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Piscologi. Corte dei conti su Enpap: “Gestione caratteristica in rosso ma conti ok grazie a gestione patrimonio finanziario”


Report dei giudici sugli esercizi 2012-2013-2014. “Non emergono significative problematiche sulla sostenibilità della gestione economica per l’intero cinquantennio. Ma attenzione a consistenza dei crediti verso gli iscritti”. LA RELAZIONE

25 LUG - “La gestione caratteristica dell’Ente nazionale di previdenza ed assistenza per gli psicologi (ENPAP), che si ricava dalla differenza tra proventi contributivi e costi della gestione, si è chiusa in disavanzo di 8,7 milioni di euro nel 2012, di 2,2 milioni di euro nel 2013 e di 3,7 milioni di euro nel 2014”. È quanto rileva la Corte dei conti nell’esame degli esercizi 2012-2013-2014 in cui sottolinea però come “nonostante il disavanzo realizzato nella gestione caratteristica – evidenzia però la Corte - , il risultato economico complessivo ha continuato a presentare valori positivi, pari a 17,3 milioni di euro nel 2012, a 9,3 milioni di euro nel 2013 e a 21,4 milioni di euro di euro nel 2014, essenzialmente grazie ai saldi positivi della gestione del proprio patrimonio finanziario, pari a 19.398 migliaia di euro nel 2012, a 19.595 migliaia di euro nel 2013, a 18.980 migliaia di euro nel 2014. Per effetto degli indicati risultati positivi il patrimonio netto è passato da 50,8 milioni di euro del 2012 a 65,2 milioni di euro nel 2014”.
 
“In tale ambito – rileva il report - i proventi contributivi hanno registrato un costante incremento, passando dai 95,1 milioni di euro nel 2012, ai 101,6 milioni nel 2013 e ai 106,3 milioni nel 2014. Nell’ambito dei costi di gestione, gli accantonamenti previdenziali e le prestazioni previdenziali, che rappresentano le poste più rilevanti, aumentano, anche se in misura discontinua, passando dai 79,5 milioni di euro nel 2012, ai 78,7 milioni di euro nel 2013 e agli 81,3 milioni di euro nel 2014”.
 
“Nel complesso – prosegue - , l’indice annuo di copertura della spesa previdenziale, dato dal rapporto tra contribuzione soggettiva e prestazioni pensionistiche, si attesta a 19 nel 2012, a 17 nel 2013 e a 15 nel 2014. Su tali risultati influisce, soprattutto, il limitato numero delle pensioni erogate, pari a 2.594 nel 2014, a fronte del numero degli iscritti attivi che nello stesso anno è stato di 49.085”.
 
Nell’ambito delle spese di funzionamento, “il compenso agli organi istituzionali nel triennio in esame è stato di 1,58 milioni di euro nel 2012, di 2,40 milioni di euro nel 2013 e diminuiti a 1,74 milioni di euro nel 2014.
 
Il costo per il personale, “a fronte di un aumento nel triennio di 11 unità, è stato nel 2012 pari ad euro 1.963 migliaia (+0,3%), nel 2013 di euro 2.250 migliaia (+14,6%) e nel 2014 di euro 2.442 migliaia (+8,5%). L’incidenza del costo del lavoro sui costi di gestione pari all’1,88% nel 2012, aumenta al 2,15% nel 2013 ed al 2,21% nel 2014”.
 
“Nonostante il disavanzo realizzato nella gestione caratteristica – evidenzia però la Corte - , il risultato economico complessivo ha continuato a presentare valori positivi, pari a 17,3 milioni di euro nel 2012, a 9,3 milioni di euro nel 2013 e a 21,4 milioni di euro di euro nel 2014, essenzialmente grazie ai saldi positivi della gestione del proprio patrimonio finanziario, pari a 19.398 migliaia di euro nel 2012, a 19.595 migliaia di euro nel 2013, a 18.980 migliaia di euro nel 2014. Per effetto degli indicati risultati positivi il patrimonio netto è passato da 50,8 milioni di euro del 2012 a 65,2 milioni di euro nel 2014”.
 
“Nell’ambito delle poste patrimoniali la consistenza dei crediti verso gli iscritti continua ad essere rilevante (circa 150 milioni di euro nel 2014) e ciò induce questa Corte dei conti a rinnovare l’invito all’Ente a monitorare questa rilevante posta contabile che, ove riscontrata non completamente attendibile, potrebbe incidere sulla veridicità delle risultanze contabili. In merito si prende atto che l’Ente con delibera n.1 del 22 gennaio 2015 ha avviato una nuova procedura di recupero degli indicati crediti vantati nei confronti degli iscritti. A seguito di quanto stabilito dall’art. 24, comma 24 del decreto legge n. 201 del 2011, convertito nella legge n. 214 del 2011, e in base alle indicazioni fornite in merito dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l’Ente ha fatto elaborare un bilancio tecnico al 31.12.2011 per il cinquantennio 2012-2061, dal quale non emergono significative problematiche sulla sostenibilità della gestione economica per l’intero cinquantennio”.

25 luglio 2016
© Riproduzione riservata

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