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Lavoro e salute donne. Italia tra Paesi maggiormente avanzati. Restano problemi su gestione aspetti psicologici della malattia


E' quanto emerge dalla prima ricerca condotta dall'International Lab incentrata su norme, tutele e reinserimento delle pazienti oncologiche
 nella vita lavorativa, che sarà presentata il prossimo 26 febbraio presso la Luiss di Roma. Attraverso l’analisi dei dati raccolti, lo studio ha consentito l’elaborazione di un “indice di tutela”.

24 FEB - La tutela della salute della donna nel proprio ambiente di lavoro è un tema di notevole complessità per la lavoratrice, l’azienda e tutti i soggetti coinvolti. Poter raggiungere gli obiettivi lavorativi senza sentirsi discriminata a causa di una patologia è anche un’irrinunciabile necessità per la donna e per la nostra società. Da questa consapevolezza e dalla cooperazione tra Area PA, Sanità & Non Profit della Luiss Business School, Associazione Susan Komen per la lotta ai tumori al seno, Dipartimento per la Tutela della Salute della Donna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Valore D, prima associazione italiana di imprese che promuove la diversità, il talento e la leadership femminile per la crescita delle aziende e del Paese, è nato L’International Lab for Women’s Health in the Workplace (WHW International Lab).

Il Laboratorio, presentato per la prima volta in occasione dell’apertura della Race for the Cure Roma, il 17 maggio 2014, si propone di sviluppare programmi di ricerca e formazione, percorsi di sensibilizzazione e divulgazione finalizzati a rafforzare l’azione di contrasto alle disparità di genere nel diritto alla salute, a favorire la piena partecipazione delle donne alla vita sociale ed economica del Paese e a formulare proposte concrete per un cambiamento culturale che riduca disuguaglianze e ritardi nell’accesso alle cure e agevoli la piena realizzazione personale e professionale delle donne.

A circa un anno dall’inizio delle sue attività, il 26 febbraio 2015, presso l’Aula Magna dell’Università Luiss Guido Carli, l’International Lab presenterà i risultati della prima ricerca condotta, incentrata su norme, tutele e reinserimento delle pazienti oncologiche
 nella vita lavorativa. Attraverso un’indagine su un panel di aziende e pazienti e grazie ad un confronto con i sistemi normativi internazionali, la ricerca restituisce l’immagine di un Paese che si pone come possibile benchmark internazionale. Infatti dall’analisi comparativa delle normative di paesi europei assimilabili all’Italia per dimensioni e popolazioni e quella italiana emerge in primo luogo che le norme esistenti riguardano in generale lavoratori affetti da malattie comuni ( fatta salva la maggior pervasività delle malattie) o, più in generale quello di lavoratori con disabilità; in secondo luogo il sistema delle tutele per i lavoratori in Italia emerge come tra i maggiormente avanzati.

Similmente grazie ai risultati della survey somministrata alle pazienti, la ricerca propone un’interessante panoramica sulle esperienze delle lavoratrici che evidenziano alcune problematiche legate tra le quali spiccano quelle legate alla gestione degli aspetti psicologici della malattia da parte dei datori di lavoro.

Dalle risposte delle aziende associate a Valore D coinvolte nella ricerca si evince tra le altre cose che:
- 2/3 delle aziende che hanno partecipato alla ricerca hanno attivato un livello medio/alto di tutela ed adottano strumenti di prevenzione e sono interessate a migliorare ulteriormente.
- >80% sono flessibili nella conciliazione dei tempi dei luogi di lavoro rispetto alle esigenze di cura
- 3 su 4 offrono servizi di sostegno psicologico
- Poco meno della metà (42%) adotta pratiche di reinserimento
- Nessuna pratica il demansionamento dei dipendenti (pratica purtroppo che sembra invece essere ancora presente in alcune realtà del paese).

La ricerca suggerisce, d’altro canto, anche alcune aree di intervento per un continuo miglioramento in merito alla tutela della salute della donna sul lavoro. In primis, corsi sulle tutele legali, che non sono sempre adeguatamente conosciute, e sugli aspetti scientifici e psicologici legati alle patologie oncologiche; corsi di formazione per dirigenti, che riguardino anche la gestione delle dinamiche di gruppo e il cosiddetto team building per creare un adeguato clima di solidarietà e condivisione nell’affrontare la patologia; scambio di esperienze e best practices internazionali, qualora esistenti sono quasi completamente ignorate e potrebbero invece rappresentare un utile momento di confronto e apprendimento.

La ricerca, attraverso l’analisi dei dati raccolti, ha consentito l’elaborazione di un “indice di tutela” – un indicatore in grado di attribuire un punteggio alle pratiche di prevenzione, assistenza e politiche di rientro messe in atto dalle aziende campione – che potrebbe essere utilizzato allargando il campione delle imprese come parametro per la misurazione della tutela offerta dalle imprese nel nostro paese. 

24 febbraio 2015
© Riproduzione riservata

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