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Parafarmacia. Brunetti (Anpi): “Un polmone per i farmacisti disoccupati”


Il presidente dell’Associazione delle parafarmacie sottolinea come in Italia vi siano oltre 83.000 farmacisti, a fronte di una quota farmacie/abitanti limitata. E così l'alta disoccupazione trova risposta nell’apertura di parafarmacie: da giugno a settembre ci sono in Italia 157 parafarmacie in più.

23 OTT - A settembre il numero di parafarmacie ha raggiunto quota 4.419, con un incremento di 157 nuove aperture rispetto a giugno, a fronte di 43 parafarmacie chiuse. I dati arrivano dall’Anpi, l’associazione nazionale delle parafarmacie, che sottolinea come il maggior numero di aperture sia stato registrato in Sicilia (20), seguita da Campania (19) e Lombardia (16). “Si tratta – spiega il presidente Anpi, Massimo Brunetti - in forte prevalenza di ditte individuali riconducibili in gran parte a farmacisti espulsi dalla farmacia e dall’industria farmaceutica. Un disagio dovuto alla difficile congiuntura economica ed occupazionale del Paese, ma anche a causa del processo distributivo del farmaco e delle procedure di stampo corporativo che regolano l’accesso alla titolarità. Un combinato disposto che ha permesso ai farmacisti titolari di avere livelli di reddito, ancora oggi tra i più invidiati nella società italiana. Come meravigliarsi se nell’immaginario di ogni farmacista vi sia il ‘sogno’ di poter assurgere alla titolarità della farmacia”.

Per questo, secondo Brunetti, “non è un caso che in Italia ci sono oltre 83.000 farmacisti a fronte dei 57.000 della Germania, 72.000 della Francia e 51.000 della Gran Bretagna. Un’anomalia tutta italiana che ha come naturale sbocco la disoccupazione, non è un caso che la presenza di laureati in farmacia, in rapporto alla popolazione, è più elevata proprio nelle regioni del sud dove il tasso di disoccupazione è più alto come Calabria, Sardegna, Sicilia e Campania”.

Questo fenomeno secondo l’Anpi, si lega quindi indissolubilmente a quello della presenza di parafarmacie sul territorio: in Lombardia il numero di abitanti/parafarmacia è pari a 26.000 e 60.000 nel Trentino, in regioni del sud come Calabria e Sardegna è pari a 7.000.

“In questo quadro – prosegue Brunetti - vorremmo capire perché il ministro delle Salute, in occasione della riformulazione della remunerazione delle farmacie, non abbia cercato di fare una riforma all’insegna di una vera spending rewiev, puntato su tre capisaldi innovativi nel processo distributivo del farmaco: centralizzare l’acquisto di tutti i farmaci in conto Ssn, con allineamento dello sconto a quello oggi praticato dalle Regioni; unificare nella farmacia la distribuzione sul territorio dei farmaci in conto Ssn, che introduce elementi di indubbia efficienza ed economicità nel servizio distributivo; diversificare l’offerta nella vendita dei farmaci di fascia C con obbligo di ricetta medica, con l’introduzione del doppio canale: farmacia – parafarmacia”.
 
 

23 ottobre 2012
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