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Question time/2. Speranza: “Impegnati a rafforzare l’assistenza domiciliare”


"Sulla necessità di rafforzare l'assistenza domiciliare, credo che questo Governo sia sempre molto impegnato, in piena sintonia con l'Istituto superiore di sanità, il Consiglio superiore di sanità, Aifa e Agenas. Nel Pnrr sono destinati all'assistenza territoriale8 miliardi di euro, di cui ben 4 all'assistenza domiciliare. L'obiettivo che abbiamo è considerare la casa il primo luogo di cura". Così il ministro rispondendo all'interrogazione di Romeo (Lega).

10 GIU - "In merito alla gestione in ambito domiciliare dei pazienti affetti da forme lievi di Covid-19, le raccomandazioni della terapia farmacologica fornite all'interno della circolare ministeriale riflettono le indicazioni emanate dall'Aifa, formulate tenendo conto di studi nazionali ed internazionali e confermate dalle evidenze emerse dalle revisioni sistematiche della letteratura e conformi a quanto suggerito dalla comunità scientifica nazionale ed internazionale. 
 
Sulla necessità di rafforzare l'assistenza domiciliare, credo che questo Governo sia sempre molto impegnato, in piena sintonia con l'Istituto superiore di sanità, il Consiglio superiore di sanità, Aifa e Agenas. Nel Pnrr sono destinati all'assistenza territoriale8 miliardi di euro, di cui ben 4 all'assistenza domiciliare. L'obiettivo che abbiamo è considerare la casa il primo luogo di cura".
 
Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, rispondendo in aula alla Camera al question time presentato da Massimiliano Romeo (Lega).
 
Di seguito la risposta integrale del ministro Speranza.

 
"Signor Presidente, ho sempre considerato l'assistenza domiciliare un pezzo essenziale del nostro sistema sanitario e ritengo che la circolare gestione domiciliare dei pazienti con infezione da Sars Covid del 26 aprile fornisca indicazioni univoche in merito alla gestione in ambito domiciliare dei pazienti affetti da forme lievi di Covid-19 su diversi aspetti, quali l'identificazione dello stato clinico della malattia, l'identificazione della classe di rischio del paziente, gli strumenti di monitoraggio delle condizioni critiche, le modalità di monitoraggio della saturazione dell'ossigeno, i sintomi di allarme, i principi di gestione farmacologica.

Tali indicazioni, proprio perché da applicarsi al domicilio del paziente, valgono uniformemente sul territorio nazionale, prescindendo dal modello organizzativo regionale. Le raccomandazioni della terapia farmacologica fornite all'interno della circolare riflettono, a differenza di quanto affermato, le indicazioni emanate dall'AIFA, formulate tenendo conto di studi nazionali ed internazionali e confermate dalle evidenze emerse dalle revisioni sistematiche della letteratura e conformi a quanto suggerito dalla comunità scientifica nazionale ed internazionale, da ultimo nelle raccomandazioni pubblicate e divulgate dall'OMS nel documento «Therapeuticsand COVID-19: living guideline».

Sulla necessità di un lavoro in team multidisciplinare e multiprofessionale attraverso il confronto e la condivisione di specifiche competenze, ribadisco che la circolare in oggetto è stata redatta da un gruppo di lavoro multidisciplinare costituito da tutti i rappresentanti delle istituzioni proprio a partire dalle sigle che lei ha indicato del mondo scientifico e delle professioni, dotati tutti di elevata competenza ed esperienza, che ha lavorato all'aggiornamento della precedente circolare del 30 novembre 2020, con l'obiettivo di fornire indicazioni operative alla luce delle nuove conoscenze acquisite e delle esperienze intervenute sia in ambito farmacologico che clinico, tenendo conto delle indicazioni dell'AIFA sui singoli trattamenti farmacologici e dei pareri del Consiglio superiore di sanità. Nella medesima circolare è stato inoltre inserito un riferimento importante alle prestazioni in telemedicina.

Sulla necessità di rafforzare l'assistenza domiciliare, credo che questo Governo sia sempre molto impegnato, in piena sintonia con l'Istituto superiore di sanità, il Consiglio superiore di sanità, AIFA e AGENAS. Nel PNRR sono destinati all'assistenza territoriale8 miliardi di euro, di cui ben 4 all'assistenza domiciliare. L'obiettivo che abbiamo è considerare la casa il primo luogo di cura.

Fornisco alcuni dati. In Italia, prima che arrivasse questo Governo, la copertura dell'assistenza domiciliare per le persone oltre i sessantacinque anni era pari al 4 per cento, mentre grazie al cosiddetto decreto rilancio nella fase precedente del Governo Conte II si arrivò al 6,7 per cento. Con l'intervento che stiamo predisponendo nel PNRR arriveremo a essere il primo Paese d'Europa per assistenza domiciliare, con il 10 per cento. Oggi i migliori modelli in Europa sono Svezia e Germania, con il 9 per cento.

In conclusione, le garantisco da parte del Ministero che guido il massimo impegno su questo terreno. Dobbiamo però attenerci ai fatti, che sono quelli che devono guidarci sempre".

10 giugno 2021
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