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Odontoiatria. Renzo (Cao) scrive a Orlando: “In Parlamento modifiche a codice penale che rischiano di incentivare abusivismo”


E' l'allarme lanciato, in una lettera aperta rivolta al ministro della Giustizia Orlando, dal presidente della Commissione Albo Odontoiatri. "Assurdo considerare il reato di abusivismo della professione tra quelli di particolare tenuità. Servirebbe, al contrario, una più rigorosa ed efficace risposta sanzionatoria anche a livello penale".

18 MAR - I professionisti dell’odontoiatria esprimono particolare preoccupazione per le possibili conseguenze derivanti dall’applicazione del decreto legislativo in materia di non punibilità per particolari tenuità di fatto n.64 del 28/04/2014. In particolare le perplessità riguardano il tema dell’esercizio abusivo della professione e la riforma dell’articolo 348 del Codice penale. E’ quanto si legge in una lettera aperta inviata da Giuseppe Renzo, presidente della Commissione Albo Odontoiatri, al ministro della Giustizia Andrea Orlando.

Gli odontoiatri sottolineano infatti la necessità di prevedere un sistema di sanzioni più dissuasivo di quello attualmente stabilito “al fine di eliminare un reato particolarmente odioso, a volte favorito e non l’abbiamo mai nascosto, da odontoiatri gravemente scorretti e su cui da tempo stiamo esercitando il nostro potere disciplinare riconosciuto dall’ordinamento”.

Renzo osserva che molti cultori della materia hanno evidenziato che “la normativa in corso di approvazione potrebbe applicarsi anche all’art 348 del codice penale, considerato che le sanzioni previste sono certamente tenui e potrebbero essere superficialmente inquadrate fra quelle da depenalizzare demandandone la tutela soltanto alla sede civile”. Il reato di esercizio abusivo della professione, al contrario, “dovrebbe secondo le nostre aspettative, trovare una più rigorosa ed efficace risposta sanzionatoria anche a livello penale”.

Come si potrebbe irrogare una sanzione all’interdizione dalla professione per non meno di un anno, domandano infine gli odontoiatri, “se il reato di cui si tratta viene a essere considerato tra quelli di particolare tenuità e di irrilevante pericolo sociale?”.

18 marzo 2015
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