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Legge Gelli. Intesa tra medici, magistrati e avvocati per gli Albi dei periti e dei consulenti tecnici. Anelli (Fnomceo): “Una svolta”


L'obiettivo del protocollo d'intesa siglato ieri a Roma è quello di armonizzare i criteri e le procedure di formazione degli Albi dei periti e dei consulenti tecnici tenuti dai Tribunali civili e penali, sulla base di quanto richiesto dalla legge sulla responsabilità professionale. Balduzzi (Csm): "Questo sarà il testo pilota che verrà adattato alle specificità degli altri Ordini”. Anelli (Fnomceo): "Con questo protocollo, periti  e Ctu si caratterizzeranno sempre più grazie alle competenze specialistiche". IL PROTOCOLLO

25 MAG - Armonizzare i criteri e le procedure di formazione degli Albi dei periti e dei consulenti tecnici tenuti dai Tribunali civili e penali: è questo l’obiettivo del Protocollo d’intesa siglato ieri a Roma presso la Sede del Consiglio Superiore della Magistratura tra lo stesso Csm, il Consiglio Nazionale Forense e la Federazione Nazionale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo).

Lo richiede la Legge 24/2017, la cosiddetta “Gelli-Bianco” sulla Sicurezza delle cure che, all’articolo 15, prevede nuovi criteri per la formazione e l’aggiornamento degli Albi; lo rende necessario la complessità della scienza e della medicina moderna, che porta con sé l’esigenza di consulenti sempre più specializzati. Da qui l’esigenza, ampiamente condivisa nei quasi due anni di lavoro propedeutico, di assicurare, attraverso la creazione di linee guida coerenti con la Legge 24, l’adozione di parametri qualitativamente elevati per la revisione e la tenuta degli Albi, affinché, in tutti i procedimenti civili e penali che richiedono il supporto conoscitivo delle discipline mediche e sanitarie, le figure del perito e del consulente tecnico siano in grado di garantire all’autorità giudiziaria un contributo professionalmente qualificato e altamente specializzato.


“La firma di questo protocollo segna un momento molto importante, una vera e propria svolta sia all’interno degli uffici giudiziari, dove era atteso da magistrati e avvocati, sia nell’ambito degli Ordini dei medici – ha esordito il presidente della Decima Commissione del Csm, Renato Balduzzi, che, insieme al presidente della Settima Commissione Nicola Clivio, rappresentava il Vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini. -. Questo testo sarà il testo pilota che sarà poi adattato alle specificità degli altri Ordini delle professioni sanitarie”.

“L’Avvocatura ha dato il suo pieno sostegno a questa iniziativa – ha continuato Andrea Mascherin, presidente del Consiglio Superiore della Magistratura -. Con questo CSM abbiamo lavorato in un clima di straordinaria sinergia. Con i medici poi abbiamo una grandissima affinità di intenti: i medici salvano la vita biologica delle persone, gli avvocati quella sociale”.

“Esprimiamo la nostra soddisfazione e ringraziamo il Csm e il Cnf per questo risultato, che consoliderà il rapporto con la Magistratura e con l’Avvocatura – ha concluso il Presidente della Fnomceo Filippo Anelli -. Con questo protocollo, periti e Ctu si caratterizzeranno sempre più grazie alle competenze specialistiche, per garantire una qualità eccellente in un tempo in cui la medicina ha fatto grandi passi anche in ambiti ultraspecialistici”.

Due saranno le sezioni dell’Albo dedicate agli iscritti alla Fnomceo: una dedicata alla professione medica e una a quella odontoiatrica. Al loro interno, saranno indicate le diverse specializzazioni, per le quali, si legge, ‘è opportuno prendere a riferimento, indicativo e non esaustivo, quelle corrispondenti alle scuole individuate dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca”. Per la prima volta, tra le ‘specializzazioni’, è contemplato il profilo del medico di medicina generale ‘affinché il giudice possa avvalersi, quando lo richieda la peculiare natura delle questioni tecniche poste dal procedimento, di esperti qualificati in questo ambito dell’assistenza sanitaria’. Ulteriori ‘sottocategorie’, potranno essere identificate, dopo un confronto con le società scientifiche riconosciute, anche nella prospettiva della redazione di un Glossario per i Tribunali.

“Siamo molto soddisfatti che anche l’Odontoiatria sia stata considerata, come una professione a sé stante, nel Protocollo – è il commento del presidente nazionale della Commissione Albo Odontoiatri, Raffaele Iandolo -. L’Odontoiatria è infatti una professione con competenze tecniche, scientifiche, cliniche del tutto peculiari”.  

25 maggio 2018
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