specifici contesti geografici.
 
Il PNPV prevede l’elaborazione di un Piano di comunicazione istituzionale sulle vaccinazioni: infatti, le strategie di prevenzione raggiungono gli obiettivi, tesi al mantenimento e al miglioramento delle condizioni di salute, solo quando si acquisisce, nella popolazione generale, la consapevolezza, da una parte, dei rischi delle malattie a cui si va incontro se non si adottano comportamenti e stili di vita corretti e, dall’altra, dei benefici che derivano da scelte responsabili per la propria salute.
 
Per consolidare i risultati ottenuti e consentirne il miglioramento, è cruciale che il cittadino venga coinvolto attivamente, abbia un accesso facilitato e amichevole ai Servizi vaccinali e possa percepire la vaccinazione sia come un diritto sia come una responsabilità.
 
La domanda di prestazioni vaccinali è influenzata da fattori complessi e legati a specifici contesti, che comprendono determinati comportamentali sociali e culturali.
 
I programmi di comunicazione devono essere preceduti da monitoraggio e valutazione di atteggiamenti, conoscenze e comportamenti più frequenti, sia nella popolazione generale che in specifici sottogruppi, per informare e creare programmi su misura per conseguire soluzioni e risposte.
 
In data 7 giugno 2021 si è riunito presso il Ministero della salute il Gruppo di lavoro per la predisposizione del Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale PNPV 2021-2025, per realizzare la nuova strategia vaccinale, nella quale, recependo le indicazioni formulate dal Gruppo Tecnico Consultivo Nazionale sulle Vaccinazioni, sarà dato ampio rilievo alla comunicazione, finalizzata non al semplice passaggio di informazioni, ma essenzialmente a “costruire e mantenere la fiducia della popolazione nelle istituzioni sanitarie” e all’implementazione di programmi vaccinali in tutte le fasce d’età, con particolare attenzione agli adolescenti ed alle categorie più fragili.
 
Oltre al PNPV, anche il Piano Nazionale della Prevenzione fornisce indicazioni sulle vaccinazioni, quale componente dei programmi di promozione della salute e prevenzione delle malattie.
Il Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 è parte integrante del Piano Sanitario Nazionale, ed affronta le tematiche relative alla promozione della salute e alla prevenzione delle malattie, prevedendo che ogni Regione predisponga e approvi un proprio Piano.
 
Il PNP 2020-2025 è stato approvato con l’Intesa sancita in sede di Conferenza Permanente Stato-Regioni nella seduta del 6 agosto 2020.
 
La formazione e la comunicazione sono state individuate come azioni trasversali a supporto dei macro obiettivi, uno dei quali riguarda le malattie infettive prioritarie, fra cui rientrano le malattie prevenibili da vaccino.
 
Nella Salute pubblica è necessario porre l’attenzione ai determinanti sociali e ambientali, e il territorio deve essere in grado di rispondere con tempestività ai bisogni della popolazione, sia in caso di un’emergenza infettiva (individuazione casi sospetti e/o positivi e controllo dei contatti, gestione isolamento domiciliare, appropriato ricovero ospedaliero, ecc.), sia per garantire interventi di prevenzione (screening oncologici, vaccinazioni, individuazione dei soggetti a rischio, tutela dell’ambiente, ecc.), e affrontare le sfide della promozione della salute e della diagnosi precoce e presa in carico integrata della cronicità.
 
Il PNP basa l’azione quanto più possibile su prove di efficacia e sulla misura dei risultati (valutazione di processo e di esito), avvalendosi dell’Evidence-Based-Prevention (EBP), attraverso le relative reti di strutture e professionisti a supporto).
 
Esso investe sulla messa a sistema in tutte le Regioni dei programmi di prevenzione collettiva di provata efficacia (come vaccinazioni e screening oncologici), e di linee di azione (Programmi “Predefiniti”, vincolanti per tutte le Regioni), basate su evidenze di efficacia, buone pratiche consolidate e documentate, strategie raccomandate, nazionali e internazionali.
 
Una delle strategie individuate riguarda il rafforzamento e miglioramento del monitoraggio delle coperture vaccinali, mediante il completamento delle anagrafi vaccinali informatizzate a livello locale/regionale, interoperabili con quella nazionale, favorendo la disponibilità e l’accesso a tutti i punti di somministrazione delle vaccinazioni (Centri vaccinali, reparti ospedalieri, MMG, PLS).
Elemento preliminare ai fini dell’individuazione delle strategie di prevenzione più appropriate è la corretta e sistematica identificazione dei fattori di rischio e dei determinanti, fra cui rientrano i comportamenti e gli atteggiamenti individuali, che provocano una maggior esposizione, oppure una minore adesione ai trattamenti di cura, alle misure di profilassi, all’offerta di vaccinazioni.
Fra gli interventi raccomandati sono incluse:
 
- azioni di comunicazione per la popolazione e per specifici sottogruppi, onde favorire una corretta percezione dei rischi e corretti comportamenti individuali (es. adesione alle misure di profilassi, all’offerta di vaccinazioni, ecc.), con particolare riferimento alle scuole, ai luoghi di lavoro e ai gestori di esercizi pubblici e privati;
- promozione della immunizzazione attiva.
 
Il Ministero della salute ha realizzato alcune campagne di comunicazione sui vaccini in occasione della settimana europea della vaccinazione, inoltre, ha autorizzato le campagne di pubblicità/comunicazione vaccinali promosse da privati, ai sensi dell’art. 115, comma 2, del decreto legislativo n. 219/2006.
 
Alcune di queste iniziative hanno riguardato la vaccinazione anti-HPV (es. la campagna di Ferrovie dello Stato e Farmindustria nel 2020, la campagna HPV “io scelgo sulla prevenzione dei tumori da papillomavirus” di MSD Italia).
 
Da ultimo, colgo l’occasione per segnalare che, in collaborazione con il Ministero per le Politiche Giovanili, è in via di predisposizione un Piano di strategie comuni tese a rafforzare le attività di prevenzione e di screening, specialmente mediante campagne di sensibilizzazione realizzate ad hoc.
 
 
 
 
 

10 giugno 2021
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