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Dl Pa. Precari in sanità. La "soddisfazione" dei sindacati medici. "Un primo passo"


Per l’Anaao-Assomed il Dl approvato ieri dal Cdm rappresenta “un primo passo verso la stabilizzazione dei medici e dei dirigenti sanitari precari”. Plauso anche dalla Cimo: “Finalmente un segnale positivo. Bene il Ministro Lorenzin”. La Cisl Medici: “Arriva una buona notizia”.

27 AGO - L’approvazione del Dl sulla Pa fatta ieri dal Cdm trova il plauso dei sindacati della dirigenza medica. Non sarà la soluzione definitiva ma la rotta che porta alla stabilizzazione sembra essere tracciata. “Anche per i medici e dirigenti sanitari precari da troppi anni, si apre la strada della stabilizzazione. L'impegno del Ministro della salute, che va riconosciuto ed apprezzato, le pressioni dell'Anaao Assomed e degli altri sindacati medici hanno portato ad una modifica sostanziale del testo del DL sulla Pubblica Amministrazione approvato ieri dal Consiglio dei Ministri”, commenta il Segretario Nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise (Vedi informativa Anaao sul Dl Pa).
 
“Impegno – prosegue – e pressioni hanno sconfitto pregiudizi ideologici che vogliono vedere i medici sempre e comunque una categoria privilegiata a dispetto del ruolo esercitato con grandi sacrifici nel garantire un diritto che la Costituzione definisce fondamentale. Una boccata di ossigeno in una partita che sembrava persa fin dall'inizio, che può rappresentare una svolta, malgrado sia avvolta in una nebulosa legislativa di poteri, spesso in conflitto, che rischia di relegarla tra le tante norme non attuate. Ma noi, e crediamo il Ministro, vigileremo per impedirlo”.

 
“Il decreto legge – specifica Troise – compie anche una nuova incursione nella età di quiescenza dei medici dipendenti che ha visto negli ultimi anni provvedimenti tra di loro contraddittori, ma con il filo comune del carattere penalizzante. Dopo la rottamazione, il pensionamento coatto e non per favorire l’occupazione giovanile, ma solo continuare a cullare l’illusione di una riduzione dei costi ad invarianza di servizi. Un altro tassello allo smantellamento ed all'impoverimento della sanità pubblica. Ora occorre che Ministro e sindacati continuino ad impegnarsi a fondo per evitare il collasso totale del Servizio sanitario nazionale”.

Sulla stessa linea d’onda anche la Cimo-Asmd. “Finalmente un segnale positivo. Siamo soddisfatti”, ha dichiarato Riccardo Cassi Presidente di Cimo.Asmd.
 
“Ma soprattutto – sottolinea – apprezziamo che il Ministro Lorenzin sia riuscita a far introdurre una disciplina specifica per la Sanità, senza la quale non sarebbe stata possibile la stabilizzazione dei Medici. Adesso però vanno create le condizioni perché non si riformi di nuovo un precariato e ci auguriamo che il DPCM possa risolvere in maniera definitiva la questione senza creare ulteriori danni al Ssn. Occorre quindi approvare rapidamente gli standard ospedalieri, inserendovi le dotazioni organiche, costringere le Regioni a ristrutturare la rete ospedaliera e territoriale e rivedere l'accesso e la progressione di carriera dei Medici. È un grosso impegno, ma ormai non più rinviabile l'attuale sistema ha mostrato i suoi limiti, se vogliamo salvare il servizio sanitario nazionale e rimotivare chi ci lavora occorre cambiare”.
 
Paluso anche dalla Cisl Medici. “L’approvazione del Decreto Legge sulla Pubblica Amministrazione discusso dal Consiglio dei Ministri di ieri, ha inserito una norma sulla stabilizzazione dei medici e dei dirigenti sanitari precari” – lo ha affermato Biagio Papotto - Segretario Generale Cisl Medici – che ha così proseguito: “Avevamo chiesto con insistenza e forza al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin già durante la Sua prima uscita pubblica nel corso del 3° Congresso Nazionale della Federazione Cisl Medici tenutosi a Roma nel Maggio scorso, una maggiore attenzione alla stabilizzazione dei precari nella sanità, in considerazione del fatto che i Livelli essenziali di assistenza vengono garantiti negli Ospedali e nei Territori proprio dai circa 35.000 precari della sanità”.
 
“Siamo soddisfatti – ha continuato Papotto – che il Ministro Lorenzin abbia rispettato l’impegno preso al nostro Congresso Nazionale”.
 
“E’ una grande boccata di ossigeno per la sanità che porterà, finalmente, tantissimi colleghi alla conquista, dopo tanti anni, di quel sospirato posto di lavoro”.
“Ci auspichiamo – ha concluso Papotto – che questo confronto continuo con il Ministro Lorenzin possa proseguire fattivamente per trovare soluzioni alle molte situazioni ancora in sospeso quali: le assicurazioni, la responsabilità professionale, il patto della salute, gli standard di personale e la formazione dei medici”.

27 agosto 2013
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