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Covid. Rasi (Consulcesi): “Per medici di famiglia meno burocrazia e più formazione”


"É tempo di sviluppare e applicare un sistema formativo moderno ed efficace, che sfrutti le possibilità offerte dalla tecnologia integrando a studi e ricerche, video e materiali interattivi, favorendo la creazione di verifiche accurate ma anche più rapide e mirate”, spiega il Responsabile Scientifico Consulcesi.

29 APR -

“È una terapia delicata che comprensibilmente desta timori tra i medici di base, ma la decisione dell'Aifa è necessaria e certamente appropriata”. Queste le parole di Guido Rasi, Responsabile Scientifico Consulcesi di fronte all’autorizzazione dell'Agenzia Italiana del Farmaco alla prescrizione degli antivirali per Covid da parte dei medici di medicina generale, raccolte dal quotidiano Sanità Informazione.

La recente decisione dell’Agenzia Italiana del Farmaco ha messo in allarme molti professionisti della salute che temono un ulteriore carico di incombenze burocratiche e una nuova, grande responsabilità legata alla gestione di una terapia tanto cruciale. Per Rasi però, la delibera potrebbe essere un’occasione per riportare i medici di base al centro del processo d’innovazione della sanità nazionale ma, avverte, “solo se a questi viene garantita una formazione continua e innovativa”.

“Se in parte condivido le preoccupazioni di molti colleghi nella somministrazione delle nuove cure, in quanto delicate, d’altra parte ritengo che i medici di medicina generale sono laureati in medicina e previo specifico aggiornamento professionale possono e devono avere la possibilità di prescrivere qual-siasi farmaco”, dichiara Rasi.

“Anzi – aggiunge - l’inclusione di questi nella gestione degli antivirali può essere il primo passo verso la correzione di un errore di sistema che ha portato alla progressiva esclusione dei medici di famiglia dall'innovazione”, aggiunge l’esperto.

Secondo l’ex numero uno dell’Ema, per decenni in Italia, è prevalsa un tipo di politica più farmacoeconomica che famacoclinica che tendeva a limitare la prescrizione dei farmaci all’ambito specialistico.

“Ritengo che la gestione di un nuovo farmaco debba evolvere, passando dall’iniziale prescrizione a carico degli specialisti al progressivo ampliamento tra i medici di medicina generale, andando così a potenziare l’efficacia dell’assistenza territoriale, asse portante del sistema sanitario nazionale”, continua Rasi.

Ma l’innovazione delle cure deve necessariamente andare di pari passo l’innovazione della formazio-ne, elemento che permette di governare e mantenere il pieno controllo su queste.

“Quando parliamo di formazione si pensa subito a pesanti tomi da studiare e valutare. Ma con la rapidità con cui oggi possono correre le informazioni, è necessario puntare su un aggiornamento professionale continuo, specifico, veloce e di semplice accesso. É tempo di sviluppare e applicare un sistema formativo moderno ed efficace, che sfrutti le possibilità offerte dalla tecnologia integrando a studi e ricerche, video e materiali interattivi, favorendo la creazione di verifiche accurate ma anche più rapide e mirate”, aggiunge l’esperto. La pandemia da Covid ha dimostrato quanto sia vitale la tempestiva condivisione del sapere che progressivamente andava accumulandosi, permettendo un’altrettanta tempestività e uniformità nella gestione del contagio.

“Se tutto questo fosse stato messo a sistema già dall'inizio della pandemia, sono convinto che avremmo potuto contare sull'aiuto di un più numeroso esercito di professionisti ben radicati nel loro territo-rio”, commenta Rasi. “Ma con i se e con i ma non possiamo cambiare il passato. Tuttavia, possiamo fare meglio per il futuro. I medici di medicina generale - o almeno così mi auguro – possono iniziare ad uscire da quell'isolamento burocratico in cui sono stati relegati ormai da molto tempo.”

L’autorizzazione ai medici di medicina generale di prescrivere gli antivirali può essere quindi un'opportunità per tutti, a partire dai pazienti che potranno così accedere più facilmente e velocemente ai trattamenti contro il Covid, prevenendo l'ospedalizzazione e contribuendo a ridurre la mortalità.

“Stiamo parlando di un cambiamento importante che potrebbe andare ben oltre questa emergenza sanitaria. Ma è un cambiamento che va gestito e governato con coscienza, conoscenza e formazione e continua, riducendo le incombenze burocratiche che troppo spesso rallentano e complicano il lavoro dei professionisti”, conclude Rasi.



29 aprile 2022
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