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Tornano in Italia le lauree in medicina di università straniere. Protesta dei Giovani Medici SIGM


Il caso rioguarda la notizia della apertura a Piazza Armerina (Enna) di una facoltà di medicina di una università della Romania. “Come al solito in autunno comincia la pubblicità di corsi di laurea “alternativi” al corso di studi riconosciuto in Medicina e Chirurgia. Chiediamo che le Istituzioni prendano una posizione forte: si rischia un ulteriore aggravamento dell’imbuto formativo”, dice il Sigm

31 OTT - L’Associazione Italiana Giovani Medici appresa la notizia della apertura a Piazza Arerina, in provincia di Enna, della sede di un’università della Romania (facoltà di medicina e odontoiatria comprese) denuncia quella che ritiene una “mercificazione del corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, con Università Private o che insistono in altri Stati Europei che pubblicizzano corsi “paralleli” al percorso universitario italiano come escamotage per aggirare il numero programmato”.
 
Per la Sigm “è una grave mancanza di rispetto verso le migliaia di studenti che hanno iniziato quel lungo e faticoso percorso che li porterà ad essere medici ma, soprattutto, verso i tanti altri giovani che non sono riusciti ad accedervi”
 
“Le soluzioni creative all’Italiana – continuano i Giovani Medici – che vedono protagoniste istituzioni universitarie private e amministrazione pubbliche compiacenti prevedono non solo corsi di formazione universitaria o sedicenti tali, ma anche la possibilità di iscriversi in medicina e odontoiatria in Paesi stranieri con il miraggio di un riconoscimento della laurea in Italia, o, in alternativa, di formare studenti in Università Straniere che insistono su suolo italiano”

 
“Siamo preoccupati – afferma il SIGM – che a fronte di interessi di qualche amministrazione locale si metta in pericolo tutto il sistema del numero programmato, con il rischio ulteriore di aggravare il numero di laureati italiani che non possono accedere ad un sistema di selezione post-lauream già saturo con migliaia di medici bloccati in un vero e proprio imbuto. Ma ci aspettiamo una presa di posizione forte da parte delle Istituzioni, in primis Governo, Miur e Ministero della Salute, volta a  tutelare la qualità della formazione, l’efficienza del sistema sanitario nazionale e il diritto alla salute degli Italiani”
 
“Ribadiamo con forza – concludono dal SIGM – che è necessaria una oculata programmazione di tutto il percorso formativo, parificando il numero di ingressi in Medicina alle disponibilità del post-lauream e alle necessità di figure professionali per soddisfare il bisogno di salute della Popolazione, bloccando qualsiasi tentativo elusione dalla formazione universitaria riconosciuta”.

31 ottobre 2019
© Riproduzione riservata


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