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Question time/4. Nuove indicazioni su AstraZeneca. Speranza: “In corso discussione del Comitato tecnico scientifico”


Così il Ministro rispondendo al Question time della senatrice Fattori conferma che in seno al Cts è in atto un confronto per valutare nuove raccomandazioni sul vaccino anglo svedese nelle fasce più giovani dopo due casi di trombosi in seguito alla vaccinazione. La replica della senatrice: "Ministro sia più autorevole nel limitare l'uso di AstraZeneca nelle giovani donne”.

10 GIU - “Proprio in queste ore c'è una discussione in corso nel Comitato tecnico scientifico” che sta valutando nuove raccomandazioni sul vaccino AstraZeneca per le fasce più giovani. A confermare le anticipazioni è il Ministro della Salute, Roberto Speranza rispondendo al Question time della senatrice Fattori.
 
La risposta integrale del Ministro della Salute, Roberto Speranza
Signor Presidente, ringrazio la senatrice Fattori per aver posto all'attenzione un tema di particolare importanza e attualità. Proprio in queste ore c'è una discussione in corso nel Comitato tecnico scientifico a tale riguardo. Il Comitato per la valutazione del rischio in farmacovigilanza (PRAC) dell'Agenzia europea dei medicinali (EMA) ha rivelato un primo segnale relativo ad eventi tromboembolici a seguito di vaccinazione con AstraZeneca nel mese di marzo 2021, concludendo comunque che i benefici del vaccino restassero complessivamente superiori ai rischi e che gli eventi trombotici venosi in sedi inusuali associati a livelli bassi di piastrine dovessero essere elencati come effetti indesiderati molto rari.

 
L'EMA ha inoltre raccomandato che l'uso di AstraZeneca durante le campagne di vaccinazione a livello nazionale tenesse conto della situazione pandemica e della disponibilità dei vaccini nelle singole Nazioni.
 
Ciò premesso, il 7 aprile 2021 il Ministero della Salute, mediante una circolare oggi vigente, facendo proprio il parere espresso dal Commissione tecnico scientifica (CTS) dell'AIFA ha raccomandato un uso preferenziale di questo vaccino nelle persone di età superiore a sessanta anni, sulla base delle attuali evidenze, tenuto conto del basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico a fronte dell'elevata mortalità da Covid-19 nelle fasce di età più avanzate.
 
Successivamente, a fine aprile, su richiesta della Commissione europea, l'EMA ha concluso un'ulteriore valutazione analizzando i benefici e i rischi del vaccino nelle diverse fasce di età e in diversi scenari epidemiologici, alla luce dei tassi di infezione mensili. L'esito ha dimostrato che i benefici della vaccinazione aumentano con l'aumento dell'età e del livello di circolazione del virus. Tali dati sono stati ulteriormente valutati dall'AIFA ed è stato ribadito che il profilo beneficio-rischio risulta progressivamente più favorevole all'aumentare dell'età. L'effetto è tanto più marcato in una condizione di diminuita incidenza dell'infezione in quanto vengono a ridursi i rischi di malattia grave Covid-19.
 
Voglio ricordare che l'Italia è passata nelle ultime settimane da un livello di circolazione alto ad uno medio ed ora è ad uno basso. Queste valutazioni saranno sicuramente considerate nel prossimo parere del CTS.
 
Mi permetta però di ricordare sempre che i vaccini sono la vera arma di cui disponiamo per chiudere questa stagione così difficile e che tutti quelli approvati da EMA e AIFA sono sicuri ed efficaci. La campagna di vaccinazione nel nostro Paese ha superato le 40 milioni di dosi somministrate; è un risultato molto incoraggiante che sta producendo un esito positivo sia in termini di riduzione dei contagi che in termini di riduzione della mortalità e della pressione sui nostri servizi sanitari.
 
La replica della senatrice Fattori.
Signor Presidente, signor Ministro che il primo scopo di un atto medico è sempre il beneficio, almeno probabilistico, del paziente. Il beneficio della popolazione è un vantaggio aggiuntivo che non può essere conseguito a danno del paziente, in questo caso delle giovani donne. Non dimentichiamo che il vaccino ha ancora un'autorizzazione di emergenza, i dati aggregati ci suggeriscono che la valutazione rischio-beneficio debba essere fatta per sesso e per fascia di età.
La medicina di genere è sempre stata trascurata nel nostro Paese e poco si dà attenzione alle donne in risposta a un trattamento medico. Questo è un caso che io considero particolarmente grave; aver trascurato cioè i dati aggregati sulle giovani donne.
 
Anch'io - la mia storia lo dice - penso che i vaccini siano un'arma formidabile, ma tutta questa storia ha minato profondamente la fiducia dei cittadini e quindi chiedo al Ministro una maggiore autorevolezza nel limitare l'uso di AstraZeneca nelle giovani donne, al fine di poter riacquistare la fiducia e di proteggere la popolazione più giovane del nostro Paese, affinché in futuro tutti aderiscano con grande fiducia alle vaccinazioni. Questo forse è stato un caso sfortunato in cui non si è conquistata la fiducia dei cittadini, ma sono convinta che lei possa apportare una rapida correzione. 

10 giugno 2021
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