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Bergamo. Ordine dei medici in prima linea per l’invecchiamento attivo. Ma i centri anziani latitano. Intervista al presidente Pozzi

di Valentina Loporchio

Il presidente dell’Ordine dei medici è il promotore di "Bergamo longeva" un progetto per il sostegno della popolazione anziana. “Una rete di protezione” che include attività orientate all’invecchiamento attivo, per accompagnare le persone anziane in un percorso di empowerment che li renda soggetti partecipativi e non utenti passivi. Ma su 200mila potenziali utenti vi partecipano solo 3.200 persone

25 MAG - In questi giorni è attesa la presentazione del primo Piano nazionale delle cronicità che dovrebbe affrontare globalmente l’aumento costante delle situazioni di cronicità, in concomitanza con l’elevarsi della popolazione over 65 in Italia: l’Istat calcola infatti la percentuale degli anziani al 27,6% nel 2032; il che significa anche aumento della spesa sanitaria.
 
Ma nelle realtà locali qualcosa in risposta al tema si muove già. A Bergamo si porta avanti con tenacia il progetto ‘Bergamo Longeva’, volta a creare iniziative a sostegno della popolazione anziana, “una rete di protezione” che include attività orientate all’invecchiamento attivo, per accompagnare le persone anziane in un percorso di empowerment che li renda soggetti partecipativi e non utenti passivi.
 
Qualche numero: la provincia di Bergamo conta 1.108.253 abitanti, gli anziani sono 216.319, quasi il 20% della popolazione (dati Istat). Nel 2015 l'indice di vecchiaia per la provincia di Bergamo calcola 127,5 anziani ogni 100 giovani; l'indice di ricambio, ossia il rapporto percentuale delle persone prossime alla pensione e delle persone che stanno per entrare nel mondo del lavoro è 119,0 e significa che la popolazione in età lavorativa è abbastanza anziana.
 
Abbiamo chiesto maggiori dettagli a Emilio Pozzi, presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo e ideatore del progetto.
 
Presidente Pozzi, da dove scaturisce l’interesse per questa tematica?
Il percorso nasce a novembre 2010, con l’organizzazione del convegno nazionale dal titolo ‘Un manifesto per la terza età’, con cui si affrontava per la prima volta il tema della longevità sotto l’aspetto medico, sanitario, economico, del welfare. Un incontro con un interessante parterre di relatori, tra cui Tito Boeri (ora presidente INPS), che ha portato ad un risultato clamoroso: a fronte di una vasta letteratura scientifica non si è rilevata alcuna iniziativa da parte del Governo sulle ricadute che una popolazione sempre più anziana ha nella società. Ciò mi ha indotto ad avviare delle soluzioni, o perlomeno dei tentativi di iniziative concrete, che, seppur svolte in maniera sperimentale, hanno il merito di avviare un primo approccio al problema.
 
Come nasce il progetto Bergamo Longeva?
Per giungere al progetto due sono stati i passaggi fondamentali: le sei azioni strategiche indicate dall’Unione Europea per l’invecchiamento attivo (aderenza alle terapie, prevenzione delle cadute, fragilità e malnutrizione, assistenza integrata, vita indipendente, ambienti ‘senior friendly’), e l’individuazione di realtà già esistenti e paragonabili a quelle proposte. Lo step successivo è stato avviare le attività informative attraverso media e tv locali: noi c’eravamo già nel 2013, in mancanza o scarsità di normative a tema. A fronte di un’indifferenza assoluta delle autorità regionali a cui ci siamo rivolti, e visto che il progetto si allargava, Bergamo Longeva è stata sostenuta dal Comune, dall’Università degli Studi di Bergamo, dalla Curia, dall’ASL (ora ATS), dalle associazioni interessate a questa tematica e, naturalmente, dall’Ordine dei Medici.
 
A questo progetto aderiscono anche i Medici di Medicina Generale?
No. È in corso una trasformazione della categoria, per cui ho preferito coinvolgere le amministrazioni comunali, tra cui l’assessorato alle Politiche Sociali. Per trasformazione mi riferisco al nuovo piano per le cure primarie proposto dal ministro Lorenzin e presentato in questi giorni, che trasformerà il modus operandi della categoria.
 
 
Tra le sei azioni di Bergamo Longeva vi è l’assistenza integrata. Ci spieghi meglio questa attività.
A questo obiettivo, così come all’aderenza delle terapie, una risposta è stata data dal CREG - Chronic Related Group in Lombardia, che ha avviato programmi di gestione delle malattie croniche e assistenza integrata. Nel dettaglio, gli assistiti e i loro caregivers sono supportati nel quotidiano con strumenti di telemonitoraggio. Dalla piattaforma Bergamo Longeva, con un collegamento al CREG, nascono altre iniziative, tra cui ne cito una avviata con Confindustria e il Dipartimento di Ingegneria e Scienze applicate dell’Università di Bergamo, ossia il controllo dell’efficacia degli strumenti di valutazione della salute. Azioni necessarie affinché le persone interessate da cronicità possano condurre serenamente il ciclo terapeutico da casa senza necessariamente recarsi nelle strutture sanitarie, con conseguente minor disagio, anche psicologico.
 
Interessante anche l’aspetto del corso di attività motoria.
Per questi corsi ci si è collegati a studi di settore rivolti all’attività motoria delle Università di Brisbane, con il prezioso aiuto del prof. Rainoldi del SUISM (Scuola Universitaria Interfacoltà di Scienze Motorie - ex Isef): quindi, l’organizzazione di corsi di attività motoria ad hoc di rinforzo muscolare e prevenzione delle cadute, della durata di un’ora, tenuti da laureati in Scienze Motorie, da svolgersi in palestre locali e aperti a tutti gli anziani. Gli obiettivi da raggiungere principalmente sono il recupero della forza muscolare ed il mantenimento dell’equilibrio per ridurre il numero di fratture incidentali, che sono piuttosto onerose per le casse sanitarie, se consideriamo le cifre: ben 3.000 ricoveri l’anno nella provincia di Bergamo per cadute, con conseguenti spese di ricoveri e riabilitazione. Per non parlare dei disagi anche per i familiari. Tali attività, che consistono ad esempio in semplici esercizi di equilibrio, sono monitorate da strumentazioni utili a valutare i progressi dei partecipanti, e si aggiungono a quelle di walking e gruppi di cammino, già esistenti in provincia.
 
Gli anziani potenzialmente interessati al progetto Bergamo Longeva sono ben oltre le 200mila unità: quante sono ad oggi le adesioni?
Purtroppo con rammarico devo attestare che i centri anziani, 230 in tutta la provincia di Bergamo, sono stati indifferenti alla proposta, non coinvolgendo pertanto le persone che li frequentano. Quindi i corsi di attività motoria si sono avviati in circa 40 comuni della provincia, con il supporto degli Assessorati alle Politiche Sociali. Un interesse maggiore è stato invece riscontrato dall’Università, coinvolgendo i laureati in Scienze Motorie, i quali si sono associati in un Ateneo apposito e dove fanno da trainer di questi corsi. I potenziali fruitori sono appunto circa 200mila; quelli coinvolti oggi 3200 in tutta la provincia.
 
Cosa prevede di fare ancora Bergamo Longeva per la cittadinanza?
Ciò che si vuol fare con Bergamo Longeva in realtà è solo il primo passo, una tessera di un grande mosaico. In aggiunta alle attività fin qui descritte, si potrebbe attivare anche un servizio di aiuto psicologico rivolto all’anziano, non solo indirizzato alla prevenzione della solitudine e della depressione, ma per infondere il senso di benessere che si può avere anche avanti con l’età. Ad esempio, c’è un’ attività dell’Università di Bergamo, coordinata dal prof Manighetti, per vedere l’incidenza dell’attività motoria sullo status psicologico e quindi sullo stato di benessere. L’obiettivo finale che ci prefiggiamo è allungare di almeno due anni la vita dei cittadini entro il 2020, e che il progetto possa estendersi anche a tutti i comuni della Bergamasca.
 
Valentina Loporchio

25 maggio 2016
© Riproduzione riservata

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