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Consiglio nazionale Fofi. Mandelli: “Il Governo non dimentichi le lezioni del Covid”

di L.C.

Il presidente dei farmacisti italiani lo ha sottolineato parlando della riduzione delle risorse destinate alla sanità nella prossima manovra, ma il Covid è tornato spesso nel suo intervento per sottolineare il ruolo svolto dai farmacisti nella lotta al virus e come punto di riferimento per i cittadini. Un impegno che, ha spiegato Mandelli, ha già ricevuto importanti riconoscimenti, anche normativi. Restano però alcuni nodi irrisolti, su cui Mandelli ha riferito di avere già avuto un primo confronto con il ministro Schillaci. LA RELAZIONE

29 NOV -

Nell’inusuale contesto contesto dell’auditorium dello Stato Maggiore dell’Aeronautica, si è svolto oggi a Roma il Consiglio nazionale della Federazione nazionale degli Ordini dei farmacisti (Fofi). Il primo dalle elezioni politiche che hanno portato alla nomina del nuovo presidente del Consiglio Giorgia Meloni e, successivamente, alla nomina del nuovo ministro della Salute, Orazio Schillaci.

I prossimi mesi saranno dunque quelli del confronto, per meglio capire la direzione che vuole imprimere alla Sanità il nuovo Esecutivo. Per ora l’unica cosa certa è che il contesto internazionale in cui si troverà ad operare è caratterizzato da una “una instabilità impensabile innescata da una guerra al centro dell’Europa e dalle conseguenze che essa ha causato sul prezzo e sulla disponibilità in concreto del gas, ossia di quella che purtroppo è ancora, per tutti i nostri sistemi produttivi, la principale fonte energetica”, come ha detto il presidente della Fofi, Andrea Mandelli, nel corso della sua Relazione al Consiglio nazionale.

Le conseguenze economiche di questa situazione non potranno che pesare sull’Italia, sulle scelte di Governo, ma anche sui cittadini e i lavoratori, dunque anche sulle farmacie. Per il momento, quel che sembra certo è che “dalle prime anticipazioni dei documenti di Bilancio – a partire dalla Nadef – emerge impietosamente che il nostro Ssn, nei prossimi anni, potrà fare affidamento su risorse decrescenti in relazione al PIL”, ha osservato Mandelli. “Sulla base del Rapporto della Ragioneria Generale dello Stato sul monitoraggio della spesa sanitaria pubblicato lo scorso ottobre - ha spiegato -, il peso percentuale della spesa sanitaria per la farmaceutica convenzionata sulla corrispondente spesa complessiva si è ridotto di oltre due punti percentuali tra il 2012 e il 2021, scendendo dall’8,1% al 5,8%. Nell’intero orizzonte temporale considerato, la contrazione dell’incidenza percentuale sul totale è stata continua. Vedremo quindi se il nuovo Parlamento e il nuovo Governo saranno in grado di invertire questa tendenza sinceramente preoccupante”.


Il presidente della Fofi ha lanciato un appello al Governo a non dimenticare “le lezioni del Covid” e ad evitare che “la sanità non torni a essere uno dei capitoli di spesa su cui si praticano tagli anziché fare investimenti”. E assicurato che “noi farmacisti, a tutela dei cittadini, dei pazienti e della Professione, vigileremo con la consueta attenzione sull’operato del Legislatore e dell’Esecutivo; e possiamo dire sin da ora di far conto sulla serietà e sull’affidabilità del percorso professionale e politico di tanti colleghi e amici che ricoprono posizioni di spicco in questa nuova legislatura, a partire dal Ministro Schillaci e dal Sottosegretario Gemmato, ma anche dal Ministro Calderone ”.

Mandelli ha quindi riferito di avere già incontrato il ministro Schillaci per un primo confronto sulle questioni che interessano la professione. “Gli ho rappresentato l’urgente necessità di superare l’attuale modello di remunerazione a percentuale sul prezzo, per adottare la soluzione prevalente nei Paesi dell’Unione Europea: un sistema misto a due quote, di cui una fissa e una variabile, con un’adeguata valorizzazione dell’atto professionale della dispensazione del farmaco”. Per Mandelli “questa riforma deve necessariamente camminare di pari passo con un rientro in farmacia di tutti i medicinali innovativi che non necessitano di controllo ospedaliero ricorrente”.

Al ministro il presidente della Fofi ha quindi esposto “due ulteriori priorità: la prima, rifinanziare la sperimentazione della farmacia dei servizi; la seconda, il tema che riguarda i farmacisti che operano nel settore delle parafarmacie e le difficoltà economiche mettono sempre più in luce la necessità di un intervento”.

Il presidente della Fofi ha quindi cercato di fare un quadro dei traguardi raggiunti e delle sfide in corso. Nella legge di Bilancio, ha spiegato, le misure di maggiore interesse per i farmacisti sono concentrate nell’art. 95, che stabilisce che a partire dal 1° marzo 2023, previa intesa in Conferenza Stato-Regioni, è previsto in favore delle farmacie convenzionate con il Ssn un livello di remunerazione aggiuntivo in regime ordinario per il rimborso dei farmaci a carico del Ssn, nei limiti di 150 milioni di euro annui, in analogia con quanto già disposto in via sperimentale dal 1° settembre 2021 al 31 dicembre 2022” Per il presidente della Fofi, “al di là delle cifre, è interessante notare che questa previsione è esplicitamente finalizzata a ‘salvaguardare la rete di prossimità rappresentata dalle farmacie italiane’. Un ulteriore riconoscimento del nostro ruolo di presidio sanitario territoriale, imprescindibile nella riorganizzazione della rete sanitaria di prossimità”.

Mandelli ha voluto evidenziare il “più macroscopico degli esempi virtuosi di cui siamo stati protagonisti negli ultimi mesi” e cioè la dispensazione in farmacia – “per ora a titolo gratuito!” – del primo antivirale contro il Covid, il Paxlovid. “Stando all’ultimo monitoraggio dell’Aifa - ha detto -, sono stati finora 163.785 i pazienti con Covid-19 non ricoverati che hanno ricevuto farmaci antivirali. Nella settimana dal 10 al 16 novembre 2022, le prescrizioni di nirmatrelvir-ritonavir (Paxlovid) sono aumentate del 9,4%. Rispetto ai 139.739 pazienti che hanno assunto antivirali in pillole a domicilio senza doversi recare in ospedale per ricevere il farmaco, 87.248 sono stati trattati con Paxlovid e tra questi ultimi, ormai 54.000 lo hanno ritirato direttamente in farmacia in Distribuzione per Conto, ovvero senza passare per l’ospedale".

A fronte di tutti i nuovi ambiti su cui il farmacista si è reso protagonista, Mandelli ha quindi annunciato la decisione della Fofi di promuovere con Ipsos una ricerca reputazionale, sia sul farmacista che sulla Federazione, o cui esiti saranno presentati nel mese di marzo.

La pandemia, per il presidente della Fofi, “ha ribadito la centralità di quella rete di prossimità, al servizio della salute dei cittadini, rappresentata dai farmacisti e dalle farmacie di comunità”. Anche se i punti aperti restano molti, Mandelli sottolinea come quel ruolo sia stato anche “ufficialmente riconosciuto, alla fine del giugno scorso, dal Regolamento ministeriale n. 77 sul nuovo assetto della sanità territoriale, che ha sancito formalmente il valore strategico del farmacista quale avamposto del Servizio sanitario sul territorio”.

Senza dimenticare il riconoscimento nei confronti delle farmacie arrivato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Dobbiamo essere davvero orgogliosi che il Presidente della Repubblica abbia voluto, per la prima volta nella storia, che un’ampia delegazione dei rappresentanti delle professioni sociosanitarie partecipasse alla parata del 2 giugno”, ha sottolineato Mandelli.

Per il presidente della Fofi, dunque, “le nuove funzioni della ‘Farmacia dei servizi’ e le sinergie interprofessionali, sancite dal Regolamento sugli Standard dell’assistenza territoriale, non possono che essere il punto di partenza per rilanciare l’assistenza di prossimità, partendo proprio dal farmacista, dal medico di medicina generale e dal pediatra di libera scelta, quali figure più vicine e più accessibili ai cittadini”. Per Mandelli “occorre valorizzare le reti esistenti e promuovere collaborazioni interprofessionali con buona pace delle Case di comunità – che potranno anche rappresentare luoghi simbolici di un avvicinamento del sistema ai pazienti e ai loro caregiver –, ma i muri e le architetture burocratiche non diventeranno mai i punti di riferimento per chi ha bisogno”. Per Mandeli “la collaborazione tra professionisti è e rimarrà determinante per un’assistenza di qualità”. “Fare rete”, ha detto il presidente della Fofi, “sarà non utile, ma indispensabile. Saremo così anche noi, al fianco dei medici, dei pediatri e degli infermieri a cogliere la sfida di un intervento assistenziale di prossimità”.

Mandeli ha quindi ricordato come a luglio, con il protocollo d’intesa tra Ministero della Salute, Conferenza delle Regioni e Rappresentanze sindacali delle farmacie, sia stata resa strutturale la collaborazione – anch’essa avviata nella fase emergenziale della pandemia – sulla somministrazione di test e vaccini, sia anti- covid che antinfluenzali. “Si tratta anche in questo caso di un passaggio attuativo dell’attribuzione delle nuove competenze riconosciute al farmacista a livello legislativo. Si tratta di competenze che non dobbiamo commettere l’errore di interpretare come semplice estensione del nostro perimetro operativo: si tratta piuttosto di una definizione maggiormente nitida del nostro ruolo”. La somma di queste nuove competenze, per il presidente della Fofi, “definisce l’aspettativa del sistema nei confronti della rete dei farmacisti di comunità come rafforzamento decisivo per le attività di prevenzione sul territorio nazionale. È un compito importantissimo che rende capillare l’accesso a quelle attività di screening, di prevenzione, e in ultima analisi di medicina di iniziativa, che sono da tutti ormai ritenute l’unico strumento, possibile e sostenibile, a tutela della salute individuale e collettiva”.

Mandelli ha quindi riferito che i rappresentanti delle farmacie sono al lavoro per l'avvio della sperimentazione della somministrazione, da parte dei farmacisti, anche del vaccino contro l'herpes zoster. “Questa sperimentazione sta per essere avviata nelle Marche, e come sempre l’auspicio è che il primo test regionale possa poi rappresentare il paradigma per altre regioni”. In attesa che Federfarma Marche concluda con la Regione i dettagli dell’accordo, segnatamente sulla parte normativa e remunerativa, Fofi e Fondazione Cannavò stanno già lavorando sul fronte della formazione: “come per le altre vaccinazioni in farmacia, ci sarà quindi un percorso dedicato”, ha spiegato Mandelli.

A proposito di formazione, il presidente della Fofi ha evidenziato come “poco più di un mese fa la nostra professione ha ricevuto il più atteso e lusinghiero riconoscimento degli ultimi anni, attraverso l’adozione del decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca che ha riformato il corso di laurea in Farmacia. Si tratta di un traguardo storico per la Federazione e per il futuro della Professione. Lo scorso 10 ottobre si è infatti concretizzato uno dei grandi obiettivi dell’attività federale, poiché il nuovo curriculum universitario, delineato dalla riforma, sancisce di fatto l’ampliamento del ruolo del farmacista e il suo apporto professionale sempre più centrale all’interno del sistema sanitario: nelle farmacie di comunità, in ospedale, nella ricerca e nell’industria”.

“Da questo punto di vista - ha proseguito Mandelli -, il nuovo corso di laurea compendia, ed eleva a modello paradigmatico per la formazione dei nostri colleghi del futuro, molti dei nostri sforzi e dei risultati raggiunti anche negli ultimi mesi”.

Una parte della relazione di Mandelli si è quindi concentrata sulla sanità digitale: a metà luglio sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale il D.M. sui dati essenziali che compongono il Fascicolo Sanitario Elettronico e le Linee guida per la sua attuazione. “In particolare, ci vengono attribuiti la prenotazione di prestazioni sanitarie come visite, esami e vaccini, per conto dei cittadini assistiti presso la farmacia; l’accesso al dossier farmaceutico, per la sua consultazione, ma anche per la sua alimentazione con riguardo ai dati di nostra competenza; la consultazione in tempo reale del foglio informativo della terapia farmacologica prescritta al cittadino; la verifica della terapia erogata al paziente; la registrazione di allergie e reazioni avverse ai farmaci, e funzioni di early warning che indichino al farmacista potenziali rischi di reazioni avverse; il supporto alla valutazione dell’aderenza terapeutica ai farmaci erogati e della loro assunzione da parte dell’assistito”.

“Si tratta - ha evidenziato Mandelli - di nuovi compiti che ci vengono affidati sulla base della generosità e della solerzia con le quali ci siamo fatti interpreti, tra l’altro, del processo di progressiva digitalizzazione del SSN. Ma sono anche frutto del nostro impegno in seno alla Cabina di regia NSIS”.

In definitiva, ha concluso Mandelli, per i farmacisti “si prospetta una sempre maggiore partecipazione al processo di cura”. La revisione in tal senso del percorso di studi universitari “rappresenta un tassello cardine per l’avanzamento professionale, coerente con le nuove funzioni dei farmacisti”. “Senza questo passo fondamentale – non ho remore nell’ammetterlo – i nostri auspici per l’avvenire avrebbero dovuto affrontare la sfida del futuro senza poter contare su un apporto professionale, dei nostri colleghi di domani, adeguato alle sfide cui la Professione si trova a far fronte già all’alba del terzo millennio”.

L.C.



29 novembre 2022
© Riproduzione riservata

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