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Caduceo d’Oro 2018 a Mariapia Garavaglia, Antonio Gaudioso, Filippo Anelli e Andrea Mandelli


Conclusa questa sera a Bari la cerimonia di consegna del Caduceo d’Oro 2018 che quest’anno ha visto come protagonisti l’ex ministro della Sanità Garavaglia, il segretario nazionale di Cittadinanzattiva Gaudioso e i presidenti di Fnomceo e Fofi, Anelli e Mandelli. A coordinare la cerimonia l’ex Dg di Aifa Luca Pani.

10 NOV - Consegnati i Caduceo d’Oro 2018. Quest’anno il premio conferito dall’Ordine dei farmacisti di Bari-Bat presieduto da Luigi d’Ambrosio Lettieri, con il patrocinio del Ministero della Salute, della Federazione Ordini Farmacisti italiani e della Regione Puglia, è andato a Mariapia Garavaglia, già Ministro della Sanità, ad  Antonio Gaudioso, Segretario nazionale di Cittadinanzattiva, a Filippo Anelli, presidente della Fnomceo e ad Andrea Mandelli, Presidente della Fofi.
 
“Il difficile equilibrio economico, che viene attribuito al peso della spesa sanitaria rispetto al PIL e quindi alla cosiddetta sostenibilità, esige che nel quarantesimo compleanno della legge n. 833/1978 si verifichi se è ancora auspicabile mantenere il sistema sanitario – ormai regionalizzato – secondo l’impostazione culturale che ha animato la riforma oppure cambiare registro. Personalmente affermo prima di tutto che non considererei, ed anzi contrasterei, un’eventuale rivisitazione che superasse due principi fondamentali, eccezionali: la generalizzazione e l’equità di accesso ai servizi”, così Mariapia Garavaglia commentando il premio.
 
“Le innovazioni riguardano molti livelli organizzativi del sistema sanitario. La ricerca farmacologica, tecnologica, gestionale modifica profondamente il rapporto fra cittadino e servizi cui accedere. La formazione professionale dovrà molto modificarsi e insieme specializzarsi, nonostante la necessità di continua flessibilità per assecondare una evoluzione più veloce di quanto siano normalmente in grado di adeguarsi le procedure normative, amministrative e gestionali”, ha detto ancora Garavaglia.
 
“Importante rivedere i meccanismi di finanziamento del sistema ed anche le istituzioni deputate a rendere tutto il sistema una macchina oleata e adeguata ai mutamenti. Personalizzazione, medicina di genere, scelte diagnostico-terapeutiche che implicano gravi problemi etici perché saranno cibernetica e genomica a guidare molte linee di sviluppo del sistema di protezione della salute”, ha concluso l’ex ministro della Sanità.
 
Antonio Gaudioso ha invece sottolineato come “festeggiamo i 40 anni del SSN in coincidenza con i 40 anni della nostra organizzazione che ha nella sua mission la tutela del servizio sanitario nazionale e dei suoi principi fondamentali di universalità, unitarietà ed equità come bene comune. Per questo rilanciamo, anche in questa occasione, l'appello a sostenere la nostra campagna di riforma costituzionale dell'art.117 "La salute è uguale per tutti" per contribuire alla riduzione delle disuguaglianze in ambito sanitario”.
 
“Ringrazio l'Ordine dei farmacisti per avermi conferito questo prestigioso riconoscimento – ha detto il presidente della Fnomceo Filippo Anelli -. Sono particolarmente contento che la cerimonia di premiazione avvenga in concomitanza con un convegno dedicato ai 40 anni del nostro servizio sanitario nazionale. L’approvazione della Legge 833 rappresenta un momento importante della storia repubblicana nel compimento di quel disegno voluto dei Padri Costituenti che considerava la tutela dei diritti inviolabili dell’uomo come il fine stesso della nostra democrazia. Il diritto alla salute non è scontato e a distanza di quarant’anni, le diseguaglianze in sanità non sono scomparse. Se vogliamo dare un futuro al nostro Paese e in particolare modo al Meridione dobbiamo fare in modo che l’uguaglianza teorica di accesso ai servizi del servizio sanitario nazionale si cali nella realtà”.
 
“Da quattordici anni, il Caduceo d’Oro dell’Ordine dei Farmacisti di Bari e BAT, grazie all’opera del Presidente Senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, è un appuntamento immancabile per chi voglia riflettere sui temi centrali della nostra professione e della sanità nel suo complesso. Lo dimostra anche il tema scelto per questa edizione, occasione fondamentale non soltanto per valutare l’importanza del nostro modello di welfare ma anche per elaborare proposte concrete per garantirne la sostenibilità e l’evoluzione in funzione dei cambiamenti della domanda di salute, e della necessità di una migliore gestione delle risorse”, ha dichiarato il presidente della Fofi Andrea Mandelli.
 
A coordinare la cerimonia Luca Pani, ex Dg dell’Aifa, professore di psichiatria all’Università di Miami che ha rilasciato la seguente dichiarazione: “L’Italia ha finanziato, ogni anno e per gli ultimi 40 anni, con una cifra che corrisponde a circa 100 miliardi di euro attuali il Servizio Sanitario Nazionale che rappresenta, di fatto, l’investimento strutturale più significativo del nostro Paese. Il SSN è un’eccellenza mondiale non solo dal punto di vista clinico ma è anche un “tesoro" di 4 decadi di dati molti dei quali ora informatizzati. 
 
La spesa sanitaria rappresenta una percentuale sempre maggiore del budget dei governi occidentali. Negli Stati Uniti, per esempio, sfiora ormai il 20% del PIL con risultati quantomeno discutibili se non davvero mediamente pessimi per la salute del cittadino americano medio. Il dato più interessante è che, in tutto il mondo, queste enormi risorse sono impiegate in modo molto inefficiente per ragioni prevalentemente amministrative. È stato calcolato che le incombenze burocratiche possono incidere sino a sette volte tanto per gestire una stessa procedura medica e che, soprattutto nelle nazioni più ricche un quinto della spesa sanitaria è totalmente sprecata per lo più in trattamenti inutili o sbagliati. Ciò corrisponderebbe a circa 25 miliardi di euro all’anno in Italia, il valore – più o meno – di tutti i farmaci che il nostro SSN rimborsa nello stesso periodo. Se si pensa che da quando sono stati creati i vari modelli di sistemi sanitari nel mondo, la spesa è sempre e solo aumentata direi che la prospettiva di ottenere risparmi reali attraverso la tecnologia di analisi dei dati, è un’idea già di per sé rivoluzionaria.
 
La necessità di modificare tutto questo non potrebbe tuttavia trovare alcuna applicazione se, nel frattempo, i pazienti non fossero diventati sempre più consapevoli del loro ruolo partecipativo, diritti e doveri, nell’uso delle applicazioni digitali. Questo campo include naturalmente le App su dispositivi mobili ma soprattutto sensoristica sia perimetrale che personale in grado di popolare di dati la telemedicina del futuro, fatta di comunicazioni elettroniche e analisi predittive. Saranno loro a guidare l’evoluzione/rivoluzione della tutela della salute del terzo millennio”.

10 novembre 2018
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