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Napoli. L’Ordine dei Medici dà vita allo Sportello immigrazione

di Ettore Mautone

L’iniziativa fa parte di un programma della durata di due anni che si avvale di questionari, indagini on-line e banche dati condivise. L’obiettivo è per tracciare un quadro epidemiologico della popolazione immigrata, identificare i determinanti di salute e le principali abitudini di vita fino a svolgere azioni finalizzate alla conoscenza e integrazione interculturale.

16 NOV - Promuovere, collegare e coordinare le attività sanitarie in favore degli immigrati in Italia e in Campania e favorire attività volte ad incrementare studi e ricerche nel campo della medicina delle migrazioni. Ovvero istituire uno sportello di informazioni e conoscenze delle metodologie di approccio al paziente immigrato. E’ questa la proposta avanzata dall’Ordine dei medici di Napoli e provincia confluita in un progetto ad hoc la cui prima stesura è stata presentata a Futuro Remoto il 16 ottobre scorso (in occasione delle iniziative della rassegna dello Scienze-center partenopeo) e poi formalizzata nell’ambito del corso Ecm dedicato alla tutela della Salute dei migranti a Napoli promosso nei giorni scorsi dall’Ordine dei medici di Napoli.

“Il punto di partenza del progetto – spiega il presidente dell’Ordine dei medici partenopeo Silvestro Scotti - consiste nel ritenere che gli stranieri incontrino numerosi ostacoli nell'accedere alle cure sanitarie nel nostro paese, segnatamente in Campania, ma anche i sanitari non sempre sanno come e quante prestazioni possano offrire. A parte quello che il Ssn nazionale offre c’è poi la difficoltà degli operatori sanitari nella comprensione dei bisogni di salute di persone con background culturale diverso dal nostro”.

“Nel dettaglio il nostro scopo – aggiunge Sandra Fojo, consigliere dell’Ordine partenopeo e responsabile del programma di interventi - è creare uno sportello che raccolga e coordini istanze ed iniziative sanitarie per il migrante. Uno sportello a cui si possano rivolgere anche i medici che non sappiano come gestire la persona immigrata che giunge alla loro osservazione. Insomma uno strumento e una interfaccia con cui i colleghi possano raccogliere le richieste del migrante o delle associazioni che se ne prendono cura per poi condividerle su un piano più generale di analisi e risposta”.

Ad agevolare l’opera c’è un questionario, pubblicato sul sito istituzionale e accessibile on-line a tutti gli iscritti dell’ordine napoletano, per identificare preliminarmente quali siano i principali problemi sanitari che incontrano gli stranieri residenti nella nostra provincia. “Anche un modo per conoscere questo mondo e queste popolazioni – aggiunge Scotti - per tracciarne i driver di salute e i confini rispetto ad altri determinanti sociologici utili ai fini di studio e integrazione”.

“Negli ultimi anni si è assistito ad un considerevole aumento dei flussi migratori verso l’Europa a causa dei conflitti, della crisi economica, dei mutamenti climatici o per un miglioramento delle condizioni di vita dell’occidente a fronte di condizioni di estrema povertà dei paesi dell’Africa e del Medio Oriente a cui oggi si è aggiunta la guerra civile nei paesi del Medio-Oriente – sottolinea Frojo – creando i presupposti del più imponente flusso immigratorio dalla seconda guerra mondiale”.

I dati parlano chiaro: la popolazione straniera residente in Italia al 2014 è di circa 5 milioni di persone, la sola regione Campania ne registra circa 200 mila e sono decine di migliaia quelle giunte nell’ultimo anno. “Le condizioni di salute del migrante nel nostro Paese pongono seri problemi – continua Frojo - tanto alla persona che si ammala quanto alla collettività che è costretta a sostenere i costi sociali ed economici che questo comporta. Da ciò emerge l’esigenza di tutela della salute degli immigrati, sia in via preventiva, onde eliminare i fattori di rischio, sia in via successiva, per un’adeguata cura della patologia”.

Da un punto di vista delle regole e delle norme tutti gli stranieri non appartenenti all’Unione Europea, presenti in Italia con regolare permesso di soggiorno, hanno l’obbligo di iscriversi al Servizio sanitario nazionale. “Le misure sanitarie per gli immigrati possono facilitare l’integrazione e promuovere la coesione – aggiunge Scotti - aumentare lo sviluppo del Paese e soprattutto consentire di conoscere lo straniero, costruire ponti tra culture e civiltà diverse attraverso il mezzo della salute. Un’integrazione che affonda radici brazie alla solidarietà espressa di fronte allo stato di debolezza dell’uomo. Una solidarietà che può far da viatico a ben altre portate sociali e politiche”.  

“Gli immigrati regolari – conclude Frojo - hanno gli stessi diritti (e doveri) sul piano dell’assistenza, riconosciuti agli italiani. Tuttavia la legge italiana garantisce assistenza sanitaria anche al migrante clandestino, comunque presente sul territorio nazionale, a tutela dell’intera collettività. Lo scopo ultimo del progetto, dunque, è fornire agli iscritti una mappa sintetica dei servizi offerti agli immigrati nella nostra provincia (sia di assistenza sanitaria che di volontariato sociosanitario) e realizzare un “dizionario” aggiornato delle principali patologie per nazionalità con gli elementi più importanti per favorire la comprensione tra medico e paziente”.

Uno sportello grazie al quale i camici bianchi partenopei affronteranno periodicamente le tematiche relative all’assistenza sanitaria dei migranti e risponderanno a domande e proposte da chi fosse interessato con l’intento di sensibilizzare la collettività a garantire la salute delle popolazioni immigrate.

Ettore Mautone

16 novembre 2015
© Riproduzione riservata

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