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Previdenza infermieri. La relazione della Corte dei Conti. Nel 2013 utile Enpapi in forte contrazione: -11,5%


Il trend registrato dall'ente di previdenza degli infermieri è da attribuire al maggior incremento dei costi (+19,7%) nei confronti dei ricavi (+18,3%). In crescita le entrate contributive, per via dell'aumentato numero di iscritti. "Necessarie nuove e più incisive azioni d’intervento volte a contenimento dei costi". LA RELAZIONE

24 FEB - L’Ente nazionale di previdenza ed assistenza della professione infermieristica (Enpapi) ha chiuso il 2013 con un utile di esercizio netto pari 3,916 mln (-11,5% rispetto all’anno precedente) e un patrimonio netto di 30,854 mln, in crescita del 2,9%. E’ quanto emerge dalla relazione sul risultato del controllo sulla gestione finanziaria preparata dalla Corte dei Conti.

La significativa riduzione che si registra nel risultato di esercizio dell’anno 2013 è da attribuire, in sostanza, al maggior incremento registrato dai costi (+19,7%) nei confronti dei ricavi (+18,3%), i quali, peraltro, hanno dovuto registrare un importante decremento dei proventi finanziari (-36,8%).
Dai consuntivi emerge che le entrate contributive sono in continua crescita.

Sono infatti passate dai 53,9 milioni del 2011, ai 71,6 milioni del 2012 (+32,8%) e, infine, ai 76,2 milioni del 2013 (+6,4%). L’indicato incremento è da attribuire all’aumentato numero degli iscritti all’ente, ma soprattutto agli effetti delle riforme strutturali dell’ente, con le quali sono state rimodulate, in aumento, tutte le tipologie di contributi. La posta patrimoniale riguardante i crediti verso gli iscritti anche nel 2013 risulta in crescita, raggiungendo i 158,6 milioni di euro, con un incremento del 18% nei confronti del precedente anno, dove già si era evidenziato un incremento del 24,4% rispetto al 2011.

L’andamento crescente registrato negli ultimi anni e le dimensioni raggiunte da tale posta contabile, sottolinea la relazione, fanno permanere la necessità di richiamare l’Ente a individuare nuove e più incisive azioni d’intervento volte al suo contenimento. A fronte delle entrate contributive, si riscontrano spese per prestazioni di gran lunga inferiori, pari a circa 5,8 milioni di euro (4,5 milioni nel 2012). Ciò dipende dalla forte differenza tra il numero degli iscritti, pari a 35.910 nel 2013, e il numero delle prestazioni previdenziali erogate nello stesso anno, pari a 1.528.

Le maggiori risorse finanziarie che si sono generate nella gestione dell’anno in riferimento sono state destinate ad aumentare gli investimenti in attività finanziarie (dai 310,4 milioni del 2011 ai 391,3 milioni del 2013 ). Tali investimenti hanno generato rendimenti netti altalenanti negli anni. In termini percentuali, dopo la crescita avuta nel 2012, in cui si erano attestati al 2,57%, nel 2013 gli stessi hanno subito una contrazione, risultando pari all’1,48%.
 

24 febbraio 2015
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