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Per i medici si fa sempre più buio

Non credo che a memoria d’uomo ci sia stato per i medici un periodo più buio di questo. Dopo dieci anni di blocco contrattuale, di drammatico peggioramento delle condizioni lavorative e di perdita di qualsiasi potere contrattuale, il governo del cambiamento sparge ulteriore sale sulle ferite
Lo svilimento della professione sta toccando ormai un punto di non ritorno

30 OTT - Come ampiamente previsto nulla sarà fatto per la sanità e le poche risorse disponibili sono quelle a suo tempo messe a disposizione dal precedente governo Gentiloni. La bozza di legge di Bilancio targata giallo-verde rimanda a un futuro lontano, quello che non è in grado di promettere oggi e non risolve i due problemi che avvelenano i pozzi del nostro SSN: la mancanza di risorse subito spendibili (indispensabili per un ampliamento dell’offerta sanitaria) e un adeguato finanziamento vincolato per il rinnovo del contratto dei medici.
 
Scontata, come in un vecchio copione mal recitato, la proposta di un nuovo Patto per la salute che dovrà finalmente rigenerare il sistema. Nel presente, invece i tickets non saranno aboliti, dovendosi prima definire un nuovo regime di partecipazione alla spesa e i medici, come anticipato dal Ministro Grillo, non potranno nemmeno utilizzare quota 100 per andare in pensione prima del tempo.

I medici infatti dovranno continuare a lavorare per non mettere in difficoltà il SSN e dovranno farlo pancia a terra e senza contratto. Anzi se a qualcuno di loro sarà concessa una via di fuga anticipata, al danno economico insito nella riforma da operetta della Fornero, verrà aggiunto anche quello del divieto di esercitare la libera professione.


Il governo chiede dunque a un’intera categoria professionale di rinunciare a un diritto che viene concesso ad altri e in cambio di questo invece di predisporre un equo indennizzo introduce norme di ulteriore penalizzazione.

Non credo che a memoria d’uomo ci sia stato per i medici un periodo più buio di questo. Dopo dieci anni di blocco contrattuale, di drammatico peggioramento delle condizioni lavorative e di perdita di qualsiasi potere contrattuale, il governo del cambiamento sparge ulteriore sale sulle ferite
Lo svilimento della professione sta toccando ormai un punto di non ritorno.

Vuote parole il richiamo alla meritocrazia, alla valorizzazione del lavoro pubblico, all’ascolto del cittadino. Nulla di questo è stato fatto e la verità è che se non ci fosse stato il tanto vituperato Gentiloni forse il fondo sanitario non avrebbe potuto contare nemmeno su quel misero miliardo di incremento già messo in programma. Il governo ha fatto la sua scelta e purtroppo la strada indicata è quella di non dare risposte ai veri problemi che stanno portando allo sfascio il nostro sistema sanitario.

E’ un momento difficile per la professione che deve mobilitare le proprie risorse. Un momento di grande difficoltà che non può vedere indifferente la Fnomceo. La Federazione degli ordini deve uscire dal consueto letargo che caratterizza la sua gestione assonnata e battere un pugno sul tavolo.
E’ il momento di esercitare quel ruolo che la legge attribuisce agli ordini professionali in quanto enti sussidiari dello Stato.

Forse una richiesta di incontro al Premier Conte e allo stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella potrebbe rendere di pubblico dominio che la misura è ormai colma e che è indispensabile una radicale inversione di rotta. 
 
Roberto Polillo 

30 ottobre 2018
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