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Spot per cause contro medici. Regioni e Fnomceo chiedono una legge che disciplini la materia


È questa la richiesta della Commissione paritetica FnomCeo-Regioni. Venturi: “Serve una legge che disciplini i messaggi pubblicitari che possono colpire e screditare servizi pubblici essenziali come il servizio sanitario nazionale. Anelli (FnomCeo): “Auspichiamo che anche il Ministero della Salute si faccia carico di questa esigenza e favorisca una soluzione normativa”.

17 GEN - Si è riunita ieri a Roma la Commissione paritetica FnomCeo-Regioni prevista dal protocollo di intesa fra l Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e la Federazione nazionale Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri, firmato il 22 novembre 2018.

All’incontro hanno partecipato in qualità di membri della commissione il presidente e il segretario della FnomCeo, Filippo Anelli e Roberto Monaco, il Presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità, Sergio Venturi (Assessore Emilia-Romagna), e il coordinatore della Commissione salute della Conferenza delle Regioni, Antonio Saitta (Assessore Piemonte). Tra i temi trattati anche l’avvio di alcune campagne pubblicitarie (famoso il caso Obiettivo Risarcimento) che, partendo dal riconosciuto diritto dei pazienti ad esser risarciti in caso di danni ed esiti indesiderati derivanti da una prestazione sanitaria, stanno promuovendo a fini di lucro l’attività di alcune aziende e società commerciali.

“Fermi restando il diritto di libera impresa e, ovviamente, la libertà di opinione garantiti dal nostro ordinamento – ha spiegato Venturi – è indubitabile che determinati spot o messaggi pubblicitari creino un allarmismo diffuso e gettino un discredito del tutto immeritato rispetto ad una categoria che rappresenta un cardine del Ssn, come quella dei medici. Professionisti che, spesso tra mille ristrettezze e con grande spirito di sacrificio, garantiscono ogni giorno la tutela del diritto alla salute e fanno in modo che, nonostante tutto, il nostro servizio sanitario sia fra i migliori d’Europa.  


Recentemente la Commissione parlamentare di Vigilanza ha bloccato uno di questi spot televisivi e ha fatto bene – ha proseguito Venturi – ma credo sia giunto il momento di una iniziativa legislativa che disciplini i messaggi pubblicitari che toccano servizi pubblici essenziali per la vita dei cittadini ed in primis il servizio sanitario.

Ferma restando l’autonomia e la sovranità del Parlamento – ha concluso Venturi - la Commissione ha espresso un auspicio in tale direzione e sta raccogliendo osservazioni e suggerimenti su questo tema, per coinvolgere poi anche la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella sua specifica attività di interlocuzione istituzionale con il Governo”.

“Il lavoro dei professionisti deve essere salvaguardato e tutelato – ha aggiunto Anelli -. In sanità, la serenità del professionista nell’affrontare le problematiche relative alla tutela della salute dei cittadini è un requisito fondamentale. Auspichiamo che anche il Ministero della Salute si faccia carico di questa esigenza e favorisca una soluzione normativa, per la salvaguardia del Servizio sanitario nazionale, dei suoi professionisti e dell’alleanza terapeutica con i cittadini”.

17 gennaio 2019
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