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Federspecializzandi si interroga sulle prossime mosse. Dalla laurea abilitante al lavoro. E ribadisce il suo no al “doppio canale”

di Giulia Bartalucci

Se ne parlerà a Roma, il 13 e 14 novembre. Un  Workshop sulla Formazione Medica che possa rappresentare un contesto di incontro e di approfondimento riguardo ai principi alla base dell'imparare, dell'insegnare e del valutare nel post laurea

02 NOV - Dopo un'estate caratterizzata dalla seconda edizione del Concorso Nazionale per l'accesso alle Scuole di Specializzazione, proprio al momento dell'inizio dell'attività formativo/lavorativa di molti giovani colleghi, FederSpecializzandi propone una riflessione trasversale riguardo il sistema formativo medico, rimanendo in sospeso molte questioni importantissime che necessitano di essere affrontate.
 
Le prime considerazioni riguardano la formazione universitaria pre-laurea e l'abitilitazione. Rimangono centrali a questo proposito le questioni del test di accesso e della laurea abilitante. Quest'ultima in particolare, già presente in molti altri paesi europei, rappresenta uno step d'obbligo per rendere più snello l'accesso del neolaureato al percorso formativo post-laurea. Inoltre il conseguimento dell'abilitazione in coincidenza della laurea permetterebbe la valutazione delle competenze cliniche necessarie all'espletamento della professione, andando quindi a delineare positivamente il percorso di insegnamento e acquisizione delle stesse durante il momento formativo pre-laurea.
 

Il Decreto Ministeriale n°68 del MIUR, pubblicato nel febbraio 2015, ha ratificato il Riordino delle Scuole di Specializzazione di area medica. E' stato definito l'accorciamento della durata degli anni di corso di molte scuole di Specializzazione e sono state tagliate alcune scuole di Specializzazione, intervento a nostro avviso opportuno e positivo nell'ottica dell'ottimizzazione delle risorse.
 
Per rendere possibile la riduzione della durata di corso, sono stati rivisti i piani di studio. Si è ridotta, ad esempio, la durata del tronco comune, limitato a 6 mesi per tutte le specialità. Sono stati anche ridefiniti gli obiettivi formativi e le attività professionalizzanti.
 
La possibilità di rivedere tali ordinamenti didattici rappresentava un'importante occasione di rinnovamento, in un momento in cui è tangibile, forse come mai prima d'ora, la necessità di un sistema formativo sostenibile e di qualità.
 
Il riordino delle Scuole di Specializzazione ha definito importanti aspetti quali l'ampliamento e la più precisa definizione della rete formativa, all'interno di strutture individuate secondo precisi standard qualitativi di assistenza e didattica.
 
Si è anche opportunamente e più precisamente definita la progressiva assunzione di responsabilità durante il percorso formativo, correlandola più strettamente all'acquisizione di competenza.
 
Insufficiente invece è stata la revisione dei piani di studi, con individuazione delle competenze teoriche, pratiche, comportamentali, cliniche e di ricerca da acquisire durante il percorso formativo. Assieme ad una insufficiente definizione delle competenze da acquisire, risulta evidente l'assenza di definizione delle modalità e dei tempi di valutazione delle stesse.
Non sono infatti stati definiti i momenti di valutazione dell'acquisizione delle competenze, né durante il percorso formativo né alla fine dello stesso. Non sono state descritte le modalità di valutazione, che sono diverse per le tipologie di competenze da valutare.
 
Dunque il momento di revisione degli ordinamenti non ha esitato nella necessaria definizione delle competenze da acquisire per ogni tipologia di scuola e nella loro valutazione. Tale definizione avrebbe gettato le basi per una riflessione più ampia e una ridefinizione dettagliata della struttura del sistema formativo medico, i cui fondamenti sono le competenze e la valutazione.
 
Non è stato affrontato, inoltre, il tema, che noi riteniamo centrale, della necessità di individuare un momento formativo post-laurea di tipo generale, prima della formazione specialistica, durante il quale il neolaureato possa acquisire, in un ambiente formativo idoneo, le competenze cliniche di tipo generale e le stesse possano essere valutate e certificate adeguatamente.
 
Proprio nei mesi durante i quali si rifletteva sul Riordino delle Scuole di Specializzazione, si susseguivano bozze diverse del Patto della Salute, proposte di cambiamento strutturale del sistema formativo medico.
 
FederSpecializzandi ha preso posizioni nettamente contrarie a proposte come quelle del doppio canale di accesso alla Formazione Medica, che prevedeva l'accesso diretto al SSN senza titoli di specializzazione o corso di medicina generale. Riteniamo infatti inaccettabile una esperienza lavorativa in un ruolo non ben definito, senza garanzie professionali, in un contesto formativo non standardizzato, in un momento della vita professionale, quella dell'immediato post-laurea, che invece è fondamentale per l'acquisizione di competenze cliniche e professionali generali, che rappresentano le basi per il percorso formativo-assistenziale specialistico successivo.
 
Ancora più grave riteniamo la possibilità di accedere, attraverso un secondo canale rispetto alla via ordinaria, dalla suddetta mal definibile posizione professionale alla scuola di specializzazione. Infatti in tal modo si andrebbero a creare evidenti disparità formative all'interno del percorso di specializzazione, con irrimediabili discrepanze e ambiguità nelle competenze del futuro specialistica. E tali discrepanze sono tanto più accentuate in una condizione di assenza di valutazione e certificazione delle competenze.
 
Sappiamo bene e sottolineiamo il fatto che ci troviamo in una situazione di crisi per cui il sistema formativo medico attuale si è dimostrato non sostenibile e molti neolaureati ne rimangono esclusi ogni anno. Riteniamo però che la soluzione non sia quella di trovare sistemazioni lavorative non definite e canali paralleli per la formazione. Siamo certi che da tale situazione di crisi si possa uscire solo attraverso un'analisi seria, approfondita e condivisa delle necessità assistenziali della nostra società, dei bisogni in salute della popolazione, della struttura del nostro Servizio Sanitario, e di conseguenza delle competenze che i nostri medici in formazione devono acquisire per poter espletare il difficile ma necessario ruolo assistenziale che sono chiamati a ricoprire. Individuare le competenze da acquisire, poterle valutare e certificare sarà alla base, in futuro, della definizione di un sistema formativo che possa rispondere a queste esigenze ed essere per tutti.
 
Chiediamo una riflessione condivisa e strutturata delle istituzioni per disegnare una formazione sostenibile e di qualità. In questo panorama FederSpecializzandi organizza a Roma, il 13 e 14 novembre 2015, un momento di riflessione e confronto su questi temi, un Workshop sulla Formazione Medica che possa rappresentare un contesto di incontro e di approfondimento riguardo ai principi alla base dell'imparare, dell'insegnare e del valutare nel post laurea. Siamo convinti che si debba partire da questo per ridisegnare un sistema formativo medico sostenibile e di qualità.
 
Giulia Bartalucci
Presidente Federspecializzandi

02 novembre 2015
© Riproduzione riservata


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